Chiavari, allarme per la casa di riposo Torriglia: «Necessari tamponi a tappeto e tracciare i contatti»

Il sindaco Marco Di Capua interviene sulla questione sempre più complessa dei contagi da coronavirus nelle rsa. E chiede alle autorità di aumentare i controlli sugli ospiti e sul personale medico

Un numero «elevatissimo» di casi di coronavirus nella casa di riposo Torriglia, in via Preli a Chiavari, e il sindaco Marco Di Capua chiede «misure straordinarie a tutela della salute».

Il primo cittadino di Chiavari interviene su una questione particolarmente complessa e dibattuta nell’ambito della gestione del contagio da coronavirus, e cioè quella delle residenze sanitarie protette, che in Liguria contano circa 12mila posti letto e 8mila dipendenti. E stando a quanto confermato anche dall’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, il 40% versa in condizioni critiche per l’alto numero di casi positivi e, purtroppo, di vittime.

La casa di riposo Torriglia rientra nell’elenco delle strutture più compromesse: i casi positivi al suo interno sono moltissimi, in alcuni casi accertati anche come asintomatici, e la situazione è talmente grave da avere spinto Di Capua a firmare una lettera inviata al prefetto di Genova, Carmen Perrotta, al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, all'assessore Viale, all'assessore regionale alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone, al direttore generale dell'Asl4  e al commissario straordinario di Alisa Walter Locatelli, oltre che al dirigente della Protezione Civile Regionale e alla Protezione Civile Nazionale. 

Nella missiva, la richiesta di effettuare tamponi a tappeto nella casa di riposo, sia sugli ospiti sia sul personale sanitario e in generale su tutti coloro che all’interno della struttura lavorano (anche quelli messi in malattia) e di verificare anche lo stato di salute di tutti i contatti, tracciandoli. 

Di Capua chiede inoltre che vengano sottoposti a tampone tutti i familiari dei lavoratori della casa di riposo risultati positivi, e di assicurare la continuità assistenziale agli ospiti potenziando il personale: «Stante la gravità di quanto sta emergendo in queste ore - si legge nella lettera - si ritiene che la casa di riposo non sia in grado, da sola, di affrontare questa grave emergenza sanitaria e che il Comune non abbia possibilità di fornire maggiori o diversi supporti».

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Il sindaco di Chiavari conclude la lettera chiedendo che queste misure siano adottate per tutte le case di riposo del territorio che si trovino in condizioni simili, e in quelle in cui si può supporre che vi sia stato uno “scambio” di dipendenti che potrebbero avere in qualche modo veicolato il contagio.

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