Coronavirus

Acquisto diretto di 100 milioni di vaccini e priorità agli over 70: le proposte di Bassetti al premier Draghi

L'infettivologo genovese ha firmato una lettera aperta insieme con una lunga lista di esperti che fanno parte dell'Italian Renaissance Team vs Covid-19

Acquisto diretto immediato di 100 milioni di dosi aggiuntive di vaccini anti coronavirus, gestione centralizzata della distribuzione, somministrazione in maniera mirata agli over 70 e ai fragili e, subito dopo, al resto della popolazione in modo massiccio: sono le richieste sintetizzate nella lettera che l’Italian Renaissance Team vs Covid-19, di cui fa parte anche l’infettivologo genovese Matteo Bassetti, ha inviato al premier Mario Draghi.

Bassetti ha diffuso la lettera inviata ricordando che l’associazione comprende circa 1.500 professionisti tra cui moltissimi esperti clinico-tecnico-scientifici, una missiva in cui di fatto si chiedere al governo di accelerare sulla campagna vaccinale prendendone in mano, in modo deciso, le redini (in coordinamento con le Regioni) e investendo sull’acquisto delle dosi direttamente dalle aziende “nel rispetto degli accordi con la Commissione Europea e delle procedure regolatori”.

«Ci si riferisce nella fattispecie alle dosi dei suddetti vaccini che risultano opzionate ma, al contempo, inutilizzate da altri Paesi a vario titolo e ragione - prosegue la lettera - A titolo di esempio: o centinaia di milioni di dosi di Vaxzevria prodotte e disponibili presso l’impianto del Serum Institute of India (SII) validato ed autorizzato da Ema entro fine aprile, o scorte dello stesso vaccino presso siti di produzione e stoccaggio negli Stati Uniti d’America ove il prodotto non è approvato da Fda e, qualora anche lo fosse, il Governo ha già annunciato che continuerà a somministrare gli altri vaccini; o Paesi che avevano opzionato uno dei 4 vaccini approvati da Ema/Aifa disponibili e che, successivamente, hanno optato per scelte differenti».

«La nostra richiesta si basa su due punti essenziali - proseguono dall’associazione - messa in protezione di tutti i soggetti fragili al fine di minimizzare, nel più breve tempo possibile, i rischi connessi al contagio degli stessi da parte di SARS-CoV-2» per procedere così con le riaperture progressive delle attività, e anche «contrastare la comparsa di nuove varianti che si verrebbero a selezionare con alta probabilità laddove non ci fosse un’adeguata riduzione della velocità di diffusione di SARS-CoV-2 e della sua conseguente replicazione. Tale situazione, se non arginata come sopra esposto, condurrebbe inevitabilmente alla necessità di un’ulteriore campagna di vaccinazione in autunno, con nuovi vaccini e/o con vaccini modificati per contrastare le varianti del virus».

Bassetti e i colleghi hanno quindi ricordato la velocità con cui il virus muta e della facilità con cui potrebbe diffondersi nuovamente «se non adeguatamente bloccato nella replicazione attraverso il rafforzamento del sistema immunitario dell’organismo ospite, determinato dai vaccini».

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