Coronavirus, in azione le prime 5 squadre di assistenza a domicilio: come funziona

I Gsat, gruppi strutturati di assistenza territoriale, sono formati da un medico e da un infermiere che assistono a casa persone con covid, con sintomi sospetti oppure già dimesse ma bisognose di supporto

Entreranno in servizio giovedì sul territorio della Asl 3 - quello che conta il numero più alto di contagi accertati e di persone con sintomi sospetti -  cinque squadre Gsat, i gruppi strutturati di assistenza territoriale formati da medici e infermieri incaricati di visitare a domicilio persone con sintomi da infezione da coronavirus.

Video: «Ecco come funzionano le squadre Gsat»

Le cinque squadre si uniscono al primo nucleo attivo dall’11 marzo, ed entro la prossima settimana raddoppieranno sino a diventare 10. Le squadre sono costituite per dare assistenza ordinaria e gestire a domicilio le persone affette da Covid, dimesse dall’ospedale o con sintomi sospetti, che non necessitano di ricovero ospedaliero. In caso di necessità, dopo la valutazione del medico, potrebbero anche eseguire tamponi a supporto dei Gruppi Tampone dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica Asl3.

Ogni squadra comprende un medico e un infermiere e lavora su due turni, dalle 8 alle 14 e dalle 14 alle 20, operativi 7 giorni su 7. Questa settimana a regime saranno impegnati 34 medici e 34 infermieri che faranno capo alla Direzione Socio Sanitaria di Asl3. 

La base operativa dei Gsat è sui 6 Distretti Sociosanitari Asl3: Recco, Struppa, Via XII Ottobre, Via Canepari, Via Soliman, Via Camozzini: «I Gsat - spiega Lorenzo Sampietro, Direttore Sociosanitario Asl3 - si occuperanno delle problematiche cliniche al domicilio dei pazienti Covid positivi e, in caso di specifica necessità, potranno effettuare anche il tampone. Le squadre sono in rete con il sistema Asl3 e potranno quindi avvalersi di consulenze specialistiche, rimanendo sempre in contatto con il medico curante del paziente. Questo consente di seguire, in questo particolare frangente, la persona in tutte le sue esigenze di salute. Parallelamente alle squadre Gsat saranno operativi anche i Gruppi Tampone dedicati esclusivamente ad effettuare tamponi al domicilio la cui organizzazione è affidata al Dipartimento di Prevenzione Asl3».

Il Dipartimento di Prevenzione Asl3, con base operativa presso il Palazzo della Salute Fiumara, e Direzione Dipartimento di Prevenzione, Via Frugoni, oltre alla gestione dei Gruppi tampone, si occupa anche del Contact Center per recepire tutte le segnalazioni del 112 ed effettuare una presa in carico dedicata e gestisce:

- la sorveglianza attiva telefonica sulle persone in quarantena contatto stretto di Coronavirus; 

- la sorveglianza telefonica dedicata alle persone Covid positive per monitorarne lo stato di salute; 

- il monitoraggio sempre attraverso contatto telefonico sulle persone rientrate dall’estero che sono in quarantena; 

- le indagini epidemiologiche attraverso contatti telefonici con la persona Covid positiva per indagare sui contatti stretti i quali verranno richiamati e messi in quarantena a loro volta. Inoltre un numero telefonico e mail sono dedicati ai medici di medicina generale.

«Oggi le nostre squadre territoriali, che non partivano con le visite a domicilio per alcune criticità legate alla mancata consegna da Roma di dispositivi di protezione,, sono finalmente in campo grazie a tute protettive, donate però da benefattori, e alle mascherine, che Regione si è procurata attivando canali autonomi di rifornimento - ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - Stiamo lavorando per far lavorare al meglio e in sicurezza queste squadre e garantire continuità a questi interventi fondamentali per i tanti che stanno trascorrendo la malattia a casa».

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«Siamo consapevoli che il domicilio richiede una particolare attenzione per dare risposte tempestive e puntuali nei contenuti per evitare che i pazienti si sentano abbandonati - ha aggiunto l’assessore alla Sanità, Sonia Viale - Occorre però ricordare che la sostenibilità del sistema passa attraverso la domiciliarizzazione dei pazienti le cui condizioni non richiedono un ricovero ospedaliero: anche per questo tutti i casi clinicamente da ricoverare trovano in Liguria il posto letto dedicato in ospedale, specie nelle terapie intensive».

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