Poche ore al Dpcm di Natale, da sciogliere il nodo degli spostamenti

Per quanto riguarda la riapertura delle scuole, la linea sembra quella di aspettare dopo le feste. Il governatore Toti insiste sull'ipotesi di una zona al di sotto della gialla

Sono diversi i temi sul tavolo in vista del nuovo dpcm con le regole per Natale e Capodanno. Sembra quanto mai probabile il divieto di spostamenti tra regioni che scatterà entro il 20 dicembre. Oggi è prevista una riunione fra i ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Francesco Boccia con i presidenti di Regione, domani Speranza illustrerà il dpcm alle Camere e nelle ore successive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte limerà gli ultimi dettagli della bozza prima di firmarlo e di dare l'ok alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Coronavirus, il bollettino del 1 dicembre

«Le Regioni presenteranno una serie di richieste e di proposte -  ha detto il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti -. Le richieste riguardano una maggiore trasparenza nel processo decisionale sulla divisione in fasce del Paese, oltre a una semplificazione come già chiesto da tempo. Oltre a questo, al netto di quello che sarà vietato o consentito, riteniamo necessario che il divieto di assembramento debba essere il principio cardine per prendere decisioni, in modo da garantire un principio di equità nelle misure. È poco convincente che alcune attività siano consentite anche se causano un involontario assembramento, e altre che magari ne provocano meno siano ferme. Servono misure che siano corrette, giuste ed eque».

«Uno dei punti fermi che presenteremo al Governo - prosegue Toti - riguarda le certezze sui ristori per le categorie colpite da un Natale per forza di cose limitato, anche per quanto riguarda le decisioni prese degli enti locali e dalle regioni. Oltre a questo, vista la situazione in cui ci troviamo, con il contagio in diminuzione, le regioni si chiedono a quali condizioni si possano riaprire una serie di attività, pensiamo per esempio agli impianti sciistici. In caso contrario, su questo punto specifico, le Regione ritengono opportuna la chiusura dei confini».

«Sempre a questo proposito - prosegue Toti - le Regioni chiederanno se sia possibile instaurare una ulteriore zona al di sotto della gialla che preveda ulteriori possibilità per le attività economiche, sempre che i dati del contagio lo consentano, penso alle aperture serali dei bar e dei ristoranti, sempre nel rispetto dei rigorosi protocolli vigenti per la tutela della salute. Sulla scuola poi - conclude - è necessario un tavolo per prepararci con grande serietà alla riapertura a gennaio, sembra surreale discutere di riaprire a pochi giorni dal più lungo periodo di festa estate esclusa».

Stando alle ultime indiscrezioni, il governo sarebbe orientato a riaprire le scuole a gennaio, come chiesto dalle Regioni. Sulle messe invece è polemica sulle linee guida della commissione Ue: il governo d'Europa chiede agli Stati membri di «non permettere la celebrazione delle messe» e «considerare di evitare cerimonie religiose con grossi assembramenti, sostituendole con iniziative online, in tv, o alla radio». Il governo vorrebbe anticipare la messa di mezzanotte alle 22 ed è in corso un confronto con le autorità ecclesiastiche.

Rimane sul tavolo attualmente la questione del cenone e del veglione, nel senso che Conte è consapevole di non poter vietare di riunirsi nelle abitazioni private anche perché sarebbe impossibile controllare. Ma il governo vuole comunque vietare le feste al chiuso e sembra orientato a usare la formula del 'fortemente raccomandato', comparsa nei dpcm di ottobre e novembre per convincere gli italiani a non ricevere persone diverse dai conviventi. C'è però da registrare un'inaspettata apertura sul fronte delle deroghe per anziani soli, coniugi, partner e conviventi (i cosiddetti congiunti o affetti stabili).

Il coprifuoco resterà comunque confermato dalle 22 alle 6.

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