Centri estivi, botta e risposta tra sindacati e Regione sull'apertura

Secondo Cgil, Cisl e Uil sarebbero arrivati solo «Annunci senza programmazione», per la Regione: «Le linee guida hanno tutti gli elementi sufficienti a garantire la serenità, la serietà e la sicurezza di bambini e operatori»

Polemica a distanza tra sindacati e Regione Liguria sulla riapertura dei centri estivi. Secondo Cgil, Cisl e Uil mancherebbero gli elementi per l'apertura in sicurezza e servirebbe una programmazione migliore, secondo il Governatore Toti invece le linee guida sarebbero serie, prudenti e condivise.

I sindacati: «Annunci senza programmazione»

Cgil, Cisl e Uil in una nota firmata dai segretari regionali  Fulvia Veirana, Claudio Donatini e Fabio Servidei ha attaccato l'amministrazione regionale: «Sulla partenza dei centri estivi per bambini e ragazzi assistiamo da giorni ad annunci, ordinanze, dichiarazioni ad effetto che provano a coprire la totale assenza di programmazione - si legge -  Cgil, Cisl e Uil, come noto, hanno più volte segnalato l’urgenza di strutturare servizi rivolti ai bambini e ragazzi, provati dall’isolamento, e la necessità delle famiglie, alle prese con il ritorno al lavoro e scuole chiuse, per avere strumenti per la conciliazione. Da inizio maggio chiediamo di far partire questi servizi in sicurezza, attraverso l’adozione di precauzioni minime per contenere la diffusione del Covid19. Benché il numero dei contagi sia in discesa ovunque, la Liguria continua ad essere la regione con l’aumento maggiore, perciò abbiamo chiesto l'adozione di alcuni semplici accorgimenti. Abbiamo chiesto alla Regione un servizio sanitario dedicato al supporto delle attività dei centri estivi e che venissero predisposte norme universali a tutela di lavoratori e famiglie».

Le criticità secondo Cgil, Cisl e Uil

«Abbiamo chiesto - proseguono i sindacati - che le Istituzioni approfondissero le modalità organizzative dei servizi rivolti ai bimbi con età ricompresa fra zero e tre anni, dove non esistono linee guida nazionali e sono in corso approfondimenti medici dovuti all’impossibilità di rispettare le distanze interpersonali e di utilizzo delle mascherine per cui molte altre regioni, fra cui Veneto ed Emilia Romagna, stanno cercando di individuare le modalità più sicure per i bimbi e per i lavoratori e i volontari coinvolti nelle attività. A tal fine si sono attivati tavoli di confronto con il governo da parte delle oo.ss nazionali. Quasi tutte le Regioni hanno agevolato un confronto costruttivo fra gli attori coinvolti, a partire dai pediatri. Apprendiamo dalle dichiarazioni dell'Assessore Cavo che ci sarebbe un accordo con sindacati e enti gestori. Cosa che non ricalca l'esito della lunga riunione tenutasi venerdì 29 nella quale le oo.ss hanno ribadito il mancato recepimento dell' accordo dei gestori e famiglie inteso come addendum all' interno del protocollo quadro con Regione. Altresì non è stato tenuto conto dei modelli organizzativi di produttività tra addetti e utenza da 0 a 3 con un indice 1/3 per bambino, nonché la mancanza dei DPI quali le mascherine ffp2 per gli addetti».

«Queste considerazioni - concludono i sindacati - sono gli elementi minimi a sostegno di un percorso di apertura dei centri estivi in sicurezza. Per ora Alisa non ha ancora definito linee guida sanitarie a supporto delle attività estive e l'ordinanza 35 prevede la riapertura dei centri dedicati ai bimbi fra 0 e 3 anni senza precauzioni specifiche e nonostante le preoccupazioni espresse da sindacati e enti gestori.
Basta annunci. Chiediamo, visto che ci sono tutte le condizioni per organizzare al meglio i servizi, che si faccia tutto il possibile per scongiurare il ripetersi di fatti gravi».

La replica della Regione

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha replicato ai sindacati: «Nella nuova ordinanza abbiamo recepito le linee guida nuove approvate dalla Conferenza delle Regioni che ci consentono di riaprire i centri estivi. Sono linee guida molto ben fatte, serie, prudenti, condivise e costruite dal tavolo tecnico della Conferenza di tutte le Regioni e validate dalla nostra sanità. Non ne esistono altre. Siamo la prima regione ad applicarle e abbiamo collaborato a costruirle così come abbiamo costruito in Conferenza delle Regioni le linee guida che hanno consentito di riaprire questo Paese».

«Linee guida sufficienti per la sicurezza»

E poi ha aggiungo definendo "incomprensibile" la nota dei sindacati: «C’è un decreto legge del governo che prevede che le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni siano applicabili in tutte le regioni: noi stiamo applicando quelle. Noi abbiamo deciso di dare un sostegno alle famiglie e alle mamme cercando di aprire al più presto: certamente poi si tratta di una iniziativa privata e quindi apriranno quando riterranno opportuno e possibile farlo. Ritengo  che se si vuole dare un contributo alla ripartenza del paese, occorrerebbe smorzare le polemiche e aver voglia di costruire insieme le cose. Se poi si potranno migliorare, le miglioreremo ma riteniamo che quelle linee guida abbiano tutti gli elementi sufficienti a garantire la serenità, la serietà e la sicurezza di bambini e operatori. Non le abbiamo inventate noi in un retrobottega ma sono state validate dal voto unanime della Conferenza delle Regioni».

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