Nuova protesta contro il dpcm a De Ferrari: tensioni e lanci di bottiglie in centro

La manifestazione iniziata come pacifica è deflagrata con l'arrivo di alcune persone appartenenti alle frange più radicali delle tifoserie che si sono in alcuni punti scontrati con le forze dell'ordine

Seconda protesta in un giorno contro il nuovo dpcm anti coronavirus da parte di commercianti, ristoratori e titolari di palestre e centri sportivi costretti a chiudere del tutto (o a chiudere alle 18) per rispettare le norme anti contagio.

I manifestanti, che si erano già riuniti alle 11.30 di mercoledì, si sono dati nuovamente appuntamento alle 18 sotto la Regione, nuovamente dotati di cartelli e striscioni e nuovamente intenzionati a parlare con le autorità. Stavolta a incontrarli è stato il sindaco Marco Bucci, che ha promesso che «attraverso Anci e i sindaci metropolitani continueremo a fare pressioni sul governo affinché possa esserci una modifica al dpcm  e possano essere riviste alcune limitazioni previste dal Dpcm come la chiusura alle 18 di bar e ristoranti».

«Ho visto purtroppo persone che non mi sembravano commercianti ed erano senza mascherina e in assembramento e questo non va bene - ha però aggiunto Bucci - perché non è solo rispetto della loro vita, ma anche rispetto della vita di tutti i cittadini genovesi: non possiamo permetterci di avere assembramenti di questo tipo, ho parlato con prefetta e questore per avere forze dell’ordine a sufficienzaa che impediscano comportamenti scorretti e intervengano nei confronti di chi non ha la mascherina o fa assembramenti».

Bucci, che in piazza è anche stato contestato così come successo al governatore in mattinata, ha poi chiesto «a tutti di cercare di mantenere la calma, e comprendere il momento critico che stiamo attraversando avendo la propria salute e il rispetto della salute altrui come primo obiettivo».

Neanche il tempo di chiedere calma, che in centro è salita la tensione: l'arrivo di alcuni esponenti delle frange più radicali delle tifoserie ha infiammato gli animi, ed è stato organizzato un corteo improvvisato verso la prefettura tra fumogeni, petardi e insulti verso le forze dell'ordine. Un fumogeno è stato acceso anche sotto la Regione al grido di "viva la libertà", e la situazione si è fatta più complessa e delicata quando i manifestanti hanno iniziato a lanciare bottiglie sia verso la prefettura sia verso i mezzi e gli uomini delle forze dell'ordine, spostandosi poi verso piazza Corvetto, che è stata chiusa.

Alla fine il reparto Mobile li ha spinti nuovamente verso piazza De Ferrari - erano ormai rimasti in poche decine - per disperderli, e intorno alle 2 il corteo si è sciolto. Diversi i partecipanti alla manifestazione che hanno protestato per i disordini: «Sono giornate difficili, in cui tante attività si ritrovano nuovamente chiuse e senza certezze per il futuro. Le proteste sono comprensibili e legittime ma la violenza non lo è mai - ha commentato il presidente della Regione Giovanni Toti in tarda serata - Sono dalla parte di chi oggi è sceso in piazza a Genova per esprimere in maniera civile la propria preoccupazione, ho incontrato lavoratori e famiglie e loro avranno il massimo del mio impegno sempre. Non comprendo però chi stasera ha aggredito le nostre forze dell’ordine, in strada per tutelare la sicurezza di tutti. Niente potrà mai giustificare un comportamento simile, né la disperazione né tantomeno chi ha usato questo momento storico così delicato come pretesto per attacchi che trovo semplicemente vergognosi».

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