Coronavirus

«Coprifuoco dalle 23 o dalle 24», la proposta di Toti al governo

«Mica siamo in un Paese nordico dove la gente mangia alle 18 o alle 19, da noi si va a cena alle 20.30 o alle 21». La riflessione è del presidente della Regione Liguria, che auspica un allentamento del coprifuoco

Le parole del premier Mario Draghi sulle prossime riaperture e un graduale ritorno alla normalità hanno fatto tirare un sospiro di sollievo a molte categorie. Ma un argomento che non è stato nemmeno sfiorato è quello del coprifuoco, che dovrebbe restare in vigore dalle 22 alle 5.

«Bene la decisione del Governo di dare il via alla stagione delle riaperture - ha commentato sui social il governatore Toti -, ma alcune cose ancora non tornano. In zona gialla nei ristoranti già prima si mangiava anche all'interno e nei bar era consentito il servizio al bancone, purché debitamente distanziato. Bene aggiungere tavoli all'esterno, con regole anche di minor rigore. Ma se già prima, senza vaccini, in zona gialla si poteva stare all'interno, dobbiamo poterlo fare anche ora, quando riapriremo».

«Il coprifuoco: se apriamo i ristoranti la sera, non può restare il divieto di movimento dopo le 22 - dichiara Toti -. Mica siamo in un Paese nordico dove la gente mangia alle 18 o alle 19, da noi si va a cena alle 20.30 o alle 21. Non vedo francamente il bisogno di fare ingozzare gli avventori in pochi minuti per scappare a casa. Il covid non è mica un vampiro che arriva con il buio. Lasciamo pure il coprifuoco per evitare che la gente poi si attardi a bere fuori dai locali, creando assembramento o festini improvvisati, ma magari il facciamolo scattare alle 23 o alle 24».

«Infine il pass vaccinale per muoversi tra le regioni - scrive ancora Toti -: teniamo presente che non tutti i cittadini potranno avere il vaccino nelle prossime settimane, e non per loro scelta. Quindi, per elementare giustizia e anche per necessità, una persona deve potersi spostare per lavoro, studio e tutte le altre motivazioni già previste. Altrimenti fino a luglio almeno potranno muoversi solo le persone con più di 60 anni, mentre tutti gli altri dovranno aspettare il proprio turno del vaccino, paralizzando il Paese».

«Spero - conclude il governatore - che su tutto questo il Governo voglia confrontarsi con le Regioni prima di prendere provvedimenti. E aggiustare queste incongruenze che rischiano di vanificare le misure che si prenderanno».

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