Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Coronavirus

Festa in piazza per Euro 2020, Toti sbotta contro le critiche: “Basta uccelli del malaugurio”

Il presidente della Regione replica a chi ha polemizzato per la decisione di installare maxi schermi a De Ferrari e al Porto Antico con il rischio di aumento di contagi

A 24 ore dal ritorno degli Azzurri in Italia dopo la vittoria contro l’Inghilterra agli Europei, e svanita in (minima) parte l’euforia per il risultato, a Genova si accende la polemica per la decisione del presidente della Regione, Giovanni Toti, e del sindaco Marco Bucci di installare due maxi schermi per vedere il match in piazza, con conseguente inevitabile festa e assembramenti.

Dall’opposizione sono state diverse le critiche, sia nei confronti di Bucci sia nei confronti di Toti. E se il primo - che domenica sera era intervenuto in piazza De Ferrari per cercare di calmare gli animi - si è limitato a dare la colpa a chi non ha rispettato regole e ordinanza specifica, il secondo ha sbottato su Facebook puntando il dito contro i detrattori.

“Ora basta davvero! Non posso veder calare anche gli ultimi letti Covid in ospedale e leggere uccelli del malaugurio che si scatenano contro le feste in piazza per i campionati Europei che non vincevamo da 53 anni - ha detto martedì mattina - Ci sono medici, presunti scienziati, forze politiche ed esponenti delle stesse che del virus hanno fatto un tema di rivalsa sociale, un sistema che impedisce alla gente la gioia, la voglia di vivere, il desiderio di ripartire. Altri che temono, quando tornerà la normalità, di scomparire dagli schermi con il loro soloneggiare”.

Toti ha quindi ammesso che “il covid torna a crescere, è chiaro visto che finalmente i cittadini possono vivere. Ma chi adora il covid come stile di vita e non sa rinunciare alla paura, non dice la verità: cresce la diffusione del virus ma non crescono i pazienti in ospedale. Questo perché in Italia le persone fragili, quelle che vanno in ospedale se si ammalano, sono per larga parte vaccinate. I paesi che stanno chiudendo di nuovo spesso non raggiungono il 5% della popolazione vaccinata. L’Italia è quasi al 60%, la Liguria anche oltre”.

Il presidente della Regione ha quindi invocato “serietà”, sottolineando che “chi oggi condanna le feste di ieri non solo è in malafede, ma rappresenta una visione del mondo che gode della paura e della chiusura. Sono stato fino alle due in piazza con i ragazzi di Genova. Ci siamo stretti in una vittoria che ha il sapore del futuro, dopo tanti mesi di assenza di vita. Chi non capisce, si chiuda pure in casa anche senza Covid. Perché l’Italia non ha bisogno di lui”.

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