Coronavirus

Ministro Speranza: «Ipotesi prolungamento zona rossa nei festivi e prefestivi»

«Le Regioni hanno concordato sul fatto che stiamo vivendo ancora un momento complesso», ha dichiarato Giovanni Toti dopo il confronto avuto in serata con il Governo

Il confronto che si è tenuto nella serata di domenica 3 gennaio 2021 fra Governo e Regioni è servito per fare il punto sulla diffusione del contagio da coronavirus in Italia e definire la strada su cui procedere. Troppo presto per 'riaprire tutto' e così si va verso nuove restrizioni, a partire dal 7 gennaio, quando cessa i suoi effetti il decreto legge Natale 172/2020.

Poco prima dell'1 il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha riferito sulla sua pagina Facebook. «Finita ora la riunione con il Governo - scrive Toti -. Le Regioni hanno concordato sul fatto che stiamo vivendo ancora un momento complesso, in cui il tasso di diffusione del virus è tornato a crescere, in Europa come in Italia. In più non sono ancora noti tutti i risvolti della cosiddetta 'variante inglese', con un maggiore tasso di contagiosità».

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«Di fronte a tutto questo - prosegue Toti -, è giusto tornare alle cosiddette zone gialla, arancione e rossa, ma occorre rivedere i criteri. Oltre al criterio dell'Rt come proposto dal Governo, occorre però, per avere corretti dati per decidere, considerare anche la classificazione dei tamponi, contando quelli antigienici, il tasso di incidenza del virus e il numero di pazienti negli ospedali. Altrimenti si rischia di avere delle classificazioni regionali ingiuste e penalizzanti, o addirittura assurde, che puniscono chi fa più tamponi».

«Inoltre, dove saranno prevedibili e necessarie nuove misure restrittive, è inutile riaprire le scuole superiori per pochi giorni, magari due, per poi richiudere - conclude il governatore -. Questa sarebbe solo una decisione politica voluta da qualcuno nel Governo per mettere la propria bandierina, senza nessun vantaggio per gli studenti e con molti ulteriori disguidi per le famiglie. Domani continuerà il confronto sia per le regole che varranno dal 7 al 15 gennaio, sia sul nuovo Dpcm che varrà dal 16 gennaio per le settimane a venire».

Più o meno alla stessa ora è intervenuto anche il ministro della Salute, Roberto Speranza. «Valutiamo l'ipotesi per il prossimo fine settimana di applicare le misure da zona rossa per i festivi e prefestivi, con la salvaguardia dei comuni più piccoli per gli spostamenti», ha spiegato il ministro.

La scadenza del decreto Natale potrebbe essere prorogata con un'ordinanza e le ipotesi in campo sono due: mantenere le misure vigenti fino al 15 gennaio, data di scadenza del Dl 158/2020 e del Dpcm 3 dicembre, oppure tornare in zona gialla il 7 e l'8 gennaio per poi passare in fascia arancione o rossa il week end del 9 e del 10 e poi, sulla base del monitoraggio dell'Istituto Superiore di Sanità, assegnare le zone alle regioni a partire dal lunedì seguente. «Non credo che queste misure basteranno a salvarci dalla terza ondata, ma non vorrei fare polemica», dice intanto il consigliere di Speranza Walter Ricciardi. 

«Stiamo facendo fare un approfondimento ai tecnici in modo da abbassare le soglie dell'Rt per accedere in zona rossa o arancione. Misura che incide sul modello della zonizzazione», ha confermato Speranza ieri ai presidenti di Regione. Prima il ministro aveva incontrato il Comitato Tecnico Scientifico per discutere la modifica dei parametri per la definizione delle fasce gialle, arancioni e rosse.

Questa mattina è arrivato anche il commento del viceministro dell'Istruzione Anna Ascani ad Agorà su RaiTre. «Nel lungo vertice con il ministro Boccia e Speranza e le Regioni si è tutt'altro che chiesto di ammorbidire le misure. Tutti sono consapevoli della necessità di non mollare proprio ora che sta iniziando la campagna vaccinale. L'intenzione da parte di tutti è quella di avere il massimo rigore - ha detto Ascani -. Sulla base di questo rigore si è discussa anche la questione dei parametri. Fuori dai confini nazionali la situazione non è rosea, in questo momento il fatto che l'Italia stia mantenendo Rt nazionale sotto l'1 è un segnale importante ma va preservato attraverso misure che ieri sera sono state discusse con le Regioni e che servono a far sì che in un momento in cui parte vaccinazione non si assista ad una impennata dei contagi. Su questo le Regioni non hanno un intento diverso da quello del Governo».

«C'è la volontà di mantenere sotto controllo una situazione complessa che fuori dal nostro Paese sta sfuggendo di mano e che nessun presidente di Regione vuole vedere sfuggirsi di mano. La riunione di ieri va in una direzione comune, un buon segnale», ha concluso la vice ministro.

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