Coronavirus

Campagna vaccinale contro il covid, Bassetti cita Israele e invita a «correre»

A Domenica In il direttore della Clinica di Malattie infettive ha parlato anche del quadro attuale e di quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane

Il direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, è stato ospite della trasmissione Domenica In, condotta da Mara Venier. Bassetti è tornato su un tema, affrontato già sabato sulla sua pagina Facebook, ovvero quello dei vaccini.

«Cerchiamo di evitare di far passare questo: non ci sono vaccini di serie A e di serie B. Quello di Astrazeneca è un ottimo vaccino, ha la copertura del 100% sulla malattia grave che può portare alla morte, è questo quello che ci interessa», ha detto l'infettivologo.

Questo limite ai 55 anni «mi pare un po' difficile da comprendere, soprattutto in un momento di grande penuria di vaccini - ha dichiarato Bassetti -. Bisogna portare il più rapidamente possibile quante più persone a essere vaccinate per arrivare al prossimo autunno con il 75% di popolazione vaccinata».

Quanto al vaccino Sputnik russo, per Bassetti «è un ottimo vaccino, molto simile a quello di Astrazeneca. Speriamo che Ema analizzi i dati e li approvi, qualunque Paese che ha dei vaccini validi va benissimo per noi».

Bassetti aveva rivolto un appello a vaccinarsi sabato sui suoi profili social. «I dati che provengono da Israele sono molto positivi e impressionanti - scrive l'infettivologo -. Con le vaccinazioni di massa si è assistito a una riduzione dei ricoveri settimanali e dei casi gravi soprattutto nella popolazione con più di 60 anni, che è quella che ha già completato il ciclo vaccinale. I vaccini in Israele hanno cambiato la storia di questa infezione e l'impatto sul sistema sanitario. Dedicato a tutti quelli che hanno dubbi. Dai!! Forza!! Corriamo anche noi, vacciniamo più persone possibili e vedremo presto risultati simili. Bisogna fare presto come hanno fatto gli israeliani e come stanno facendo inglesi e americani», conclude Bassetti.

A Domenica In il direttore della Clinica di Malattie infettive ha parlato anche del quadro attuale e di quello che potrebbe accadere nelle prossime settimane. «Nel mio reparto di Genova c'è una situazione di calma, speriamo che duri - ha detto Bassetti -, il grado di riempimento del mio reparto è il più basso degli ultimi tre mesi, ma dobbiamo avere molta cautela, perché solo grazie ai nostri comportamenti continueremo così».

«Siamo però su un altopiano, ci sono 20mila persone ricoverate nei nostri ospedali e - osserva l'infettivologo - dovessero ripartire i contagi partiremo da un elevato numero di ricoveri, quindi dobbiamo stare molto attenti». Secondo il medico, «il rischio è che tra fine febbraio e marzo ci possa essere aumento di contagi e quindi dobbiamo essere molto, molto attenti».

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