Fase 2: nessun assalto ai bus in centro, criticità in collina. Bucci: «Cambiamo le ore di punta»

Il primo giorno di allentamento delle misure anti-contagio non ha causato la corsa ai mezzi pubblici, ma sulle linee collinari c'è stato qualche problema. Il sindaco promette adeguamenti, e chiede di mantenere lo smart-working sin quando sarà possibile

Nessun assalto ai mezzi pubblici nel primo giorno di fase 2: Genova rispecchia il trend nazionale, confermando che lunedì 4 maggio la temuta corsa a bus e metro - con conseguente affollamento - non si è verificata. Anche se non sono mancate criticità.

A fare un bilancio del primo giorno è stato il sindaco Marco Bucci, che ha confermato quanto osservato anche da noi utilizzando un autobus della linea 18 (guarda il video) per percorrere il tratto Principe-Brignole: poche le persone a bordo, tutte con mascherina e a distanza di sicurezza e rispettose dei posti distanziati. Sui 4 assi principali della città, insomma, «non ci sono state criticità». Che si sono invece verificate su alcune linee collinari, dove gli autobus in servizio sono più piccoli e con capacità di posti ridotti. Il che si è tradotto in mezzi che potevano portare sino a un massimo di 10-12 persone, con conseguenti lunghe attese alle fermate. 

«Lunedì gli autobus in servizio sono passati dal 75% all’80% della flotta in servizio in un giorno normale - ha detto il sindaco - Ci aspettavamo un assalto che non c’è stato. Vero è che ci sono stati problemi sulle linee collinari, ma studieremo percorsi e tipi di mezzo più adatti».

Il risvolto negativo della ridotta presenza di passeggeri sui bus è stato un aumento del traffico privato: «Sono aumentate le automobili, e questa non è una bella notizia - ha sottolineato Bucci - noi vogliamo che Genova abbia una mobilità green, e lavoreremo con il team a una proposta operativa per le piste ciclabili riservate a bici, monopattini e veicoli a due ruote elettrici per consentire alle persone di muoversi in un modo molto moderno».

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Da qui l’appello alle aziende per mantenere il più possibile lo smart-working, ed evitare che i lavoratori si riversino in strada e sui mezzi pubblici: «Non è questo il momento di abbandonare lo smart-working - ha concluso Bucci - se si poteva fare prima si dovrebbe fare anche adesso. Lancio un appello ad aziende e attività commerciali per spostare l’ora di punta dalle 8 di mattina alle 9 o alle 10, e magari prolungare l’orario in serata. In questo modo occuperemo meno mezzi e il traffico sarà più scorrevole».

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