Coronavirus: 1.092 le persone positive, i morti sono 128

I casi sono 1092, i morti aumentano, 28 nelle ultime 24 ore. Il presidente Toti: «Ci aspettiamo il picco per la prossima settimana»

Foto Ansa

Superano i 1000 i contagi in Liguria a venerdì 20 marzo, i morti sono 128: i numeri del contagio crescono, esattamente come previsto.

 In totale sono 1.092 le persone positive,129 in più rispetto a giovedì. Secondo i dati relativi ai flussi tra Alisa e il ministero, dei positivi totali, 694 sono ricoverati in ospedale, 305 stanno curandosi a domicilio e 93 persone sono clinicamente guarite, pur restando però positive e dunque costrette a casa.

«Chiedo uno sforzo a tutte le compagnie che tengono aperti centri di distribuzione alimentare se possibile di aumentare il personale per garantire l'apertura più estesa dei centri in modo tale che si possa diluire il flusso delle persone nel corso della giornata» ha detto il governatore della Liguria Toti durante la conferenza stampa di venerdì sera.

«Abbiamo casi complessi negli ospedali - ha detto Toti - la nostra sanità sta facendo sforzi per recuperare letti ovunque, moltri luoghi stanno aprendo posti letto per tutte le intensità di cura. Avremo anche il tema dell'arrivo di navi da crociere nei nostri porti, abbiamo chiesto al Governo di poterli gestire senza avere un aggravio sulla nostra sanità, magari con un aiuto di altre regioni con un minor carico di pazienti».

«È indispensabile comprendere che gli ospedali non sono più quelli che siamo abituati a vedere - ha detto l'assessore alla Sanità Sonia Viale -, dobbiamo avere la capacità di accogliere persone in rianimazione e media intensità. Parlavo con personale medico che mi chiedeva di pregare le persone di restare a casa. Oggi sul profilo Facebook dell'ospedale San Martino è comparsa una foto, un monito: dobbiamo essere anche un po' forti nella comunicazione perché non ci possono essere mezze misure. La sanità prosegue nella ricerca dei DPI, stiamo iniziando ad avere una fornitura grazie a canali attivati con altre Nazioni, e si susseguono anche donazioni private. Il centro regionale sangue chiede di ringraziare i donatori, continuano ad esserci le donazioni, è importante continuare così, più di 1000 pazienti liguri ogni giorno necessitano trasfusioni e riescono a continuare questa attività, dunque continuiamo così. Stiamo entrando nel pieno del picco, il momento più difficile».

«Si chiude la terza settimana di emergenza, una settimana difficile per tutto il personale sanitario, voglio ringraziare tutti per l'abnegazione che hanno dimostrato, hanno lavorato tutti h24 - ha detto l'infettivologo Matteo Bassetti - abbiamo una mortalità influenzata dall'età media alta di pazienti, e avendo avuto come primo impatto un'epidemia arrivata direttamente dalla Lombardia. Ma abbiamo anche tanti guariti. Per quanto riguarda il San Martino l'età media dei decessi è stata di 84 anni, decisamente elevata, ma è importante il gran numero di dimessi di cui 2 completamente negativi. Iniziano ad esserci dimessi "veri" perché il dimesso positivo in qualche modo non può tornare in comunità mentre quello negativo sì. Prossimamente avremo parecchie dimissioni, il sistema sta funzionando. Vedo ancora però troppa gente in giro, e noi che ricoveriamo i pazienti ci accorgiamo che le persone ricoverate non hanno seguito le procedure. Qualcuno è arrivato dicendo di aver fatto una cena con amici, altri hanno detto di essere usciti. Questi atteggiamenti non vanno bene. Se non ci mettiamo a remare dalla stessa parte i contagi saranno sempre di più e il nostro sistema sarà sempre più in difficoltà». 

Difficile dire quando sarà il picco: «La nostra curva è meno rigida rispetto a quella della Lombardia grazie alle misure di contenimento prese immediatamente - ha detto Toti - ma quelle prese negli ultimi 10 giorni daranno i loro risultati negli ultimi giorni. Ci auguriamo che il picco e la discesa siano nel corso della prossima settimana, ciò avverrà se saremo stati in grado di osservare tutti le regole».

L'ordinanza con ulteriori misure restrittive

Toti ha parlato anche della sua ordinanza, in cui chiede ai sindaci dei comuni liguri di individuare i luoghi ritenuti idonei a potenziali assembramenti. In questi luoghi, dalle 00,00 di sabato 21 marzo alle 24 di venerdì 3 aprile, saranno vietati la presenza e gli spostamenti di persone fisiche, secondo le modalità e nell'arco temporale stabilito dai sindaci stessi con proprie ordinanze. Sarà anche vietato, sempre nello stesso periodo, lo spostamento delle persone fisiche dalla loro residenza alle seconde case.

«Come sapete le notizie da Roma prevedono un decreto di Conte che riguarda la chiusura almeno per il weekend di tutti i giardini e i parchi. Toti ha già mandato un'ordinanza che lascia ai sindaci la decisione di quali aree. Nel weekend prevediamo la chiusura di alcune aree di passeggio, dei parchi, corso Italia, spiagge, Boccadasse, tutte le aree di affollamento» ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci. «Ci rendiamo conto che è una situazione difficile ma più evitiamo i contatti con le persone e più abbiamo l'opportunità di superare in fretta questo momento difficile. Limitiamo al massimo i contatti, stiamo in casa il più possibile, anche le uscite per la spesa. Stiamo andando nella direzione giusta ma dobbiamo essere severi con noi stessi».

Il caso della Costa Luminosa

«A Pavia abbiamo recuperato un carico importante di DPI, acquisto che fa parte della filiera che abbiamo messo in campo - ha detto l'assessore alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone - sabato mattina distribuiremo le prime 20mila mascherine chirurgiche ai capoluoghi di provincia per iniziare la distribuzione sui territori, per le Protezioni Civili territoriali, per i sindaci, per i servizi pubblici essenziali che devono essere garantiti. Oggi è una giornata impegnativa perché doveva partire stamattina ma pochi minuti fa ha preso il largo da Marsiglia la Costa Luminosa con più di 600 passeggeri più equipaggio. È una nave che ha avuto una vicissitudine turbolenta, ci sono stati casi di coronavirus settimane fa, sono sbarcati circa il 50% dei passeggeri a Marsiglia, la nave è partita e sabato mattina dovrebbe arrivare nel porto di Savona. È già convocata una riunione da parte del Prefetto per gestire quest'operazione molto delicata: ci saranno da rimpatriare, tra italiani e non, centinaia di persone. I primi a entrare sulla nave saranno i medici dell'autorità sanitaria marittima, poi decideremo come muoverci con Costa Crociere con tutte le difficoltà del caso per far rientrare i cittadini stranieri di 32 nazionalità diverse nel loro Paese. Siamo disponibili a fare di tutto per supportare i cittadini italiani e anche quelli stranieri che dovranno essere riaccompagnati nelle loro case, ma riteniamo che, siccome la Protezione Civile ligure e il sistema sanitario regionale stanno affeontando una regione complicata, Savona non sia il luogo più idoneo per una nave in quarantena. La quarantena a terra è comunque complicata non solo per trovare le strutture idonee ma anche perché va a incidere sul sistema emergenziale sanitario che stiamo gestendo, una situazione già molto delicata di suo».

La Regione alla ricerca di professionisti sanitari

È stato diramato un invito, una ricerca di professionisti sanitari, medici specialisti, specializzandi, non specialisti iscritti all'albo, infermieri, tecnici di radiologia o laboratorio, professionisti sanitari che lavorano in cliniche private, o che sono da poco in pensione, per gli ospedali liguri: «Ne abbiamo necessità per fare fronte ai carichi di cura di queste giornate, e per consentire un turn over al personale che è fortemente impegnato». Si può contattare concorsi.alisa@regione.liguria.it

Come ritirare le ricette: nuove modalità

Sono state attivate modalità per non andare dal medico a ritirare le ricette: occorre chiamare il proprio medico che comunicherà il numero della ricetta elettronica (NRE) e bisogna presentare il numero della ricetta e la tessera sanitaria in farmacia, per poi ritirare il farmaco.

I pazienti negli ospedali

I posti occupati in Terapia Intensiva, al momento, sono 121. I pazienti sono così suddivisi sul territorio: 

  • Asl1 - 115 (14 terapia intensiva)
  • Asl2 - 109 (15 terapia intensiva)
  • Asl 3 Colletta di Arenzano/Gallino Pontedecimo – 2
  • Asl 3 Villa Scassi – 65 (13 in terapia intensiva)
  • Asl 3 Micone di sestri ponente - 0
  • Asl4 – 27 (10 terapia intensiva) 
  • Asl5 - 58 (13 terapia intensiva)
  • San Martino – 119 (32 terapia intensiva)
  • Galliera – 141 (16 terapia intensiva)
  • Evangelico – 58(8 terapia intensiva)

Ci sono invece 8 persone completamente guarite, come dimostrato dai due test consecutivi negativi.  

Le persone in sorveglianza attiva perché considerate possibili casi sospesi sono a oggi 1860

  • Asl1 – 359
  • Asl2 – 229
  • Asl3 – 391
  • Asl4 – 474
  • Asl5 – 407

Coronavirus, la situazione negli ospedali: al San Martino servizio a domicilio di tamponi sui sanitari

A oggi, ha confermato il governatore ligure Giovanni Toti, il sistema sanitario ligure sta reggendo nonostante la mole di accessi.

Venerdì pomeriggio all'ospedale San Martino, hub regionale della gestione emergenza coronavirus, erano 37 i ricoverati in Malattie Infettive, 33 in Rianimazione, 30 al Padiglione 10, 18 al Padiglione 12, per un totale di 108 pazienti. A partire da lunedì è stato inoltre attrezzato un servizio dell’ospedale, dal reparto di Gestione del Rischio Clinico e della Qualità, che permetterà a due infermieri specificatamente formati e attrezzati di protezioni, di raggiungere le dimore dei professionisti risultati positivi al primo tampone, per una nuova rilevazione, accompagnati da un autista del servizio interno, anch’esso munito di DPI. L’obiettivo è di constatare l’eventuale negatività dei professionisti, nel rispetto dei tempi della patologia, per riaverli nuovamente in servizio in struttura.

Alle 12.30 sono arrivati al San Martino, nel magazzino centrale, 45 bancali di DPI, provenienti da Pavia e trasportati dalla Protezione Civile. Il carico non contiene mascherine, ma tutti gli altri dispositivi utili nella gestione di pazienti Covid. Sono stati inoltre donati da Yf Capital e Yuwell, attraverso Esaote, 500 misuratori di temperatura a infrarossi, consegnati in Ospedale dalla Protezione Civile. YF Capital e Yuwell è tra i maggiori produttori di apparecchiature medicali homecare in Cina. 

L’ospedale ha inoltre incassato il primo bonifico, di circa 134mila euro derivante dalla raccolta fondi ‘Che l’inse?’ promossa dal Nerviese, che nel frattempo sta proseguendo. I fondi sono stati destinati agli acquisti di: una colonna video fibroscopia completa di 2 fibroscopi per il 2° piano Monoblocco oggi reparto di Rianimazione supplementare per pazienti Covid-19, una centrale di monitoraggio sempre per il 2° piano Monoblocco e una centrale monitoraggio per il reparto di Terapia Intensiva del Monoblocco 4° piano.

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Coronavirus, i decessi delle ultime 24 ore

Come ogni giorno, arrivano i bollettini sulla situazione negli ospedali e sulle persone decedute per coronavirus. 

Al San Martino sono morte 3 persone:

  • una paziente nata e residente a Genova di 81 anni, deceduta presso il Padiglione 12 alle 4 di venerdì
  • un paziente nato in provincia di Caserta ma residente a Genova di 72 anni, presso la Rianimazione del 3° piano del Monoblocco, deceduto oggi alle 12:00.
  • un paziente nato e residente a Genova di 68 anni, presso la Rianimazione del Monoblocco

La Direzione Sanitaria del Galliera ha segnalato 2 decessi:

  • Uomo, 64 anni, genovese, decesso avvenuto alle ore 20.20 del 19 marzo, ricoverato presso S.C. Rianimazione
  • Uomo, 87 anni, genovese, decesso avvenuto alle ore 21.30 del 19 marzo, ricoverato presso S.C. Malattie Infettive

Al Villa Scassi, invece, i pazienti deceduti sono 8:

  • Un uomo di 91 anni genovese con comorbidità  proveniente da RSA ricoverato il 17 marzo nel reparto di PS/obi
  • Un uomo di 81 anni genovese con comorbidità  proveniente da RSA ricoverato il 15 marzo nel reparto di Rianimazione
  • Una donna  di 69  anni genovese con comorbidità  proveniente dal proprio domicilio ricoverata il 14 marzo nel reparto di Rianimazione
  • Una donna di 90  anni genovese con comorbidità  proveniente dal proprio domicilio ricoverata il 13 marzo nel reparto di PS/
  • Una donna  di 81  anni genovese con comorbidità  proveniente da RSA  ricoverata il 7 marzo nel reparto di Medicina
  • Un uomo di 81 anni genovese con comorbidità  proveniente dall' Ospedale Antero Micone  ricoverato il 19 marzo nel reparto di PS/Obi
  • Ua donna  di 79 anni genovese con comorbidità  proveniente da RSA  ricoverata il 13 marzo nel reparto di Medicina 
  • Un uomo di 73 anni genovese con comorbidità  proveniente da RSA  ricoverato il 14 marzo nel reparto di PS/Obi 

Nella Asl 4 è morto invece un uomo di 70 anni, originario di Chiavari e residente a Carasco.

Al Sant’Andrea della Spezia, dalle 14 del 19 marzo alle 14 del 20 marzo), sono morte 4 persone:

  • una donna di anni 77, deceduta ieri, 19 marzo, nel reparto di Medicina interna (ospedale Sant’Andrea)  e residente nel Comune di Levanto
  • un uomo di anni 77, deceduto oggi, 20 marzo, nel reparto di Malattie Infettive e residente nel Comune di Beverino
  • un uomo di anni 54 deceduto oggi, 20 marzo, nel reparto di Rianimazione (ospedale Sant’Andrea) e residente nel comune di La Spezia
  • un uomo di anni 67, deceduto oggi, 20 marzo, nel reparto di Pneumologia (ospedale Sant’Andrea) e residente nel comune di Sarzana

Inoltre sono arrivati i risultati di un tampone effettuaste su una donna di anni 72, deceduta il 17 marzo nel reparto di Medicina d’Urgenza e residente nel comune di Vezzano ligure, risultata positiva.

Nella Asl 2, i decessi sono 6:

  • Uomo di 85 anni della provincia di Savona
  • Uomo di 66 anni della provincia di Savona
  • Donna di 91 anni della provincia di Savona
  • Uomo di 74 anni della provincia di Savona
  • Donna di 89 anni della provincia di Savona
  • Uomo 67 anni della provincia di Savona

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Nella Asl 1 i decessi sono 4:

  • Una paziente di 93 anni, della provincia di Imperia, deceduta nella serata del 19 marzo. Era ricoverata dal 18 marzo all’Ospedale di Imperia;
  • Un paziente di 87 anni, originario del Piemonte, deceduto venerdì mattina. Il paziente era ricoverato dal 12 marzo nel reparto di Malattie Infettive
  • dell’Ospedale di Sanremo;
  • Una paziente di 86 anni, della provincia di Imperia, deceduta venerdì mattina. Era ricoverata dal 16 marzo nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Sanremo;
  • Un paziente di 91 anni, originario del Piemonte, deceduto venerdì mattina. Era ricoverato dal 17 marzo all’Ospedale di Imperia.

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Perché aumentano i contagi?

L’aumento dei contagi «È  legato a due fattori: si tratta di persone che hanno contratto il virus prima che entrassero in vigore le misure più restrittive - ha spiegato ancora Toti - e, inoltre, abbiamo aumentato in modo diffuso ma appropriato il numero di tamponi effettuati, grazie all’operatività di quattro laboratori. Da questo punto di vista, la Liguria sta facendo il doppio dei tamponi rispetto alla media nazionale e, in proporzione al numero di abitanti, siamo ai vertici in Italia. Stiamo ragionando con il nostro comitato tecnico scientifico circa l’utilizzo dei test sierologici per rilevare gli anticorpi del Covid19 nel sangue ai fini della conoscenza del fenomeno».

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«Purtroppo - ha aggiunto Toti - aumentano anche le persone decedute e questo è il dolore più grande: il nostro sforzo è massimo per cercare di evitarlo garantendo a tutti le terapie più appropriate, senza che nessuno venga lasciato indietro. Se tutti faremo il nostro dovere rimanendo a casa, ci aspettiamo che la curva dei contagi inizi a scendere nel fine settimana o nei primi giorni della prossima: se questo accadrà, dovremo continuare ugualmente a rispettare le regole in modo assolutamente rigoroso e ferreo. Alcuni sindaci stanno adottando in queste ore misure restrittive ulteriori: credo che siano titolati a farlo ma credo che sarebbe meglio per tutti se non costringessimo i sindaci a farlo, comportandoci in modo responsabile».

Al Gallino chiuso il punto di primo soccorso

Prosegue intanto la riorganizzazione degli ospedali per far fronte all’emergenza. Da venerdì è stata sospesa l’attività del Punto di Primo Soccorso dell’Ospedale Gallino di Pontedecimo, sostituita con un ambulatorio per i codici bianchi dedicato a patologie lievi non urgenti e a bassa complessità clinica. In ambulatorio, aperto tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle ore 8 alle ore 20, si accede solo dopo un triage telefonico.

I cittadini devono quindi prima contattare il numero telefonico 010849 9719.L’operatore sanitario effettuerà una prima valutazione ponendo alcune domande in esito alle quali gli verrà assegnato un codice con cui  accedere in quella giornata

In ambulatorio non vengono effettuati esami di laboratorio , radiografie, elettrocardiogrammi:  il personale impegnato nel servizio è costituito da medici Specialisti Ambulatoriali e da Medici della Continuità Assistenziale che operano in rete con le Specialità ospedaliere e del Territorio. È quindi dedicato alle situazioni di bassa complessità clinica, e non ai casi urgenti.

Nave ospedale & mascherine

Per quanto riguarda la nave ospedale Splendid, che la Regione ha preso in consegna da Gnv, il presidente Toti ha aggiunto: «Da lunedì sarà dedicata ad ospitare le convalescenze post ospedaliere e le quarantene che richiedono una bassa intensità di cura. Ringrazio il Rina, GNV e il gruppo MSC che ha messo questa nave a nostra disposizione a titolo gratuito». In merito alla distribuzione dei Dpi, «Abbiamo formalizzato un ordine da 5 milioni di mascherine chirurgiche che, mano a mano che arriveranno, saranno distribuite ai sindaci d’intesa con Anci. Con questo ordine e incrociando le dita che la catena logistica dalla Cina continui a funzionare, speriamo di riuscire a fornire questo presidio alle categorie che ne hanno bisogno».

Viale: «Chiamate il numero verde solo per informazioni essenziali»

La vicepresidente Viale ha aggiunto che «Ogni giorno arrivano un migliaio di telefonate al numero verde attivato per le informazioni sul coronavirus: alcune di queste sono state del tutto inappropriate, qualcuno ha chiamato per sapere se sono disponibili parrucchieri a domicilio. Cerchiamo di chiamare per le informazioni essenziali, ricordando sempre che per le emergenze sanitarie bisogna contattare l’112 o il medico di famiglia».

A Sestri Levante quattro casi, la sindaca Ghio: «Chiudiamo sentieri e spiagge»

Nuova ordinanza nel Comune di Sestri Levante per il contenimento della diffusione del Coronavirus, i casi accertati sono quattro. «In particolare - ha spiegato il Comune - , a partire da questo pomeriggio (venerdì 20 marzo, ndr) sarà vietato percorrere i sentieri del nostro territorio, bisogni degli animali dovranno essere espletati entro i 100 metri da casa e rimanendo fuori il tempo strettamente necessario e sarà vietato accedere alle spiagge.
Non dimentichiamolo: non sono regole da cercare di aggirare ma sono l’unica possibilità per sconfiggere il virus in tempi ragionevolmente brevi».

Pieve Ligure, il Comune annuncia il primo caso e chiude parte dei luoghi pubblici

Il Comune di Pieve Ligure, intanto, nella giornata di venerdì 20 marzo ha annunciato il primo caso di coronavirus sul territorio: «Al momento la situazione è gestita secondo le procedure. Il sindaco Olcese raccomanda a tutta la popolazione di seguire le disposizioni ministeriali. Ricorda inoltre a tutti coloro che abbiano sintomi riconducibili a Covid-19 di chiamare il 112 o il proprio medico, senza recarsi nel pronto soccorso e negli studi medici».

Portuali, striscione di solidarietà per i lavoratori di Bergamo e Brescia

Nella serata di giovedì è apparso uno striscione in porto, firmato dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (Calp) attraverso il quale i lavoratori del porto hanno voluto far sentire la propria vicinanza a Bergamo e Brescia, due delle province più colpite dal coronavirus. "Tanti lavoratori di Bergamo e Brescia - si legge - hanno fatto grande il porto di Genova. Tenete duro".

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