Coronavirus

Covid: dallo spray nasale alla pillola per la terapia a casa, il San Martino "pioniere" delle sperimentazioni

Dai monoclonali al Molnupiravir passando per il farmaco utilizzato per pulire le mucose e il Remdesivir, il Policlinico si conferma tra i poli ospedalieri più all'avanguardia nella sperimentazione di nuove terapie contro il virus

L’ospedale San Martino di Genova in prima linea nella sperimentazione di terapie efficaci contro il coronavirus.

Dopo i monoclonali, utilizzati con successo su centinaia di pazienti, da lunedì partiranno due nuove sperimentazioni: una riguarda uno spray nasale, l’altra il Molnupiravir, la compressa utilizzata per la terapia a casa.

La sperimentazione dello spray nasale sarà condotta su 57 pazienti, in modo da verificare la sicurezza e l'efficacia del prodotto nel ridurre la carica virale nelle alte vie respiratorie utilizzandolo per pulire le mucose. Se i test dovessero rivelarsi efficaci, lo spray potrebbe rivelarsi un utile strumento per prevenire sintomi più gravi e per ridurre il periodo di contagiosità dei paziente, riducendo potenzialmente la probabilità di trasmissione del virus anche ad altri soggetti.

Sempre a partire da lunedì verrà inoltre testato il Molnupiravir, la compressa riservata al trattamento di pazienti con sintomi lievi. Il farmaco si è già dimostrato efficace nell’abbassamento della carica virale e, se avesse successo, potrebbe essere utilizzato per la cura a casa in modo più facile proprio perché in pastiglie.

Il Molnupiravir sembra riuscire a inibire il progresso dei pazienti verso una forma grave di covid, ad abbreviare la fase infettiva e a ridurre rapidamente i focolai locali, abbassando nettamente la carica virale e dunque la trasmissibilità: «Lo studio si rivolge non al paziente ospedalizzato, ma al paziente con positività al tampone e sintomi blandi, più una serie di comorbidità», ha detto l’infettivologo genovese Matteo Bassetti, che ha anche annunciato che la Liguria è tornata in testa per quanto riguarda l’uso di monoclonali.

«Abbiamo chiuso questa settimana con 300 trattamenti complessivi, di cui 150 al San Martino, 60 nella Asl 1, 50 nella Asl 5 e 40 nella Asl 2 - ha detto Bassetti - Anche per quanto riguarda l’utilizzo del Remdesivir, la Liguria è la prima regione italiana come uso di questo farmaco in pazienti ospedalizzati con necessità di supplementazione di ossigeno».

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