Dpcm di novembre, lockdown 'morbido' in una Genova 'zona 'rossa'

Attese nuove restrizioni per bar e ristoranti. Nelle zone dove il virus circola con maggiore insistenza, il governo potrebbe decidere di chiudere molte attività e lasciare aperte farmacie e supermercati. La firma è attesa fra lunedì e martedì

La domanda ricorrente in queste ore un po' in tutta Italia è se sarà ancora lockdown o meno. La risposta arriverà a stretto giro con un nuovo dpcm, che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si appresta a firmare. In mattinata Conte è impegnato in parlamento ed è possibile che la firma del nuovo dpcm slitti in serata o a martedì.

L'ultima ipotesi è quella di un coprifuoco ma non più alle 18 nelle zone rosse del Paese ma alle 21 in tutta Italia e fino al 4 dicembre. Bar e ristoranti saranno chiusi la domenica a pranzo; mentre i centri commerciali lo saranno sia il sabato che la domenica. Quanto alle chiusure aggiuntive, che eventualmente decideranno le Regioni, i rimborsi saranno a loro spese.

Domenica sera, dopo una giornata che lo ha visto al centro delle polemiche per un tweet, Giovanni Toti ha affidato un'altra riflessione ai social. Il punto di partenza è stato il lancio di un'angenzia stampa, con ipotesi di restrizioni ancora più stringenti.

«Leggo sulle agenzie di stampa - scrive il governatore - le misure che il Governo starebbe valutando. Ecco il testo della ultima agenzia: Bar e ristoranti chiusi anche a pranzo, negozi chiusi (tranne le farmacie, i tabacchi e gli alimentari), smart working per tutta la pubblica amministrazione, coprifuoco alle 18 e didattica a distanza dalla seconda media all'ultimo anno delle superiori. Sarebbero queste, a quanto si apprende, alcune delle misure a cui starebbe lavorando il governo per le regioni ad alto rischio (Agi)».

«Io non so se è vero, domani vedremo - prosegue Toti -. Ma se così fosse chiuderemmo in casa i ragazzi di 12 o 13 anni e provocheremmo il fallimento definitivo di molte imprese. Spero che tutti sappiano a cosa andiamo incontro. Ho proposto una cosa diversa e credo più saggia. Gli ultra 75enni della nostra popolazione sono il 7% dei nostri concittadini, ma sono loro a morire: il 90% dei decessi purtroppo riguarda quelle persone, così come il 40% dei ricoveri ospedalieri gravi».

«Allora, chiedo: ha senso non mandare a scuola i ragazzi a cui il Covid non fa nulla o quasi? Ha senso chiudere mezzo Paese? Oppure - conclude Toti -: non avrebbe più senso proteggere coloro che rischiano veramente e lasciare che il Paese lavori, vada a scuola, recuperi posti di lavoro perduti? Chi oggi finge di indignarsi all’idea di proteggere le fasce più deboli e lasciare che l’Italia continui ad andare avanti otterrà un duplice risultato: più morti e più imprese e posti di lavoro distrutti. Bel risultato dell’ipocrita doppia morale».

Il governo sembra orientato sulla strada di applicare misure più restrittive, ai limiti del lockdown, solo nelle cosidette 'zone rosse'. Che sono le province lombarde, tranne Bergamo, e quelle piemontesi, le province di Genova, Napoli e Caserta e altre ancora da sud a nord. L’idea di costringere a casa gli 'over 70' solleva dubbi di natura etica, politica e costituzionale. Probabilmente alla fine si punterà sulla formula della 'forte raccomandazione' in nome del buonsenso.

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