Coronavirus, “tam tam” social dei sindaci dei piccoli Comuni per proteggere i residenti

Da Ceranesi a Campomorone passando per Campo Ligure e Sori, le amministrazioni si affidano a Facebook per avvisare la popolazione della presenza di casi sul territorio

Nei giorni di confusione e timori legati all’emergenza coronavirus, anche i sindaci si affidano alla tecnologia e ai social network per informare i cittadini e aggiornarli in merito alla situazione nei diversi territori, in primis per quanto riguarda i contagi.

Dall’inizio dell’emergenza in Liguria, infatti, Facebook è diventato uno dei canali più utilizzati dalle amministrazioni per comunicare a tutti, e in modo immediato, informazioni ritenute importanti, che si tratti delle norme in vigore sul territorio comunale o dei casi di contagio con relativi protocolli e provvedimenti. Il primo era stato Mirko Ferrando, sindaco di Mele, che aveva sfruttato la pagina del Comune per avvisare della presenza di un contagiato e divulgare (con il permesso della famiglia) le generalità in modo da consentire a eventuali contatti di attivarsi.

Dopo di lui, a ruota, sono arrivati altri sindaci dei piccoli Comuni, comunicazioni efficaci proprio alla luce delle ridotte dimensioni dei territorio. Il Comune di Campo Ligure, per esempio, ha confermato martedì che «purtroppo un primo caso di positività conclamata ha interessato anche la nostra Comunità. La persona è da circa 10 giorni ricoverata presso struttura ospedaliera genovese. I famigliari e coloro che hanno avuto contatti con la persona sono già in quarantena da qualche giorno, stanno bene e non hanno alcun sintomo».

Anche il sindaco di Ceranesi ha segnalato mercoledì mattina che «è stato segnalato il primo caso di contagio che riguarda un residente del Comune. Il paziente si trova già sotto le cure mediche, la famiglia posta in quarantena riceverà l'assistenza prevista per la consegna dei viveri e quant’altro necessario», così come il sindaco di Sori: «Domenica scorsa una persona ospite di una residenza per anziani di Sori ha manifestato sintomi di influenza tali da far sospettare che avesse contratto il covid-19. Trasportata in ospedale di urgenza gli è stato fatto il tampone e solo ieri in tarda serata ci è stato confermato che è risultata positiva. Al momento la persona è ricoverata a Genova, ma la buona notizia è che sta migliorando e che la risposta alle cure è buona. Una seconda persona, nella stessa struttura, ha da ieri sintomi molto simili ed è al momento, in attesa del tampone, in quarantena in autotutela, monitorata da personale medico. Si stanno avvisando, in queste ore, tutte le persone che hanno gravitato nella struttura e che potenzialmente potrebbero aver avuto contatti in modo che possano monitorare la loro salute. Al momento la situazione è completamente sotto controllo».

Il sindaco di Rossiglione ha invece sfruttato Facebook per diffondere la lettera aperta di chiarimento in merito al decesso di una residente, firmata da una parente, in cui si rassicurava circa l’assenza di contatti e dunque di rischio contagio.

Anche ad Arenzano il sindaco Luigi Gambino si attiva sui social per chiedere ai cittadini di rispettare le regole anti-contagio con videomessaggi, aggiornamenti e fotografie in cui mostra le attività dei controlli sul territorio a cui lo stesso primo cittadino partecipa. L'ultimo video diretto alla cittadinanza è di mercoledì, ed è una denuncia contro chi ancora non rispetta le regole: «Oggi sono arrabbiato. È possibile che i nostri medici, i nostri infermieri di Arenzano che sono nelle strutture a lavorare, i nostri volontari, gli operai, tutti coloro che lavorano in questo periodo per mantenere i servizi essenziali per far camminare questo paese debbano vedere gente sulla passeggiata, o peggio sulla spiaggia, correre, fare jogging tranquillamente e serenamente, facendo a volte assembramenti? Basta: non l'abbiamo ancora capito che è una cosa estremamente seria? Per rispetto a loro e a noi stessi, dico basta, stiamo in casa. Sono il primo che vorrei uscire, andarmi a prendere un aperitivo, farmi due passi sul lungomare, ma la mia vita è casa-comune e comune-casa. Mi piacerebbe starmene sul divano ma ho un ruolo istituzionale che devo svolgere e devo farlo qui, e allora chiedo aiuto ancora una volta: restiamo a casa perché è importante per vincere questa battaglia».

Anche a Cogoleto, che pure al momento è senza sindaco poiché nell'estate 2019 il primo cittadino Mauro Cavelli si è dimesso, circolano sui canali ufficiali del Comune su Telegram e via sms i messaggi del commissario straordinario Raffaella Corsaro alla popolazione: «Siamo in un momento critico e dobbiamo reagire. Dimostriamo il nostro senso civico rispettando le disposizioni emanate. Facciamolo per noi e per i nostri cari. Immaginiamo quante persone stanno lavorando ininterrottamente per le nostre vite: sanitari, poliziotti, commessi dei negozi di alimentari e tanti, tantissimi altri. Aiutiamoli ed aiutiamoci tutti attenendoci alle regole: un sacrificio adesso per salvare il nostro futuro».

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