Coronavirus, i positivi totali sono 4.750: Liguria quinta regione per numero di morti

Sono attualmente 4.750 le persone positive al covid-19, i morti da inizio emergenza sono 955. Calano lentamente ma costantemente i ricoverati, che sono 980 in tutti gli ospedali liguri

Sono 141 i nuovi contagi da coronavirus diagnosticati, 29 i morti e 75 i guariti: questi, in estrema sintesi, i dati dell’andamento del contagio da coronavirus in Liguria nelle ultime 24 ore, numeri che si traducono in 4.750 positivi totali nella nostra regione, di fatto 37 in più rispetto a domenica se non si contano i decessi e i guariti.

Coronavirus, Liguria quinta regione per numero di morti

I nuovi contagi emergono anche alla luce dei tamponi effettuati: 1.456 tra ieri e oggi, leggermente meno rispetto ai giorni feriali, per un totale di 33.007 da inizio emergenza, dato che posiziona comunque la Liguria all’ultimo posto tra le Regioni del Nord per quanto riguarda il numero di test.

Proporzione tragicamente inversa dal punto di vista della mortalità: la nostra regione, con 955 morti da inizio emergenza (29 più di ieri), è la quinta per numero di morti subito dopo Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, le quattro più colpite dall’epidemia.

Il dato positivo riguarda la situazione negli ospedali e i ricoveri: rispecchiando il trend nazionale, in Liguria a lunedì 20 aprile erano 980, di cui 102 in terapia intensiva, in leggero calo rispetto ai giorni precedenti. A domicilio si stanno curando 2.516 persone, in leggero ma costante aumento, gli asintomatici ancora positivi sono 1.254, i guariti totali sono 962, numero che si avvicina a quello dei deceduti.

Dal punto di vista dei positivi per provincia, quella di Genova resta quella in cui il numero è piaciuto alto - 2.712 accertati - seguita da Imperia (894), Savona (714) e La Spezia (423).

Coronavirus, il bollettino del 20 aprile: andamento nazionale

A oggi, 20 aprile, il totale delle persone che hanno contratto il virus è 181.228, con un incremento rispetto a ieri di 2.256 nuovi casi. Il numero totale di attualmente positivi è di 108.237, con un decremento di 20 assistiti rispetto a ieri. Tra gli attualmente positivi 2.573 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 62 pazienti rispetto a ieri. 24.906 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 127 pazienti rispetto a ieri. 80.758 persone, pari al 75% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. Rispetto a ieri i deceduti sono 454 e portano il totale a 24.114. Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 48.877, con un incremento di 1.822 persone rispetto a ieri. 

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 34.587 in Lombardia, 13.522 in Emilia-Romagna, 14.557 in Piemonte, 10.061 in Veneto, 6.568 in Toscana, 3.496 in Liguria, 3.212 nelle Marche, 4.365 nel Lazio, 3.019 in Campania, 1.929 nella Provincia autonoma di Trento, 2.810 in Puglia, 1.190 in Friuli Venezia Giulia, 2.210 in Sicilia, 2.062 in Abruzzo, 1.540 nella Provincia autonoma di Bolzano, 424 in Umbria, 854 in Sardegna, 828 in Calabria, 548 in Valle d’Aosta, 242 in Basilicata e 213 in Molise.

Fase 2, Toti punta sulla riapertura: «Chiesta autonomia al governo»

Proprio l’aumento del numero dei tamponi eseguiti porta, inevitabilmente, all’aumento dei casi positivi diagnosticati, anche se gli “sbalzi” della curva preoccupano non poco in termini di nuovi contagi e in vista della cosiddetta “fase 2”, quella di riapertura, cui la Regione si sta concentrando e di cui si occupa la task-force di 27 esperti selezionata appositamente.

«Stiamo andando nella direzione giusta - ha detto il governatore ligure Giovanni Toti, puntando l’attenzione sul calo delle terapie intensive occupate - il governo dovrà dettare linee guida omogenee per tutto il Paese con regole e tempistiche, ma come Regioni abbiamo chiesto di avere un margine di autonomia per dare risposte efficaci a esigenze ed urgenze che sono profondamente diverse tra territorio e territorio. Non sono ancora arrivate le indicazioni che ci aspettiamo da Roma sulla app di tracciamento e sui test sierologici, che in Liguria stiamo effettuando, come previsto».

Nel pomeriggio di lunedì Toti ha indirettamente risposto a chi punta il dito contro una riapertura prematura elencando numeri: «300 miliardi perduti, 50mila aziende che rischiano la chiusura, 300mila posti di lavoro a rischio, 30mila ristoranti ed esercizi pubblici che potrebbero non riaprire quando inizierà la fase 2 e lo 0,5% di Pil in meno per ogni settimana di chiusura delle attività. Sono dati drammatici denunciati da Confcommercio per ristoranti, bar e altri esercizi del settore. E sono dati nazionali che in Liguria, una delle capitali italiane del turismo, pesano ancora di più».

«Non credo affatto che esistano misure efficaci di sostegno che possano sostituire il ritorno al lavoro in tempi ragionevoli - ha detto il governatore ligure - Di certo non possono campare con 600 euro di sussidio (una tantum) o con un prestito da restituire di 25mila euro. Servono regole certe e tempi certi per tornare al lavoro. Nei prossimi giorni, con i nostri esperti e con le categorie, elaboreremo fasi e modi da proporre al Governo, in un quadro di norme che consentano di applicare in modo utile le regole alla realtà ligure. Servono risorse per aiutare le aziende a dotarsi degli strumenti necessari per contrastare il diffondersi del virus e lo faremo: stiamo lavorando a un fondo (soldi a fondo perduto) per gli investimenti. Servono date certe: secondo le stime dell'Osservatorio nazionale sulla salute, la fine dei nuovi contagi in Liguria potrebbe attestarsi intorno al 14 maggio e la nostra regione sarà la seconda a raggiungere questa tanto attesa meta. Per questo il 4 maggio, se i dati del contagio lo consentiranno, non possono riaprire solo le grandi aziende, ma anche il resto del tessuto economico e sociale. Gradualmente e con regole ben precise».

«Lavoreremo sulle distanze dei tavoli, le modalità di servizio, sulla possibilità di concedere ai locali più spazio all’aperto gratuitamente, sull’allungamento degli orari di apertura per evitare assembramenti, sui metri quadri necessari per ogni cliente, sulla formazione professionale per il personale e sull’informazione dei cittadini. Lo stesso vale per alberghi e stabilimenti balneari, marine resort, agriturismi, bed and breakfast - ha concluso Toti - Agli imprenditori servono aiuti, certo, ma soprattutto regole e tempi per poter sperimentare il ritorno all’attività».

Coronavirs, per l’Ons in Liguria zero contagi dal 14 maggio

La curva del contagio da coronavirus della Liguria dovrebbe azzerarsi il 14 maggio.

La previsione è firmata dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute, che ha diffuso uno studio in cui vengono analizzati i contagi regione per regione ed elaborate date fondamentali per capire quando, e come, le regioni potranno essere riaperte. Tra le ultime a registrare zero contagi ci sarebbero Lombardia e Marche.

Dati sugli spostamenti a Genova e buoni spesa

Nel corso del punto stampa, lunedì sera, il sindaco Bucci ha spiegato come la domenica appena trascorsa sia stata la giornata in cui si sono registrati i minori spostamenti a partire dall'inizio dell'emergenza, con un calo dell'uno per cento rispetto alla domenica precedente.

Il nuovo ordine da 500mila euro di buoni spesa arriverà fra martedì e mercoledì e, non appena disponibile, comincerà la consegna a chi non li ha ancora ricevuti, pur avendo visto accettata la propria domanda.

I contagiati nelle rsa

Quasi terminati i test sierologici nelle rsa, secondo quanto ha riferito il presidente Toti. L'86% degli ospiti è risultata non positiva, fra immunizzati e totalmente negativi, così come il 92% del personale sanitario.

L’assessore alla Sanità, Sonia Viale, è tornata a parlare della situazione nelle rsa, 230 sul territorio ligure, sotto inchiesta per l’alto numero di vittime all’interno e per la gestione. Viale ha negato che vi sia una “lista nera” di strutture compilata da Alisa, ma ha confermato che il 40% delle residenze protette hanno criticità, come già detto la settimana scorsa, definendo la lista, appunto, “un elenco di criticità”.

«Solo in 7 o 8 casi si tratta di difficoltà serie, per cui abbiamo chiesto e ottenuto l’aiuto della Protezione civile e dell’Esercito a causa della mancaza di personale - ha detto Viale - Le altre sono in una situazione di difficoltà variabile. Per esempio, viene considerata critica un rsa che ha accolto numerosi ospiti di un hospice, e per i numerosi decessi che ha avuto rientra nelle critiche, ma in realtà era andata in aiuto di una situazione di criticitià»

«Prosegue anche il lavoro di verifica con i nuclei di infermieri specializzati in infezioni ospedaliere: il loro compito è accompagnare e supportare le strutture in cui sono ospitati i nostri anziani perché è nostro dovere consentire la continuità assistenziale. Continua anche la distribuzione dei Dpi, anche attraverso gli enti gestori che ringrazio per la collaborazione».

Costa Deliziosa a Genova martedì

Confermato anche l’arrivo della nave Costa Deliziosa a Genova, martedì. Si tratta della quinta nave da crociera che attracca in porti liguri da inizio emergenza, e stavolta a bordo ci sono oltre 2mila persone tra equipaggio e passeggeri, attualmente ferme nel porto di Barcellona. Molti gli italiani tra l'equipaggio, che negli ultimi giorni hanno tenuto i contatti con la Regione.

«Abbiamo dato il via libera all’arrivo in porto della nave, che non ha casi di covid a bordo - ha detto Toti - La nostra politica è che le navi che frequentano i nostri porti in tempo di pace e sono fonte di ricchezza per il nostro territorio sono le benvenute anche oggi e daremo una mano per fare in modo che tutto il personale dell’equipaggio e i passeggeri possano tornare a casa in sicurezza in Italia o all’estero».

«Non appena la nave sarà arrivata a Genova - ha aggiunto l’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone - l’Ufficio Sanità marittima farà tutte le verifiche del caso. A bordo ci sono anche tanti che ci stanno scrivendo per ringraziarci, ma la Liguria è il suo mare e i suoi porti e quando le condizioni a terra lo hanno consentito, con la garanzia di poter fornire assistenza sanitaria a chi ne avesse avuto bisogno, abbiamo accolto anche altre navi da crociera».

Lunedì mattina è prevista una riunione con la compagnia e con il Dipartimento nazionale di protezione civile per fare il punto della situazione e organizzare gli sbarchi protetti per passeggeri ed equipaggio, che dovranno poter far ritorno ai loro domicili.

Mascherine, riparte la consegna

Proseguono inoltre le operazioni di consegna da parte di Poste Italiane delle mascherine chirurgiche acquistate dalla Regione per la distribuzione gratuita ai liguri. Al momento è stato consegnato il 50 per cento del totale. Questa prima fase si concluderà il 27 aprile.

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«Lunedì mattina Poste ha ripreso la consegna di 100mila mascherine al giorno in tutta la Liguria - ha confermato Giampedrone - Lunedì inizieremo a organizzare anche il confezionamento e la distribuzione di 1 milione di mascherine ulteriori, con avvio dell’operazione dopo il 27 aprile. Complessivamente distribuiremo 3 milioni di mascherine chirurgiche ai liguri. In questi giorni abbiamo consegnato anche 190mila mascherine tra chirurgiche e ffp2 ai Comuni, destinate a chi svolge lavori nella filiera dei servizi pubblici essenziali».

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