Approvata la bozza del nuovo decreto con restrizioni fino al 5 marzo

Entro venerdì dalla cabina di monitoraggio dell'Iss arriveranno i dati in base ai quali si delineeranno le nuove zone. La Liguria rischia di finire in arancione

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la proroga, fino al 30 aprile 2021, dello stato d'emergenza. La riunione si è tenuta mercoledì 13 gennaio 2021, alle ore 21.55, a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del presidente Giuseppe Conte. Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del covid-19.

Il decreto, che dovrà essere approvato in Parlamento, conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l'eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. «Con il nuovo Dpcm quasi tutta Italia andrà in zona arancione», ha dichiarato il presidente della Regione, Giovanni Toti, dopo il confronto con il ministro Roberto Speranza.

Inoltre, dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull'intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

  • è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5 e le ore 22, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti;
  • qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;
  • è istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (dpcm) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con dpcm, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.
  • In considerazione della necessità di agevolare l’attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da covid-19, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, è istituita, una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. Inoltre, su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

Oggi l'incontro con i governatori delle Regioni potrebbe chiarire i dubbi e limare alcune norme. Tra le novità che entreranno in vigore nei prossimi giorni ci sono però anche i più stringenti parametri per l'ingresso e l'uscita delle Regioni dalle diverse fasce di rischio e l'inedita zona bianca.

Con i nuovi parametri la Lombardia, diventata arancione con l'ordinanza della settimana scorsa insieme a Calabria, Emilia-Romagna, Sicilia e Veneto, potrebbe finire in zona rossa mentre non si conosce il destino di Veneto ed Emilia-Romagna. Potrebbero andare in arancione le regioni che hanno rischio «alto» anche se l'Rt non è superiore a 1: Piemonte, Lazio, Liguria e Marche. A rischio «alto» ma con Rt sopra 1 Puglia, Molise, Umbria, Sardegna.

Entro venerdì dalla cabina di monitoraggio dell'Iss arriveranno i dati in base ai quali si delineeranno le nuove zone - con relative restrizioni - che entreranno in vigore a partire dal prossimo giorno festivo, con una nuova Ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza.

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