Coronavirus, primo giorno di mascherina obbligatoria in centro storico. Ed è caos sui confini

In arrivo un chiarimento da parte della Regione sull'applicazione del provvedimento, che impone la protezione 24 ore su 24 in un'ampia porzione del centro storico: ecco com'è andata

Primo giorno di obbligo di mascherine 24 ore su 24 (anche quando il distanziamento è garantito) buona parte del centro storico di Genova e nell’area del Porto Antico, e non manca un po’ di confusione e disappunto.

La confusione arriva da molti genovesi che, nel leggere l’ordinanza, non hanno ben compreso l’area in cui è in vigore: dalla Regione e dal Comune è arrivato il chiarimento che le vie elencate racchiudono il perimetro all’interno del cui la mascherina è obbligatoria, e dunque la stragrande maggioranza del centro storico, De Ferrari, Matteotti, San Lorenzo, il Porto Antico. In questa macro-area centrale la mascherina è obbligatoria sempre, a prescindere dal metro di distanza rispettato o meno, con l’unica eccezione di quando si è seduti ai tavolini di bar e ristoranti: giovedì mattina diverse pattuglie di polizia, Locale e carabinieri hanno monitorato le zone oggetto dell’ordinanza, ma complice la confusione e la prima mattinata, nessuna sanzione è stata elevata, soltanto avvertimenti di indossare la mascherina.

Il disappunto, invece, arriva da alcuni residenti e titolari di attività commerciali che da tempo chiedevano un provvedimento specifico per il centro storico per evitare che si arrivasse ai punti odierni: «Ci dispiace per il messaggio che passa - spiega Marilia Oliveira, titolare del Boteco do Bonde Amarelo di via San Luca - il senso di responsabilità e il buon senso devono essere usati da tutti, ma sappiamo bene che in alcune aree del centro storico ci sono problemi di illegalità che sfociano inevitabilmente in conseguenze anche sanitarie in tempi di coronavirus».

La Regione, intanto, ha diffuse una “faq” dedicata proprio a chiarire i confini in cui è in vigore l’ordinanza e specificare come si deve comportare chi fa attività fisica: il sindaco di Genova, Marco Bucci, che con i suoi uffici ha lavorato a stretto contatto con la Regione per la redazione del provvedimento, mercoledì sera aveva chiarito che, proprio come in periodo di lockdown, chi fa attività fisica non deve indossare la mascherina, ma l’ordinanza non lo specifica, lasciando zone grigie.

Chiarimento della Regione su nuova ordinanza in centro storico

Le ulteriori misure di contenimento del virus covid-19 disposte nell'ordinanza n. 63/2020 che prevedono tra l'altro l'estensione dell'obbligo dell'utilizzo delle protezioni delle vie respiratorie anche all'aperto, dalle ore 00.00 alle ore 24.00, si applicano anche in caso di transito lungo le vie ivi indicate (ad esempio via Balbi, via Porta Soprana, via Cairoli, ecc)?

Risposta: L’ambito geografico di applicazione delle misure disposte dall’ordinanza n. 63/2020 è da intendersi riferito esclusivamente al “centro storico” del Comune di Genova, come delimitato nei confini Nord e Sud, rispettivamente, dalle vie indicate nella suddetta ordinanza: via Marinai d’Italia, via Fanti d’Italia, via Andrea Doria, via Balbi, Piazza della Nunziata, via Paolo Emilio Bensa, largo Zecca, via Cairoli lato Sud, piazza della Meridiana, via Garibaldi lato Sud, Piazza delle Fontane Marose, via XXV Aprile, piazza Giacomo Matteotti, via Porta Soprana, via del Colle, via Eugenio Ravasco, via Madre di Dio, barriere doganali del Porto. Il richiamo alle Vie citate nell’ordinanza è infatti funzionale soltanto a circoscrivere e delimitare l’area geografica oggetto delle nuove misure. Nelle medesime vie non trova applicazione l’ordinanza.

Primo giorno con mascherine obbligatorie nei vicoli

Tra le vie interessate dall’ordinanza, intanto, la mascherina sembra portata dalla stragrande maggioranza delle persone: in via San Luca, stretto “budello” in cui è praticamente impossibile rispettare il metro di distanza e su cui si affacciano numerose attività commerciali, alle 10 di giovedì mattina quasi tutti hanno la protezione sul viso. Stessa cosa in via Balbi e al Porto Antico, anche se le forze dell’ordine hanno bloccato alcuni giovani che non l’avevano ribadendo l’ordinanza in vigore. Proprio al Porto Antico da venerdì 25 settembre inizia la Festa dello Sport, e viene da domandarsi come potrà andare in scena, sino a domenica, in una zona in cui la nuova ordinanza vieta anche ogni tipo di manifestazione pubblica o privata.

Meno disciplinati, invece, i passanti di Matteotti e De Ferrari: complice le zone grigie dell’ordinanza, molti non hanno compreso che la mascherina va indossata 24 ore su 24 anche a due passi dal Carlo Felice, dalla cattedrale o dalla fontana di De Ferrari. Una confusione che non maschera i timori per l’aumento dei contagi a Genova e nel centro storico: ormai sotto controllo, all’apparenza, il cluster spezzino, mercoledì erano 63 i nuovi casi diagnosticati nel territorio della Asl 3 su un totale di 108 liguri. Di questi, 40 sono contatti di casi confermati, 21 arrivano da attività di screening, 2 da strutture socio sanitarie. L’incidenza dei casi in centro storico, si legge nell’ordinanza, è caratterizzata da “un progressivo aumento che si riflette nell’amento dei ricoverati in reparti di media ed elevata intensità di cura”.

Le vie interessate (che formano un perimetro) dall’ordinanza:

L’obbligo di indossarla vale nelle seguenti vie:

-        Via Marinai d’Italia

-        Via Fanti d’Italia

-        Via Andrea Doria

-        Via Balbi

-        Piazza della Nunziata

-        Via Paolo Emilio Bensa

-        Largo Zecca

-        Via Cairoli

-        Piazza Della Meridiana

-        Piazza Fontane Marose

-        Via Garibaldi

-        Via XXV Aprile

-        Piazza Matteotti

-        Via di Porta Soprana

-        Via del Colle

-        Via Ravasco

-        Via Madre di Dio

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In pratica un semicerchio, spiega la Regione, che si chiude con il lato sud agli ingressi doganali del porto.

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