Coronavirus, 4520 positivi. Verso la fase 2, Toti: «Task force e test per ripartire»

Il presidente della Regione: «Dobbiamo costruire da qui al 4 maggio regole e profilassi che valgano sul posto di lavoro come nella nostra vita quotidiana, perché prima o poi dovremo iniziare a uscire di casa “convivendo” con il virus»

Sale a 4.529 il numero di persone positive al coronavirus nella nostra regione con un incremento di 38 tra martedì e mercoledì a fronte di altri 1.347 test effettuati per un totale di 25.793 da inizio emergenza. Sono al domicilio 2383 persone (19 in più), e le clinicamente guarite (ma restano positive e sono al domicilio) 1.058 (+40). I guariti con due test consecutivi negativi sono infine 607 (+76). Infine i decessi, 807, 14 in più tra martedì e mercoledì. 

«Numeri che segnano un costante, lento, miglioramento su tutti i parametri», è il commento del presidente della Regione Giovanni Toti, durante il consueto punto stampa sul coronavirus. «Abbiamo incontrato le categorie economiche per cominiciare un primo e ampio confronto su tutte le misure che saranno necessarie da attuare nella cosiddetta fase due, quella che si aprirà, con ogni probabilità salvo diverse considerazioni e determinazioni del Governo centrale, dal 4 di maggio prossimo, ma a cui non possiamo permetterci di arrivare più che preparati».

La task force per la riapertura 

L'idea condivisa è quella di istituire un tavolo tecnico con una task force scientifica, la stessa che ha guidato con Alisa lo sforzo di contrasto al virus, allargato a professionisti di altre specialità fornite dall'Università di Genova, così come Camera di Commercio, Regione Liguria, Iit e alcuni dei collaboratori delle aziende che hanno collaborato con il sindaco di Genova Marco Bucci alla realizzazione del Nuovo ponte. «Nelle prossime ore stabiliremo la composizione di quel tavolo - ha aggiunto il Governatore - che avrà il compito di codificare, mettere insieme ragionare sulle linee guida nazionali ma con un'applicazione locale, una serie di migliori pratiche da poter applicare via, via ai settori che riapriranno e anche ai comportamenti sociali che ne conseguiranno; è chiaro a tutti che la riapertura del mondo economico comporterà anche la necessità di adeguare il trasporto pubblico locale, abitudini, modalità ovviamente di uscita di casa e quant'altro».

I pazienti negli ospedali

Secondo i dati relativi ai flussi tra Alisa e Ministero, dei positivi totali, 1079 sono gli ospedalizzati (21 meno di ieri), di cui 120 in terapia intensiva (13 meno di ieri), così suddivisi:

  • Asl 1 – 168 (di cui 18 in terapia intensiva)
  • Asl 2 – 142 (di cui 14 in terapia intensiva)
  • San Martino – 259 (di cui 30 in terapia intensiva)
  • Evangelico – 57 (di cui 5 in terapia intensiva)
  • Ospedale Galliera – 134 (di cui 13 in terapia intensiva)
  • Gaslini – 5
  • Asl 3 Villa Scassi – 161 (di cui 19 in terapia intensiva)
  • Asl 3 Gallino Pontedecimo – 4
  • Asl 3 Micone – 0
  • Asl 4 – 49 (di cui 6 in terapia intensiva)
  • Asl 5 – 100 (di cui 15 in terapia intensiva)

I positivi divisi per provincia sono:

  • Genova - 2655
  • Savona - 536
  • Imperia – 845
  • La Spezia - 484

Le persone in sorveglianza attiva sono 3182, così suddivise:

  • Asl 1 – 738
  • Asl 2 – 830
  • Asl 3 – 668
  • Asl 4 – 365
  • Asl 5 – 366

Genova, altre 75mila mascherine dalla Cina

Settantamila mascherine "chirurgiche" e 5 mila Ffp2 sono arrivate mercoledì 15 aprile a Genova dalla Cina. È un primo carico di materiale sanitario, acquistato dalla protezione civile dell'amministrazione e sarà destinato ai dipendenti comunali che non possono usufruire del telelavoro nello svolgere i loro servizi essenziali. 

«Questo carico ci dà un po' di respiro» dice il consigliere delegato alla protezione civile Sergio Gambino. Le chirurgiche e i dispositivi di protezione individuale serviranno anche a coprire le esigenza di aziende come Amt, Aster, Amiu e delle altre partecipate comunali e, in particolare a chi lavora nei trasporti, nella raccolta rifiuti, ma anche gli addetti della polizia locale e nella protezione civile, oltre che ai volontari impegnati in molti servizi, tra i quali la consegna della spesa a domicilio. La distribuzione verrà gestita e coordinata dalla protezione civile del Comune di Genova.

Residenze protette, il 40% è in situazioni critiche

Quello delle residenze protette resta il fronte più delicato e complesso da affrontare nell'ambito della gestione del coronavirus, con le vittime che continuano a salire e alcune strutture in cui il contagio è dilagato.

«A Pasquetta abbiamo avuto una mappatura delle criticità delle residenze sanitarie per anziani, cui stiamo lavorando da tempo con gli esperti, e mercoledì avremo un ulteriore input di azione che parte dalle residenze più crtitiche, il 40% dell'intero sistema - ha confermato l'assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale - Il restante 60% ha contrastato la diffusione del coronavirus. Non ci sono misure di indagine su cosa non ha funzionato, ma misure a supporto e integrazione delle rsa. Metteremo a disposizione delle strutture personale formato ed esperto della materia per agire in maniera efficace». 

Sono arrivati intanto i risultati dei primi test sierologici effettuati nelle rsa, oltre 10mila sino a oggi: su 2353 test eseguiti sugli ospiti, l'86% non è venuto a contatto con il virus. Per quanto riguarda il personale, su 1.682 test, il 91% non è venuto a contatto con il virus.

Al San Martino mail e tablet per i pazienti

Al San Martino la tecnologia permette di ottenere numerosi vantaggi sia nella comunicazione sia per quanto riguarda la visite mediche: è stata aperta una casella di posta elettronica per inviare messaggi ai propri cari ricoverati, un modo per abbattere i muri e accorciare le distanze, e poi è iniziato il ciclo di visite via tablet, con i pazienti in isolamento collegati visivamente con i medici in reparto. I device sono stati donati dalle aziende del territorio.

La preoccupazione dei balneari

Negli stabilimenti liguri partono i primi lavori per l'allestimento in vista di una stagione che ancora non si sa quando potrà partire: «Non pensiamo soltanto alla distanza tra ombrelloni e lettini - dice Claudio Galli, presidente Gruppo Concessionari SIB di Genova - Pensiamo anche al bar ristorante e alla distanza da tenere ai tavoli, gran parte delle entrate arrivano da lì. E poi le mascherine, non solo per il personale, ma anche per i clienti. Concettualmente la spiaggia è quanto di più distante ci possa essere dal distanziamento sociale, e questo è in virus con cui dovremo convivere per un bel po', almeno su questo gli esperti sono d'accordo. Ne siamo consapevoli, sappiamo che sarà una stagione in perdita, ma qualcuno ci deve dire come possiamo aprire e come dobbiamo comportarci».

Orti solo nel proprio Comune o in quello limitrofo

Sì alle attività in orti e appezzamenti, a patto che vengano svolte nel Comune di residenza o, al massimo, in quello limitrofo. Il chiarimento, formalizzato anche in una specifica ordinanza, è arrivato dal governatore ligure, Giovanni Toti, che ha firmato un documento che sostituisce il decreto presidenziale firmato lunedì per specificare dettagli riguardo alla ripresa di alcune attività.

«Abbiamo specificato alcuni aspetti tecnici per quanto riguarda l'edilizia consentita, le coltivazioni da parte di privati in orti, poderi e piccoli allevamenti - ha detto Toti - è consentito se riguarda il comune di residenza del proprietario dell'appezzamento, o al massimo il comune limitrofo. A oggi è fondamentale, anche in un'ottica di ripresa, rispettare le regole e le norme, per evitare che quanto fatto si ritorca come un boomerang.

Autorizzate, dunque, attività legate al giardinaggio, sia a scopo professionale sia personale, e alla coltivazione di piccoli terreni (poderi, orti, vigneti), ma anche taglio del bosco per legna da ardere. Consentita anche la conduzione di piccoli allevamenti di animali da cortile finalizzati al sostentamento familiare da parte di agricoltori non professionali, purchè svolte con modalità tali da evitare assembramenti di persone, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale. Autorizzate anche manutenzione straordinaria e allestimento delle attività balneari e dei piccoli chioschi; attività dei cantieri nautici propedeutici alla consegna delle imbarcazioni già allestite; piccoli lavori di edilizia, sia privata che pubblica; controlli alle imbarcazioni da parte delle darsene. 

Mascherine, entro fine aprile la consegna in cassetta

Proseguono le operazioni di consegna delle mascherine che la Regione ha acquistato per la distribuzione gratuita ai cittadini.

«Abbiamo iniziato venerdì e proseguiremo in modo capillare in tutti i Comuni sopra i 2mila abitanti - ha spiegato il presidente della Regione Toti - . Nei Comuni più piccoli ci pensano i sindaci - conferma l'assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedone - Pasqua e Pasquetta le consegne si sono fermate, ma in questi giorni sono riprese a un ritmo di 100mila al giorno, sino a esaurire tutto il milione di mascherine a disposizione. L'altro milione verrà distribuito attraverso edicole, tabaccai e farmacie, in modo che ogni cittadino abbia almeno una mascherina».

Comune di Genova, ordinanza prorogata

Il sindaco Marco Bucci ha emesso un’ordinanza che proroga sino alle ore 24,00 di domenica 3 maggio 2020, i provvedimenti adottati a tutela dell’igiene e della salute pubblica per l’intero territorio comunale.

Il provvedimento, che adempie al decreto del 1 aprile 2020, e all’ordinanza n. 9/2020 del Presidente della Giunta Regionale, rinnova il divieto di accesso a tutte le aree di verde pubblico del territorio, il divieto di transito e di permanenza in luoghi prospicienti la battigia (quali arenili, scogliere, tutte le passeggiate prospicienti il mare comprese Corso Italia lato mare e Boccadasse, le spiagge), il divieto di spostamento delle persone fisiche dalla loro residenza o abituale domicilio verso le seconde case.

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