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Coronavirus, nel decreto 'riaperture' resta il coprifuoco dalle 22

Questa la posizione del governo, emersa nel corso del consiglio dei Ministri. Entrerà in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

Il Consiglio dei ministri si è riunito oggi per limare i dettagli del nuovo decreto legge, che alla fine è stato approvato. Come già indicato nella bozza circolata ieri, il coprifuoco dalle 22 sarà mantenuto almeno fino al primo giugno. Dopo maggio potrebbe essere valutata, dopo un'ulteriore analisi dei dati epidemiologici, una delibera per eliminarlo o far partire il provvedimento dalle ore 23.

Coprifuoco dalle 22 fino al 1 giugno

Fonti ministeriali hanno spiegato che prima del Cdm si è tenuta una riunione supplementare - e informale - sul nodo del coprifuoco con la Lega in prima linea per spostarlo alle 23 laddove la cabina di regia della settimana scorsa aveva optato per mantenere le 22, anche con i ristoranti aperti a cena. A favore dello spostamento dalle 22 alle 23 anche Forza Italia e Italia Viva oltre alle Regioni, ma fonti di governo sentite dall'Adnkronos sostengono che sarebbe stato proprio il premier Mario Draghi a spingere per confermare l'attuale limite delle 22 sostenendo la posizione del ministro della Salute Roberto Speranza.

«Sarebbe una delusione se il Governo non cogliesse i nostri suggerimenti di assoluta prudenza e ragionevolezza - ha scritto sui social il governatore ligure, Giovanni Toti -: aprire i ristoranti e i bar la sera, peraltro solo all'aperto, e costringere gli italiani a tornare a casa entro le 22 è impossibile. Abbiamo chiesto di rinviare il coprifuoco alle 23, che certo non è orario da nottambuli. Oppure, in subordine, permettere a chi ha cenato fuori di rientrare più tardi con la ricevuta del ristorante. Soluzioni di buonsenso che certo non aggraverebbero il quadro della pandemia».

«Non solo, mantenere il coprifuoco già ora fino al primo giugno cancella un ulteriore mese di vita - rincara Toti -. Proprio a maggio, quando le giornate sono più lunghe e c'è luce quasi fino alle 22. Vuol dire precludere fin d'ora la primavera per cittadini e imprese. Facciamolo se c'è bisogno, ma prevederlo già adesso ha il sapore di una punizione».

«Tutti conosciamo il Covid, nessuno è irresponsabile, ma facciamo il possibile per ripartire. E i dati della pandemia, che stanno migliorando, dicono che si può fare», conclude il governatore ligure.

Cosa prevede il nuovo decreto

  • Coprifuoco: resta vietato spostarsi da casa dalle 22 alle 5 del mattino fino al 1 giugno.
  • Ristoranti: sarà possibile sedersi ai tavoli nei ristoranti al chiuso dal primo giugno. Già da lunedì 26 aprile in zona gialla i ristoranti all'aperto potranno restare aperti a pranzo e cena.
  • Sport: da lunedì 26 aprile sì al calcetto, il 15 maggio riaprono le piscine all'aperto, il primo giugno le palestre.
  • Spettacoli: da lunedì 26 aprile riaprono cinema e teatri, dal primo giugno gli stadi e palasport.
  • Scuole superiori: da lunedì 26 aprile in presenza almeno al 70%, in zona rossa al 50%.
  • Dal 26 aprile spostamenti fra regioni (gialle e rosse) solo con l'autocertificazione verde.

Resta il coprifuoco dalle 22, tornano le zone gialle, si allargano le visite

L'articolo 1 del 'decreto riaperture' prevede il ripristino della disciplina delle zone gialle così come la possibilità di spostarsi tra le regioni in fascia di rischio gialla e bianca.

Gli spostamenti verso le zone arancioni o rosse saranno consentiti con le cosiddette 'autocertificazioni verdi', ossia quelle comprovanti "lo stato di avvenuta vaccinazione o guarigione" dall'infezione dal Covid, o "l'effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo". Il green pass per viaggiare ha validità di: sei mesi per i vaccinati, sei mesi per i guariti, 48 ore con tampone negativo. Occhio a non sgarrare: si rischia il carcere. L'apparato sanzionatorio del decreto riaperture prevede il carcere per una serie di reati in cui incorre chi manomette o falsifica o abusa delle possibilità consentite dalla certificazione verde.

Sale a quattro il limite delle persone che potranno andare in visita ad amici e parenti nelle regioni gialle e arancioni. Mentre restano vietate nelle zone rosse. 

Riaprono i cinema e dal 1 giugno palestre e stadi

Dal 26 aprile 2021 in zona gialla ristoranti all'aperto aperti pranzo e cena (fino alle 22). Nessun limite di orario per i clienti dei ristoranti di alberghi e altre strutture ricettive. Dal 1 giugno in zona gialla ristoranti anche al chiuso dalle ore 5:00 e fino alle ore 18:00

Tra le attività consentite dal nuovo decreto ci sono quelle dei centri sportivi. Pertanto dal 15 maggio riaprono le piscine all'aperto nelle zone gialle, dal primo giugno le palestre. Già dal 26 aprile nelle zone gialle sarà consentita l'attività sportiva anche di squadra e di contatto come il calcetto e il basket.

Riaprono dal prossimo 26 aprile anche cinema e teatri ma al 50 per cento della capienza, fino a 1.000 spettatori all'aperto e 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi. Ovviamente solo in zona gialla. Alcuni eventi si potranno riservare solo a chi abbia certificato verde. Dal primo giugno si potrà andare a eventi sportivi con capienza degli stadi o palazzetti non superiore al 25% e non più di 1000 spettatori all'aperto e 500 al chiuso.

Dal primo luglio 2021 la bozza del nuovo decreto prevede la riapertura, sempre e solo in zona gialla delle attività dei centri termali, dei parchi tematici e dei parchi divertimento nel rispetto dei protocolli anti Covid.

Scuole e didattica in presenza

Parziale retromarcia sulle scuole: riapriranno sì ma ci sono alcune concessioni agli amnistratori locali. In zona rossa le scuole superiori saranno aperte almeno al 50% mentre in tutte le altre fasce di rischio dovrà essere assicurata la didattica in presenza solo "ad almeno il 70% della popolazione studentesca". Per quanto riguarda le università, dal 26 aprile al 31 luglio, nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno.

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