App Immuni, Viale tuona contro la sperimentazione: «I liguri non saranno cavie»

L'assessore alla Sanità punta il dito contro la scelta del Governo di lanciare l'applicazione per il tracciamento dei contagi nella nostra regione. Toti: «Non anteponiamo interessi e posizioni di partito agli interessi di una comunità»

«I liguri non saranno le cavie di un governo che improvvisa anche sull’app Immuni»: a parlare è l’assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, commentando la decisione di far partire la sperimentazione dell’applicazione per il tracciamento dei contagi da coronavirus in Liguria intorno alla metà di giugno.

Le regioni individuate per la sperimentazione della contestata app (non obbligatoria e priva di geolocalizzazione, decisione presa per rispettare la privacy dopo la bufera di polemiche) sarebbero, oltre alla Liguria, l’Abruzzo e la Puglia. Una decisione che non va giù a Viale, che da Facebook ha chiarito la sua contrarietà all’utilizzo dell’app e alla sperimentazione nella nostra regione.

«Perché non inizia la sperimentazione la regione Lazio che ha come suo Presidente il segretario del Pd? Se poi anche il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini in pratica ha bocciato l’app Immuni presentata ieri dal Governo alle Regioni dicendo che fa fatica a capire cosa è e cosa sarà, ci sarà un motivo - tuona Viale - Il Governo è corso ai ripari tentando di sbolognare il progetto ad alcune Regioni tra cui la Regione Liguria con una sperimentazione che dovrebbe partire il lunedì o martedì quando ancora non ci sono pareri definitivi e con una serie di quesiti non risolti sollevati addirittura dal comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, e senza aver informato i medici di medicina generale che saranno protagonisti e coinvolto gli uffici di prevenzione che dovranno sovrapporre il lavoro dell’app immuni a quello già svolto».

«L’utilità per sconfiggere la pandemia? Tutta da verificare - conclude Viale - tra algoritmi , distanze tra i tracciati, durata dei contatti , uso dei dati personali. I liguri saranno le cavie del Governo PD Cinque Stelle ? No grazie».

Toti: «Non anteponiamo interessi e posizioni di partito agli interessi di una comunità»

Sulla questione è intervenuta anche la Regione, che sembra prendere le distanze dalle dichiarazioni di Viale prendendo tempo e dicendosi «disponibile, ove vi siano le condizioni, ancora tutte da appurare», a partecipare alla sperimentazione.

«Nei fatti, dopo un approfondimento tenutosi ieri in sede di Conferenza delle Regioni, non esaustiva, non è ancora chiaro se vi saranno le condizioni e neppure quando potrà partire tale sperimentazione. Non sono ancora chiari infatti nè i procedimenti, nè gli impegni, ne’ il reale utilizzo della App stessa. Al momento non sono ancora neppure cominciati gli incontri tecnici per verificare la compatibilità di tale idea. Così come, almeno stando a quanto si legge, è ancora in corso un dibattito politico-parlamentare sulla compatibilità del sistema con le leggi sulla privacy vigenti nel nostro paese».

Regione Liguria «è e rimane disponibile ad approfondire tutti i temi di contrasto al Covid con il Governo, ove questi possano risultare utili ai cittadini liguri e al paese. Dopo gli opportuni approfondimenti, le decisioni circa la App immuni verranno quindi prese con leale collaborazione istituzionale nel solo interesse dei cittadini della Liguria. Ogni altra considerazione fa parte del legittimo dibattito politico, ferma restando la possibilità di chiunque, trattandosi di una applicazione volontaria, di non usare questa opportunità, ove essa di concretizzi».

«Ogni altra considerazione fa parte del legittimo dibattito politico - ha detto il presidente della Regione Giovanni Toti - ma prego tutti di non anteporre, ancor prima di approfondire i fatti, gli interessi e le posizioni di partito agli interessi istituzionali di una comunità. Fermo restando la possibilità per tutti, compresi gli esponenti politici, di non scaricare l’applicazione, che, come è naturale in uno Stato di Diritto, resta su base assolutamente volontaria».

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