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Liguria in arancione, ristoratori pronti a tornare in piazza: al vaglio della Digos il corteo di lunedì

La manifestazione, da statica come era stata consentita, si è trasformata in un lungo serpentone di persone che hanno attraversato il centro trasformandosi in una protesta che ha violato le norme del dpcm

Non si placa la protesta dei ristoratori dopo la maxi manifestazione di lunedì, in cui un presidio che in origine avrebbe dovuto rimanere statico - così come previsto dal dpcm anti coronavirus - si è trasformato in un lungo serpentone di persone che hanno anche invaso la Sopraelevata. Una categoria esasperata che ha già annunciato l’intenzione di tornare in piazza per il quinto lunedì di fila, questa volta con una manifestazione però statica.

Quanto accaduto lunedì rientra però in una serie di violazioni delle norme anticoronavirus e non solo. La Digos sta visionando i filmati delle telecamere di sorveglianza per accertare eventuali responsabilità, anche per capire se alla manifestazione hanno partecipato persone che avevano poco a che fare con il mondo della ristorazione, ma volevano approfittare della situazione per infiammare gli animi già comprensibilmente agitati.

VIDEO | Il corteo di protesta dei ristoratori in centro a Genova

Di certo c’è che il corteo si è trasformato in una manifestazione non consentita nel periodo di pandemia, visto che avrebbe dovuto essere una protesta statica, e che sono state violate almeno due norme anti coronavirus, quella che obbliga alla distanza di sicurezza, che non sempre è stata rispettata visto l’assembramento (pur con mascherine) e quella di divieto di spostamento dal comune di residenza in zona arancione, visto che alla manifestazione hanno partecipato anche ristoratori provenienti da altri comuni fuori Genova. E poi il blocco del traffico, con la città paralizzata per almeno tre ore.

Proprio l’ingresso in zona arancione ha, evidentemente, esacerbato il malessere e la rabbia dei ristoratori: la notizia del passaggio da giallo ad arancione venerdì sera, con la conseguente perdita del pranzo di San Valentino ormai già prenotato da giorni, ha fatto infuriare moltissimi piccoli imprenditori, con alcuni che in segno di protesta hanno tenuto aperto ugualmente sfidando il dpcm.

La manifestazione di lunedì, pur “degenerata” in corteo, ha comunque riscosso la solidarietà di moltissimi genovesi (e non solo) che - pur con l’episodio della manifestante investita da un automobilista deciso a passare, e poi rintracciato e denunciato - hanno accettato di restare bloccati nel traffico riconoscendo come legittima la protesta.

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