Coronavirus, l’ironia di Bassetti sulla nuova ordinanza: «Virus lavora solo di notte, è fornaio?»

Il direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino commenta il provvedimento del governo che impone le mascherine solo in orario notturno, e punta nuovamente sul dito contro la “strategia del terrore”

Discoteche e sale da ballo chiuse - almeno per quanto riguarda la pista - e mascherine obbligatorie anche all’aperto dalle 18 alle 6 del mattino quando vi è pericolo di assembramento: sono questi, in estrema sintesi, i punti cardine della nuova ordinanza del governo per far fronte alla crescita dei contagi da coronavirus registrata in Italia negli ultimi giorni. E non tutti sono d’accordo.

Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie Infettive del San Martino e tra gli infettivologi che più hanno preso posizione, negli ultimi mesi, sull’andamento della pandemia, si è nuovamente fatto sentire via Facebook, ironizzando su quello che ha definito un “virus fornaio”.

« Sappiate che in Italia Il virus lavora e contagia solo di sera e notte. Di giorno invece si riposa. Sarà mica un virus fornaio? Rido per non piangere», ha scritto Bassetti, puntando ancora una volta il dito contro una «strategia del terrore e dell’allarmismo senza pensare alle conseguenze di tutto questo. La cosa che più colpisce - prosegue l’infettivologo - è che a farlo non siano i medici, che hanno curato e curano questa infezione, ma tutti quelli che si sono autoproclamati esperti o i miracolati dal Covid, tra cui molti medici. A questo gioco al massacro io non ci sto».

Nei giorni scorsi Bassetti aveva analizzato anche i dati sull’andamento del contagio, sfruttando quelli dell’Oms: «Si vede chiaramente che, sia nei paesi che hanno utilizzato contromisure più severe contro la pandemia (Italia, Spagna, Germania) sia nei paesi che invece hanno usato metodi molto più "blandi" (Usa, India), dove il virus è praticamente "sfuggito di mano", i decessi in percentuale sono decisamente calati».

«Questo potrebbe voler dire - continua Bassetti - che i nuovi contagiati stanno meglio dei primi contagiati, o perché non si ammalano affatto (non é un caso che aumentano gli asintomatici) o perché la malattia è molto più gestibile dal punto di vista medico, sia a casa che in ospedale. I dati mi sembrano incoraggianti. Ora la cosa che si potrebbe e dovrebbe fare a livello italiano per una buona informazione medico-scientifica, sarebbe valutare la morbilità e la letalità del Covid-19 su chi è stato colpito dalla malattia nei mesi di giugno, luglio e agosto, valutando quale percentuale di asintomatici e tra i sintomatici quanti a casa con 37.5 di temperatura e due colpi di tosse, quanti in ospedale stabili, quanti in ospedale critici e quanti in ospedale intubati».

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Infine, la raccomandazione: «Ho visto tanta gente con le mascherine messe benissimo(e meno male) - ha concluso - ma pochissimi che si lavano le mani. Attenzione a pensare che la mascherina sia l'unico presidio per difenderci. È solo uno dei tanti».

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