Aperture supermercati, Toti: «Garantire aperture in orari più ampi possibili». I sindacati: «Non si penalizzino i lavoratori»

L'appello dei sindacati è stato raccolto da Lega Coop che ha deciso di tenere chiusi i punti vendita, per ora, il 22 e il 29 marzo

«Gran parte dei supermercati resta aperta. Per questo chiediamo al Presidente Toti di andare oltre l'ordinanza che ha firmato venerdì e di seguire l'esempio di altre regioni del nord che hanno già provveduto a limitazioni degli orari, compresa la chiusura domenicale».

Così i sindacati Cgil, Cisl e Uil Liguria scrivono in una nota stampa sabato, dopo le dichiarazioni del Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti che invece, venerdì sera, aveva chiesto durante la conferenza stampa ai punti vendita di tenere aperto il più possibile in modo da spalmare il numero dei clienti nel corso della giornata (e della settimana) e non creare code e assembramenti.

Si era già parlato nei giorni scorsi della richiesta dei sindacati di chiudere i supermercati almeno la domenica, per non penalizzare i lavoratori, e l'appello è stato raccolto da Lega Coop che ha deciso di tenere chiusi i punti vendita, per ora, il 22 e il 29 marzo.

Ma il Toti si è detto contrario a questa ipotesi, ribadendo ulteriormente venerdì sera che «cambiare in corsa gli orari di apertura comporterebbe senza dubbio una corsa agli acquisti mentre la nostra priorità è evitare ogni possibilità di affollamento. Chiedo quindi uno sforzo alle aziende per aumentare se possibile il personale per garantire aperture in orari il più ampi possibili per ridurre la densità di persone all’interno».

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Sabato Federico Vesigna, Luca Maestripieri e Mario Ghini, segretari di Cgil, Cisl e Uil Liguria, hanno replicato: «Nella nostra richiesta erano contenute tutte le preoccupazioni che i dipendenti di questo settore rappresentano quotidianamente alle nostre organizzazioni sindacali. Turni massacranti, alti tassi di stress e pericolo e, in molti casi, turni ben oltre il normale orario contrattuale. Se davvero si vuole uscire tutti insieme da questa fase emergenziale si deve remare tutti nello stesso verso e penalizzare una categoria di lavoratori che invece potrebbe essere alleviata da questa misura non va in tal senso».

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