Dalle mascherine ai respiratori: gli studenti cinesi di Unige si mobilitano contro il coronavirus

Sono diverse le azioni che l’ateneo sta concretizzando per rispondere attivamente all’emergenza. Tra queste, la cooperazione internazionale, in particolare con la Cina, svolge un ruolo fondamentale

Dallo studente cinese che vive in Italia e frequenta Architettura all’Università di Genova, che si è attivato con un’organizzazione benefica in Cina e sta organizzando la spedizione in Italia di mascherine chirurgiche, respiratori, camici, guanti e protezioni oculari agli ex studenti, anche loro cinesi, dell’Accademia di Belle Arti e dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che con una raccolta fondi hanno acquistato un ingente quantitativo di mascherine chirurgiche che già mercoledì saranno in viaggio verso l'Ateneo ligure. 

Sono le iniziative che l’Università di Genova sta portando avanti per dare una mano concreta in questo periodo di emergenza da coronavirus, in gran parte grazie al filo che unisce il capoluogo ligure alla Cina.

Alle prime due iniziative si aggiungono poi quelle portate avanti dal corpo docenti dell’Università, come la “donazione Sangiorgi” di circa 45mila euro che il professor Alessandro Rebora, del Dipartimento di Ingegneria meccanica, energetica, gestionale e dei trasporti, ha deciso di trasferire a favore di una iniziativa di Ateneo finalizzata a contrastare il Covid-19. La donazione è stata dedicata a Roberto Sangiorgi, ricercatore del Cnr deceduto per leucemia contratta a causa delle sue ricerche. 

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Una parte dei fondi del Master in Riabilitazione dei disordini muscoloscheletrici del Campus di Savona, circa 30mila euro, è stata inoltre donata dal professor Marco Testa per finanziare una linea di ricerca sull’epidemiologia del contagio da coronavirus, e numerosi dipendenti hanno voluto donare una o due ore di stipendio. Tutto nell’ambito dela campagna lanciata dal rettore Paolo Comanducci con l’hashtag #UniGenonsiferma.

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