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Nuovo Dpcm, stop agli spostamenti per tutte le feste. Toti all'attacco

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge 2 dicembre n.158 che disegna la cornice delle misure per il Natale e in particolare delle limitazioni agli spostamenti. La norma è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Oggi la firma del dpcm

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà oggi il Dpcm 3 dicembre con le regole di Natale 2020 e le deroghe sulle quali non è ancora stata trovato un accordo. Il decreto ministeriale avrà una validità massima di 50 giorni (probabilmente la scadenza sarà il 15 gennaio), come ha stabilito il decreto legge 2 dicembre n. 158 che ieri ha deciso che l'Italia sarà chiusa per le feste, certificando lo stop agli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e quello tra comuni il 25 e il 26 e a Capodanno.

Il problema ancora sul tavolo del governo pare essere quello dei rincongiungimenti familiari e delle deroghe per i nonni mentre quell del rientro al proprio domicilio o alla propria residenza sembra ormai risolto dal decreto legge, il quale stabilisce che sarà sempre possibile (che aggiunge anche la possibilità di ritornare alla propria abitazione ma non permette esplicitamente di effettuarlo a chi ha cambiato domicilio o residenza per ragioni di studio o di lavoro, ovvero ai fuorisede).

Sul fronte delle deroghe la linea del governo è frastagliata ma per ora sembra prevalere le chiusura: nessuna deroga per ricongiungimenti familiari o raggiungimento delle seconde case, si muove solo chi deve rientrare nella propria residenza o chi, previa autocertificazione, dichiara di dover assistere un genitore solo e anziano.

Coronavirus, il bollettino del 2 dicembre

Nella serata di mercoledì è circolata una prima bozza, che ha scatenato le critiche del presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. «Secondo un primo testo che circola del Decreto legge del Governo - scrive Toti -, non solo dal 21 dicembre al 6 gennaio sarà vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra le regioni, comprese quelle come la nostra che stanno uscendo anche dalla zona gialla, ma addirittura non saranno consentiti i movimenti tra comuni il 25 e 26 dicembre e a Capodanno».

«Quindi - prosegue Toti - succederà che il giorno di Natale, per esempio, se abitate a Carcare e vostra sorella e i nipotini vivono ad Altare non potrete andare a trovarli. Se vivete a Bogliasco, magari a sole due case da Genova, non potrete vedere i vostri genitori che abitano lì, a pochi metri da voi. Se vostra mamma vive sola a Laigueglia ma voi abitate ad Alassio, scordatevi di trascorrere il pranzo di Natale con lei».

«Il ristorante è aperto ma è nel comune vicino, nella campagna, a due chilometri da voi? Non si potrà andare! Immaginatevi il pienone - prosegue il governatore -. E se proprio troverete un ristorante nel vostro comune per un pranzo solitario, poi non potrete neanche smaltirlo facendo una passeggiata tra Santa Margherita e Portofino. Ma in compenso si potrà partire da Nervi e fare indisturbati ben 30 km per arrivare a Voltri! Ma chi scrive queste norme ha mai vissuto nella province italiane o solo nelle grandi città? Sa che il nostro Paese è composto da tanti piccoli comuni, uno vicino all'altro e che così separeremo milioni di italiani senza valide motivazioni scientifiche legate alla lotta contro il virus? Cosa cambierà dal 23 al 24 dicembre? Da cosa è motivata questa scelta? Mi auguro davvero che - conclude Toti -, come sempre, questa bozza, visto l'effetto che sta facendo, alla fine venga modificata. Perché qui invece del buon senso tanto auspicato vedo solo del non senso. E non mi pare che in Europa qualcun altro abbia fatto una cosa simile. La notte porta consiglio... speriamo!».

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