Coronavirus, in centro storico partono i controlli con l’esercito

Da venerdì militari e polizia pattugliano la città vecchia per vigilare sull’osservanza delle norme anti-covid

Il focolaio di coronavirus in centro storico resta attivo, e continua a produrre nuovi positivi. I numeri, infatti, parlano chiaro, e complice il laboratorio della Commenda, in attività da una decina di giorni per testare gratuitamente la popolazione, la Asl 3 è il territorio in cui i nuovi contagi crescono in maniera più importante.

Da venerdì mattina, dunque, nella città vecchia saranno in servizio pattuglie formate da esercito e polizia, incaricate di controllare che vengano rispettate tutte le norme anti-covid: divieto di assembramenti e, soprattutto, obbligo di indossare sempre la mascherina, una disposizione per cui si rischiano multe dai 400 ai 1.000 euro, già fioccate anche a Genova nei giorni scorsi.

Dell’impiego dell’esercito per monitorare la situazione in centro storico se n’era parlato più volte nelle settimane passate, già quando era entrata in vigore l’ordinanza specifica che imponeva di indossare la mascherina h24 nel territorio della città vecchia per contenere il contagio. Il nuovo dpcm ha di fatto integrato e superato l’ordinanza regionale, imponendo l’uso della mascherina su tutto il territorio nazionale. A Genova, però, è il centro storico l’area più critica, e la movida resta sorvegliata speciale anche alla luce del parere degli esperti e del Cts: l’età media dei malati si abbassa, i giovani sono la fascia più a rischio perché, nelle occasioni mondane, meno rispettosi delle norme preventive.

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha assicurato giovedì che «la situazione è stabile», parlando poi dei numeri di giovedì: «Abbiamo fatto quasi 4.000 tamponi molecolari, a cui si devono aggiungere le centinaia di tamponi rapiti fatti nel centro storico di Genova per arginare il cluster più potente della regione. In totale i nuovi positivi di giovedì sono 152 in Liguria, di cui 97 nella Asl3: parametrati al numero di tamponi effettuati, è un dato migliore di ieri». 

«Questo non vuol dire - ha concluso Toti - che il Covid in generale non stia salendo come numero di contagi, così come avviene in tutta Italia. Ma la nostra capacità di prevenire, monitorare e isolare prontamente i casi continua a crescere e l’azione di tracciamento è sempre più efficace e mirata, grazie al lavoro che tutta la nostra sanità sta portando avanti con impegno».

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Alla Commenda, intanto, si prosegue con l'attività di screening, e sono sempre di più le persone che si mettono in fila nel cuore della notte per essere sottoposti al test rapido antigenico, gratuito, che rileva una eventuale "non negatività" e in questi casi fa scattare il tampone da laboratorio.

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