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Covid-19, Bassetti: «Con questo virus conviveremo per i prossimi anni»

«Quello che cambierà sarà la modalità di convivenza: non più da stato di guerra perenne e di emergenza sanitaria, ma come abbiamo sempre convissuto con tutti gli agenti infettivi fino ad oggi», ha spiegato l'infettivologo del San Martino

Il direttore della Clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, è tornato a esprimersi riguardo alla durata della quarantena nel nostro Paese e in quelli confinanti, alla luce della decisione del Comitato tecnico scientifico (Cts) di mantenere i 14 giorni.

«Io non sono d'accordo con il ministro della Salute Speranza - ha dichiarato Bassetti - quando dice che tra sei mesi saremo fuori dal problema covid. In sei mesi avremo il vaccino, ma non ne saremo fuori. Credo che con questo virus conviveremo per i prossimi anni. Quello che cambierà sarà la modalità di convivenza: non più da stato di guerra perenne e di emergenza sanitaria, ma come abbiamo sempre convissuto con tutti gli agenti infettivi fino ad oggi».

«È uno dei virus - prosegue l'infettivologo - che causa la polmonite comunitaria e lo farà per molti anni. Quando ci sarà il vaccino saranno purtroppo in molti a non farlo. Quando ho consigliato tempo fa di fare il vaccino antinfluenzale sono stato investito dalle critiche di una banda di NoVax, che in Italia sono ancora molto floridi e sostenuti da molti partiti politici».

«Per quel che riguarda la riduzione del periodo di quarantena a 10 giorni o a 7 con tampone, il Cts ha detto no. Rispetto la decisione - dichiara Bassetti -, ma mi spiace rilevare una certa lontananza tra la quotidianità, la vita reale e la pratica clinica e la teoria e la burocrazia italiana dall'altra».

«Siamo circondati da paesi in cui la quarantena per covid è inferiore a 14 giorni - ricorda l'infettivologo -: Francia 7, Svizzera 10, Austria 10 e Slovenia 10. Molti di questi paesi stanno addirittura pensando ad una ulteriore riduzione con un acceso dibattito tra Svizzera e Germania per arrivare a 5 giorni. Io continuo a pensare che si potrebbe ridurre a 7 con tampone in uscita o direttamente a 10 (come tutti gli altri confinanti) senza nessun tampone. E so che ci sono molti colleghi che la pensano come me...».

«A questo punto - conclude Bassetti - se si decide di rimanere a 14 giorni (come ribadito martedì dal Cts) dovremmo chiedere a tutti i viaggiatori o i cittadini di questi stati confinanti, quando entrano in Italia di dichiarare se erano in quarantena nei loro paesi e fargli fare altri 4 giorni nel nostro paese oppure fare loro il tampone. Altrimenti rimane l'ennesimo provvedimento ipocrita e di facciata. Più medicina di difesa che di evidenza».

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