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Coronavirus

Covid, Bassetti: "Dopo un altro giro di virus via le mascherine in primavera"

Per il professore la campagna vaccinale sta procedendo bene

Ci sarà ancora un'ondata di contagi che per i vaccinati andranno a rafforzare il sistema immunitario e ai no-vax farà sviluppare gli anticorpi quando non avranno conseguenze negative importanti e poi via le mascherina nella primavera del 2021. Così Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, all'agenzia Adnkronos Salute.

"Credo proprio che con la prossima primavera potremmo dire addio alle mascherine. Dopo un altro giro di virus - spiega l'infettivologo - in cui ai vaccinati verrà stimolato ancora un po' il sistema immunitario e ai non vaccinati, quando non avranno grandi problemi, farà sviluppare anticorpi, alla fine del prossimo autunno-inverno avremo una popolazione che nel 90% dei casi finirà per avere degli anticorpi o naturali o indotti dalla vaccinazione" contro Covid-19. "Quindi - conclude l'esperto - quando ci sono 9 italiani su 10 che hanno degli anticorpi è evidente che il virus è stato depotenziato e diventa come un virus qualsiasi".

Il professore si è detto anche molto soddistatto della campagna vaccinal in Italia: "Abbiamo fatto un ottimo lavoro sui vaccini, bisogna riconoscerlo. Con i numeri attuali, tra 20 giorni avremo più di due italiani su tre che sono completamente coperti. Siamo molto più avanti rispetto alla Germania, alla Francia a tutti i nostri competitor europei e siamo anche più avanti degli Stati Uniti".

"Siamo andati molto bene sui vaccini, se pensiamo a come siamo partiti. E' come se fossimo partiti per una corsa ciclistica 50 chilometri indietro perché noi siamo partiti con la campagna vaccinale praticamente a marzo, cioè abbiamo perso i primi tre mesi, quindi il lavoro fatto dal generale Figliuolo e in generale dalla struttura commissariale è ancora più straordinario, chapeau. Abbiamo recuperato un gap pazzesco in 5 mesi anche rispetto ad altri Paesi. A marzo la Germania ci superava di gran lunga, ad oggi ci vede in qualche modo come un modello".

"Se a ottobre arriveremo all'80% della popolazione generale immunizzata, il che vuol dire all'85% di quella vaccinabile, non dico che saremo in completa sicurezza ma potremo affrontare l'autunno-inverno bene". "Bene vuol dire - conclude l'infettivologo, parlando con l'Adnkronos Salute - che avremo comunque dei ricoveri e, purtroppo, qualcuno morirà, però sarà un rischio ridotto al minimo grazie alle vaccinazioni".

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