Coronavirus e cure: la Liguria "sblocca" il Remdesivir. Bassetti: «Testeremo l'Avigan»

Le novità sul fronte cure e sui farmaci utilizzati anche in Liguria per curare l'infenzione da covid-19

La Liguria “aggira” l’articolo del Cura Italia che di fatto bloccava l’utilizzo del Remdesivir, il farmaco anti-ebola usato con successo nella cura del coronavirus.

Ad annunciare che nella nostra regione la sperimentazione può ripartire senza intoppi è stata l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, che ha ricordato come «a causa dell’art. 17 del decreto legge Cura Italia, i comitati etici regionali non potevano più autorizzare le cure compassionevoli o farmaci sperimentali, ma diventava necessario avere un’ulteriore autorizzazione finale da parte di Aifa e Comitato etico dell’Istituto Spallanzani. Nella giornata di lunedì abbiamo appreso che, probabilmente a causa di questa norma, l’azienda produttrice del farmaco ha interrotto le spedizioni in Italia».

Viale, che si era subito messa in contatto con il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ottenuto la garanzia informale che l’utilizzo del farmaco verrà autorizzato per gestire l’emergenza coronavirus, e questo su tutto il territorio nazionale, indipendentemente dalle richieste delle singole regioni. 

«Attendo questo provvedimento annunciato. Nel frattempo la direzione dell’Ospedale Policlinico SanMartino e Alisa hanno autorizzato l’utilizzo del Remdesivir in attesa delle autorizzazioni promesse - ha concluso Viale - Rimane il fatto che con il Cura Italia la procedura si è fermata».

Sempre sul fronte cure e terapie, il professor Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive del San Martino, ha aggiunto che «siamo stati slegati dai vincoli Aifa e Spallanzani, il protocollo Remdesivir è momentaneamente stoppato dall’azienda, ma quanto ripartirà saremo pronti a riprendenderlo. In questo momento ci sono due pazienti in trattamento e altri due approvati che devono iniziarlo».

Bassetti ha confermato anche che l’ospedale San Martino parteciperà alla sperimentazione dell’Avigan, il farmaco che in Giappone è stato utilizzato nel trattamento del coronavirus: «Abbiamo fatto partire un ordine attraverso la nostra farmacia per il farmaco approvato in Giappone anche per terapia da coronavirus - ha detto Bassetti - speriamo di averlo a disposizione, dobbiamo passare tramite fornitori, ma se e quando arriverà stiamo progettando uno studio ad hoc per capire se funziona, quindi anche la Liguria farà la sua parte».

Bassetti ha inoltre fornito un chiarimento sul periodo in cui una persona può di fatto restare positiva al coronavirus, e dunque contagiare altre persone: «La finestra dei 14 giorni non è forse uno spariqacque così certo - ha ammesso l’infettivologo - ci sono persone che possono contagiare per un tempo più lungo, intorno ai 20-21 giorni, tanto è vero che oggi ci stiamo orientando a fare il tampone di controllo per chi va a casa dopo 20-21 giorni dalla fine dei sintomi. Molto dipende però anche dalla carica virale: uno che ha contratto una forma lieve non è sicuramente tanto contagioso quanto un paziente che è stato ricoverato in terapia intensiva».

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