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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Coronavirus

Bassetti: "A metà luglio una bella fetta d'Italia rischia nuovo lockdown"

"Non sarà un lockdown proclamato", precisa l'infettivologo, che mette in guardia sul rischio di mandare in tilt servizi essenziali, tra persone in isolamento e quelle in ferie

L'epidemia non è finita, anzi, il covid continua a circolare e in Italia, a causa delle nuove varianti, sono in aumento i casi di reinfezione, ossia di chi prende il virus una seconda volta. La responsabile della risalita dei casi di positività, concordano le autorità scientifiche, è la nuova variante del virus Omicron 5 (BA.5), che - secondo le rilevazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità - sta continuando a guadagnare terreno su altre forme di covid-19.

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Sars-CoV-2, nella versione Omicron 5, "forse oggi può essere considerato il virus più contagioso al mondo e proprio in questa caratteristica sta la sua pericolosità", ha detto Arnaldo Caruso, presidente della società italiana di virologia (Siv-Isv).

La risalita dei casi nei mesi estivi rappresenta una novità rispetto all'andamento della pandemia negli anni precedenti. Una situazione che potrebbe avere conseguenze importanti sul mantenimento dei servizi essenziali, come spiega Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

"Non sarà un lockdown proclamato, ma a metà luglio, quando la fiammata estiva di omicron dovrebbe aver raggiunto il suo acme, una bella fetta d'Italia rischia di essere di nuovo in lockdown - dichiara l'infettivologo -. Perché in isolamento domiciliare si potrebbero ritrovare 2-3 milioni di italiani se non di più. Che, sommati a quelli in ferie, rischiano di mandare in tilt servizi essenziali, come quelli finalizzati alla sicurezza, i trasporti, la protezione civile già sotto stress, la stessa sanità, dove in media tra luglio e agosto metà del personale se ne va in vacanza, mettendo fuori uso un letto su tre".

"Per non parlare del settore turistico e della ristorazione - prosegue Bassetti -. Perché tutto questo? Perché se sei positivo devi stare isolato a casa per legge dai 7 ai 10 giorni. Una regola che va cambiata. Come? Dicendo che è meglio stare a casa quando si hanno i sintomi influenzali e alla scomparsa si esce mettendo la mascherina per evitare di contagiare gli altri".

"Questa è l'unica soluzione: offrire al cittadino una possibilità. Coinvolgerlo e non obbligarlo - conclude Bassetti -. Diversamente continueremo ad avere positivi di serie A e di serie B. Mi faccio il tampone fai da te e, per non finire in isolamento, non te lo dico. Sono moltissimi purtroppo. Di fronte a un virus evoluto e così diverso, ci vogliono regole nuove e maggiore velocità di reazione da parte delle istituzioni".

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