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Dirigente regionale vaccinato contro il covid con una dose avanzata, opposizioni all'attacco

Pietro Paolo Giampellegrini, stretto collaboratore del presidente della Regione Giovanni Toti e segretario generale dell’ente, avrebbe ricevuto l'11 marzo una dose avanzata nell'ambulatorio di Ascom-Confocommercio

Polemica in Regione dopo la notizia che Pietro Paolo Giampellegrini, stretto collaboratore del presidente Giovanni Toti e segretario generale dell’ente, è stato vaccinato con una delle dosi avanzate dalla somministrazione nel polo vaccinale allestito da Ascom Confcommercio in via Cesarea.

Giampellegrini, docente universitario 53enne, sarebbe stato vaccinato due settimane fa, e dunque quattro giorni prima del via libera alle vaccinazioni dei docenti universitari con AstraZeneca: «Non ho preso il posto di nessuno e quella dose sarebbe andata sprecata - ha detto Giampellegrini all’Ansa - ho fatto semplicemente quello che ha detto il generale Figliuolo: mi sono presentato a fine giornata e ho specificato che, se c'erano dosi avanzate e nessun altro a cui farle, io avrei fatto il vaccino».

Giampellegrini sarebbe dunque stato vaccinato sulla linea delle dichiarazioni del generale Figliuolo, che si era appellato al buon senso per riutilizzare le dosi avanzate («Se ci sono classi prioritarie che possono utilizzarlo bene - aveva detto - altrimenti si va su classi vicine o sennò chiunque passa va vaccinato»). L’appello di Figliuolo sarebbe però arrivato tre giorni dopo la somministrazione della prima dose a Giampellegrini, avvenuta l'11 marzo.

Il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha detto di non sapere nulla, dichiarando che i membri della sua segreteria non sono stati vaccinati. L’opposizione però è andata all’attacco, con Ferruccio Sansa che ha sottolineato che «ci sono tantissime persone ben più bisognose di Giampellegrini a cui somministrare una dose avanzata. Qui si parla di vita e di morte, non di aver saltato la coda al supermercato. Se tutto quanto scritto fosse confermato Giampellegrini dovrebbe dimettersi».

«Chiediamo in maniera ufficiale a Toti e a tutti i suoi assessori e collaboratori che ci dicano chiaramente se si sono vaccinati oppure no - ha concluso Sansa - Vogliamo sapere se quello di Giampellegrini sia un caso isolato oppure no. Purtroppo, episodi come questo, ancora una volta, fanno perdere credibilità alla politica. Come Lista Sansa, ci eravamo offerti come di vaccinarci con Astrazeneca, ovviamente senza passare davanti a nessuno, se fosse servito a dare fiducia alla gente sull'importanza della vaccinazione per la salute nostra e di chi ci sta vicino. Vaccini sì, scorciatoie no».

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