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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Coronavirus

Chiusura cinema e teatri, assessore Grosso: «La cultura deve andare avanti»

Tra i firmatari antri undici amministratori locali tra cui Roma, Torino e Venezia

Gli amministratori locali protestano contro la chiusura di cinema e teatri stabilita dal nuovo Dpcm e scrivono al Governo.

Tra i firmatari, insieme ai responsabili di Roma, Torino e Venezia, c'è anche l'assessore alla Cultura di Genova, Barbara Grosso: «Perché anche la cultura deve andare avanti», scrive sulla sua pagina Facebook allegando la lettera inviata al premier Conte e ai suoi ministri. «Il provvedimento appena assunto ha colpito un settore che ha adottato misure efficaci per contrastare il contagio - ha commentato Grosso - i cinema e i teatri sono assolutamente
sicuri, come altri luoghi della cultura mantenuti aperti dal Decreto».

 Nell'appello si chiede la riapertura dei teatri, dei cinema e delle sale da concerto definendo “ingiustificata la chiusura”.

Ecco il testo: 

"riaprire teatri, cinema, sale da concerto, al più presto;

- attivare immediatamente ammortizzatori sociali efficaci per i lavoratori del settore.

Queste le richieste degli assessori alla Cultura delle principali città italiane al Governo nella lettera appello appena pubblicata.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

Al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini

Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo

Al Ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli

Egregio Presidente,

Egregi Ministri,

la misura assunta oggi nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che dispone la sospensione degli spettacoli in teatri, cinema e sale da concerto, colpisce il settore produttivo italiano che più di ogni altro ha saputo adottare misure efficaci e responsabili nel contrasto alla diffusione epidemica da Covid-19. L'evidenza statistica dimostra che oggi proprio i teatri e i cinema sono, in virtù del senso di resposabilità dimostrato nell'applicazione delle misure medico-sanitarie da gestori, lavoratori e pubblico, i luoghi più sicuri del Paese, insieme a musei, spazi espositivi ed altri luoghi della cultura, mantenuti aperti dal Decreto. In questa luce, la sospensione degli spettacoli appare ingiustificata visto che le misure disposte considerano invece compatibili altre attività che per la propria natura non possono garantire i livelli di protezione adottati nei luoghi di spettacolo, e negli altri luoghi della cultura come musei e biblioteche, per il pubblico come per gli operatori.

Il settore dello spettacolo, che vede impegnate centinaia di migliaia di professionisti, è inoltre uno dei più rilevanti settori produttivi italiani, e ha recentemente richiamato dalla CIG quasi la totalità dei lavoratori al fine di garantire una paga dignitosa e un corretto trattamento delle diverse professionalità impegnate: sono le donne e gli uomini che hanno profuso il loro straordinario impegno per riaprire teatri e cinema nel pieno rispetto dei protocolli per la tutela della salute.

Da amministratori pubblici responsabili delle politiche culturali nei nostri territori seguiamo con estrema apprensione e preoccupazione l’andamento dei contagi da Covid-19 e siamo consci del fatto che nuove misure restrittive siano senza dubbio necessarie per contrastare la recrudescenza del Virus nel nostro Paese.

Tuttavia riteniamo necessario portare alla vostra attenzione che la misura appena assunta nei confronti dello spettacolo produrrà effetti economici disastrosi per un settore già duramente provato, e soprattutto priverà i nostri concittadini di un importantissimo strumento di condivisione e riavvicinamento sociale, nel pieno rispetto del distanziamento fisico: nella storia delle democrazie la tenuta sociale delle comunità, soprattutto nei suoi momenti più critici e dolorosi, si è sempre fondata soprattutto sulla possibilità di condividere esperienze culturali.

Aderendo con convinzione e spirito di servizio alla “leale e fattiva collaborazione tra le Istituzioni della Repubblica” - alla quale ha richiamato nel suo discorso di ieri il Capo dello Stato- al fine di “difendere il bene primario della vita, contenendo il contagio e affrontandone le conseguenze, sanitarie, sociali, economiche”:

- consideriamo opportuna e necessaria una revisione di questa disposizione, al più presto, affinché teatri, cinema e sale da concerto possano riaprire prima del termine di efficacia del Decreto, soprattutto se le analisi di tracciamento del contagio delle ultime due settimane confermeranno la bassa, o nulla, incidenza dei luoghi dello spettacolo nella diffusione epidemica;

- chiediamo, nelle more della riapertura delle sale teatrali, cinematografiche e da concerto, un'immediata attivazione di ammortizzatori sociali, concreti ed efficaci, per tutte le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, con particolare attenzione ai soggetti professionali la cui attività è caratterizzata da intermittenza, occasionalità e precarietà, che abbia corso e validità a partire già da lunedì 26 ottobre.

Nella certezza di poter contare sulla Vostra piena considerazione di quanto espresso, rinnoviamo la nostra disponibilità a concertare misure per rendere ancora più efficaci e sicure le riaperture dei luoghi di spettacolo delle nostre città e di tutta Italia,

Luca Bergamo, Vicesindaco con delega alla Crescita Culturale - Roma

Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura - Milano

Eleonora de Majo, Assessora alla Cultura e al Turismo - Napoli

Barbara Grosso, Assessora alle Politiche Culturali, dell'Istruzione, per i Giovani - Genova

Francesca Paola Leon, Assessora alla Cultura - Torino

Matteo Lepore, Assessore alla Cultura e al Turismo - Bologna

Paola Mar, Assessora al Patrimonio, Promozione della città, Università e Toponomastica - Venezia

Paolo Marasca, Assessore alla Cultura - Ancona

Ines Pierucci, Assessora alle Politiche Culturali e Turistiche - Bari

Paola Piroddi, Assessore alla Cultura - Cagliari

Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura - Firenze

Mario Zito, Assessore alle Culture - Palermo"

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