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Coronavirus, maxi sequestro in porto di respiratori per la terapia intensiva

Il carico individuato al terminal di Pra' proveniva dall'Emilia Romagna ed era destinato in Australia 

Un carico di dispositivi medici respiratori per la terapia intensiva è stato requisito dalle Dogane e consegnate alla Regione.

I respiratori sequestrati saranno destinati agli ospedali liguri, in particolare alle Unità di terapia intensiva dove sono ricoverati i pazienti Covid-19 in condizioni più gravi.

Si tratta di circa 53 bancali di materiale, individuato al terminal di Voltri, suddiviso in 3.869 cartoni contenenti quasi 50mila pezzi: proveniva da un’azienda emiliana ed era destinato in Australia. 

«Vanno i nostri complimenti e la nostra gratitudine all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli», ha commentato il presidente della Regione  Giovanni Toti. «In questa emergenza, sta svolgendo e ha svolto un lavoro straordinario al fianco della Protezione civile e del nostro sistema sanitario. Non appena individuato il carico e avuto il via libera alla requisizione da parte del Commissario straordinario Arcuri, potremo consegnare celermente il materiale».

«La nostra protezione civile - ha aggiunto l’assessore Giacomo Giampedrone - sta procedendo al ritiro del materiale per trasportarlo al magazzino centrale del San Martino, che provvederà alla distribuzione alle altre aziende del territorio, secondo le necessità».

In questa emergenza da covid-19, aumentano i controlli sul traffico di materiale sanitario in porto: «Rispettiamo le disposizioni normative nazionali e dell’Unione Europea recentemente entrate in vigore», ha spiegato Il Direttore Interregionale Liguria Piemonte Valle d’Aosta dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Andrea Zucchini. «È stato stabilito il divieto di esportazione di strumenti e apparecchi sanitari, dispositivi medici e dispositivi di protezione individuale (Dpi) e la possibilità di requisire, su ordine del Commissario straordinario, tali beni che possono essere essenziali per far fronte alla pandemia in atto».

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