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Giovedì, 19 Maggio 2022
Coronavirus

Green pass anche in tabaccheria, aumentano i divieti per i non vaccinati

Da febbraio il certificato di base sarà necessario anche in uffici pubblici, servizi postali, banche e negozi non essenziali. Lo prevede il nuovo Dpcm, che il premier Draghi si accinge a firmare

Fra oggi, martedì 18 gennaio 2022, e domani il premier Draghi apporrà la sua firma sul nuovo Dpcm, che conterrà l'elenco di attività in cui dal prossimo mese (1 febbraio 2022, un martedì) si potrà entrare senza certificato verde, base o rafforzato, perché considerate essenziali. Oggi dovrebbe esserci un nuovo tavolo tecnico a Palazzo Chigi.

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Le attività certe in cui si entrerà senza tampone sono i supermercati, gli alimentari, le farmacie, gli ospedali, i negozi per bambini, i commissariati di polizia, i tribunali per le testimonianze. Dall'1 febbraio 2022 il certificato di base sarà necessario anche in uffici pubblici, servizi postali, banche e negozi non essenziali, come ricorda Today.it.

Dal 20 gennaio invece - questo è già stabilito dall’ultimo decreto in vigore - barbieri, parrucchieri ed estetisti dovranno già chiedere il green pass, da tampone o da vaccino. Il nuovo Dpcm era già stato previsto dal decreto covid varato dal governo il 5 gennaio con nuove misure per contrastare la pandemia (lo stesso che ha introdotto l'obbligo vaccinale per gli over 50).

Quel decreto stabilisce senza ombra di dubbio che fino al 31 marzo è consentito esclusivamente ai soggetti in possesso di certificazione verde covid-19 (tampone antigenico rapido o molecolare con risultato negativo) l'accesso ai "servizi alla persona" (dal 20 gennaio) e "ai pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali" (dall'1 febbraio) con l'esclusione di "quelli necessari per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona". Di qui la necessità di un nuovo Dpcm.

Si tratta ancora sulla lista degli esercizi e delle attività commerciali, ma la certezza è che sarà una lista molto corta. Ci sono, come detto, gli alimentari ma non i tabaccai, le edicole ma non le boutique di abbigliamento, le farmacie ma non le librerie né i negozi per bambini. L'elenco delle 'attività essenziali' è, tanto per intenderci, molto più corto di quello che in zona rossa consentiva a numerosi esercizi di rimanere aperti.

La lista dei negozi in cui non servirà il green pass

In sintesi, tra 14 giorni il green pass servirà in tutti i negozi ad eccezione di alimentari, supermercati, ipermercati, pescherie, macellerie, panetterie e negozi che vendono surgelati. Senza certificato verde si potrà anche fare la spesa al mercato rionale. Per quanto riguarda i vestiti resteranno 'esenti' dall'obbligo di tampone o vaccino anche gli acquisti dagli ambulanti. Sarà richiesto il pass verde nei negozi di abbigliamento, di intimo e in quelli per bambini, giocattoli compresi.

Niente green pass per entrare in farmacie, negozi di ottica e parafarmacie medicinali o che vendono prodotti per la cura della persona (creme, deodoranti, spazzolini, assorbenti, prodotti per la prima infanzia), così come per benzinai, negozi che vendono pellet per le stufe e negozi che vendono alimenti o altri articoli per animali. Le edicole potranno vendere a chi non ha il pass ma solo se sono chioschi all'aperto; ci vorrà invece il green pass nei negozi che al loro interno vendono riviste, nelle cartolerie e nelle librerie.

Rebus tabaccai: dovrebbe servire il green pass, così come per i rivenditori di sigarette che si trovano all'interno dei bar dove già serve il green pass da tampone. A quanto pare chi fuma si dovrà accontentare dei distributori automatici. La certezza si avrà solo una volta che il Dpcm sarà firmato.

Non servirà il green pass per chi ha urgenza di recarsi al pronto soccorso, per chi deve sottoporsi a una visita in ospedale o ad analisi cliniche in un laboratorio. Ingresso 'libero' se si deve sporgere una denuncia in un commissariato o in una caserma o chi è imputato o testimone in un processo civile o penale e per questo deve entrare in tribunale. 

Se un negozio è fuori dalla lista che sarà licenziata nel Dpcm, vorrà dire che serve un green pass, da tampone negativo valido per 72 ore se il test è molecolare e per 48 ore se antigenico. Oppure un green pass da guarigione o da vaccino. Tra l'altro dal primo febbraio durerà per soli sei mesi con effetto retroattivo (scadrà insomma anche a chi ha superato l'infezione o ha ricevuto la somministrazione da più di 180 giorni). Da febbraio, questo è già stato stabilito nel decreto del 5 gennaio, il pass sarà richiesto anche negli uffici pubblici, alle poste e in banca.

Date nuove regole negozi

  • 20 gennaio parrucchieri: dal 20, per andare da parrucchiere, barbiere o estetista serve il green pass, base o rinforzato
  • 31 gennaio discoteche: il 31 termina lo stop a concerti ed eventi all'aperto. Ed è l'ultimo giorno di chiusura per le discoteche
  • 1 febbraio 2022 negozi e uffici: da febbraio il pass (la cui durata si riduce a 6 mesi) servirà per entrare in uffici pubblici e quasi tutti i negozi.
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