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Azienda genovese converte la produzione e realizza dispositivi di protezione individuale: il progetto è "open source"

L'azienda ha condiviso la scheda tecnica per tutti i produttori italiani desiderosi di replicare il progetto

Nell’emergenza sanitaria che affligge pesantemente tutto il territorio italiano, e quello ligure in particolar modo, si moltiplicano le iniziative di riconversione industriale finalizzate alla produzione di tutto ciò che serve a difendere l’incolumità individuale e la salute pubblica.

Nè è un esempio Rimeta, service provider genovese specializzato nella gestione, sviluppo e fornitura integrata di servizi, strumenti e soluzioni di comunicazione per il comparto nautico: la società ha lanciato il 30 marzo un dispositivo dpi chiamato "Shield". Si tratta di una visiera protettiva in policarbonato trasparente, che nasce dalla volontà di supplire velocemente alla crescente necessità di approvvigionamento di dispositivi dpi, per la protezione di tutte le figure professionali coinvolte in prima linea nel contrasto alla diffusione del Covid-19.

Ideato e prodotto grazie alla riconversione produttiva dei suoi impianti e alla competenza tecnica di Rimeta, Shield nasce da subito come progetto open source, con la condivisione immediata dei file sorgente e della scheda tecnica del materiale con tutti i potenziali produttori italiani desiderosi di replicare accuratamente il progetto (file scaricabili all’indirizzo: www.rimeta.it).

Disponibile al solo costo di realizzazione, pari a 3 euro più iva, Shield può essere ulteriormente “sponsorizzato” anche da quelle aziende disposte a sostenere i costi di realizzazione per poi destinare l’approvvigionamento del dispositivo stesso a quelle realtà territoriali che – come gesto di caring – desiderano sostenere. 

«In questo periodo, oltre alla necessità di restare a casa per abbattere la curva del contagio, l’importante è fare sistema - dice Luca Marano titolare di Rimeta-. A livello territoriale, grazie al prezioso contributo dei nostri partner e alla volontà di non speculare su una situazione così delicata, abbiamo deciso di rimboccarci le maniche per dare un aiuto concreto al territorio e a tutti quelli che lo richiedono. In poco più di una settimana siamo già riusciti a fornire oltre 1000 pezzi tra società di salvamento, aziende ospedaliere e chiunque ne avesse bisogno a costi risibili. La decisione di sviluppare questo progetto come open source, sta già dando i suoi primi risultati, come dimostrano le diverse richieste che ci provengono da tutta Italia. L’appello che rivolgiamo a tutte le aziende liguri e italiane, che ne avessero le possibilità operative, è quello di aiutarci, contenendo il costo di realizzazione, per rendere Shield immediatamente disponibile a tutti quelli che ne faranno richiesta. Noi ce la metteremo tutta».

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