Lunedì, 20 Settembre 2021
Coronavirus

Covid, firmato il nuovo dpcm: spostamenti, asporto e scuola, cosa prevede

Si aspetta il responso sulla Liguria, altamente probabile che finisca in zona arancione: ecco cosa cambia

Arriva la firma sul nuovo dpcm che contiene le misure per la gestione dell’emergenza coronavirus. Il premier Giuseppe Conte ha firmato il provvedimento, che entrerà dunque in vigore a partire dal 16 gennaio.

Nuovo dpcm 14 gennaio, cosa prevede

Il nuovo dpcm ricalca in gran parte quello rimasto in vigore sino a oggi, mantenendo anche le deroghe previste per il periodo delle vacanze di Natale.

Resta in generale il coprifuoco dalle 22 alle 5, e dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021 è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome: non si esce dalla regione a prescindere dal colore (giallo, arancione o rosso) e gli spostamenti fuori regione sono consentiti soltanto per le comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. 

Queste regole valgono a prescindere dalla classificazione sulla base della fascia di colore/rischio, che incidono invece su altri aspetti: con Rt a 1 e con un livello di rischio “alto”, o con un'incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio moderato, si va dunque in arancione. Con Rt superiore a 1,2 si finisce in rosso.

Liguria in che zona è?

In attesa della comunicazione ufficiale da parte del ministero, l’inasprimento dei parametri per l’assegnazione delle zone di rischio farebbe scivolare la Liguria in zona arancione insieme con Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, e Umbria,  unendosi a Calabria, Emilia-Romagna e Veneto.

In zona rossa tornerà sicuramente la Lombardia, come confermato dal presidente Fontata, insieme con la provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia.

Si attende comunque la conferma da parte del presidente della Regione Liguria sull'assegnazione del colore alla regione anche sulla base dell'ultimo monitoraggio Iss.

Zona gialla: chiuse palestre, piscine e cinema, riaprono i musei 

In zona gialla restano chiuse palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, ma riaprono i musei e gli altri luoghi della cultura, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, a condizione che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico e dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l'anno), facciano ingressi contingentati. 

Scuola

Sul fronte scuola, gli studenti delle scuole superiori che abitano in regioni che lunedì 18 gennaio saranno in zona gialla e arancione possono tornare in classe con una percentuale di presenza che va dal 50 e sino al 75% delle ore di lezione, a rotazione. Le scuole di grado inferiore hanno già riaperto e ripreso con l'attività, e continueranno a farlo.

Le università dovranno invece predisporre dei «piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza», che tengano conto «delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca».

Spostamenti

Nelle regioni arancioni o rosse è vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune. Nelle zone arancioni ci si può muovere liberamente all'interno del Comune, in quelle rosse è invece vietato, con l'unica eccezione di spostamenti dettati dalla necessità o di attività sportiva. La passeggiata, in zona rossa, è consentita solo nei pressi di casa.

Resta comunque la possibilità di uno spostamento verso una sola abitazione privata abitata, all’interno dei confini comunali, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 5:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. 

Sono consentiti anche gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia, esattamente come accaduto durante le feste natalizie.

Bar e ristoranti, in zona rossa e arancione stop all’asporto alle 18

Sul fronte bar e ristoranti, in zona gialla restano aperti al pubblico sino alle 18 e successivamente possono lavorare con asporto sino alle 22 consegna a domicilio. 

In zona arancione e rossa no apertura al pubblico, e l’asporto non è più consentito dopo le 18: una norma particolarmente contestata dalle Regioni, secondo cui il divieto di asporto (vuol dire, in estrema sintesi, che non si può andare al ristorante o al bar di persona a prendere cibo o altro e portarlo a casa) dopo le 18 non inciderebbe significativamente sul contenimento della pandemia, danneggiando però di parecchio gli operatori economici.

«Non porta vantaggi significativi sul piano della prevenzione e al contrario rischia di rappresentare un ulteriore fattore negativo di tensione sociale ed economica sui territori», ha detto il presidente della Conferenza Stato Regioni, Stefano Bonaccini, a nome di tutti i governatori.

Negozi

Come stato sino a oggi, i negozi restano aperti in zona gialla e zona arancione, e chiudono - con l'eccezione di quelli che hanno un codice ateco inserito nella lista di quelli che possono tenere aperti - in zona rossa.

Attività sportiva e motoria

In zona arancione l’attività sportiva e motoria si può svolgere sempre all’aperto, in forma individuale o con conviventi, dalle 5 alle 22, all’interno del proprio comune (è permesso sconfinare solo per fare sport, e in ogni caso terminando l’attività nel comune di partenza).

Impianti sciistici

Gli impianti restano chiusi almeno fino al 15 febbraio, anche nelle regioni in zona gialla.

Zona bianca

Il governo ha previsto anche una zona bianca, chiesta a gran voce dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. IN zona bianca le uniche limitazioni sono distanza e uso della mascherina, ma i criteri per entrarci sono molto rigidi: 3 settimane consecutive di incidenza di 50 casi ogni 100mila abitanti e un rischio basso, obiettivo molto lontano per la maggior parte delle regioni italiane. 

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