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Riapertura scuole, Toti contro il governo: «Insensato riaprirle due giorni per poi chiuderle»

Il presidente della Regione chiede «un piano a lungo termine» per la ripresa delle lezioni, soprattutto alla luce delle indiscrezioni su un inasprimento dei parametri per la valutazione del rischio

«Penso che il governo debba dirci che cosa succederà nelle prossime settimane in modo da decidere una linea da tenere»: così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha commentato le indiscrezioni sui provvedimenti che il Governo adotterà dopo il 6 gennaio, un’analisi arrivata a margine dell’incontro, fissato per stabilire, tra le altre cose, la riapertura delle scuole.

La decisione del governo è attesa al termine di un Consiglio dei Ministri convocato alle 21 e che andrà avanti probabilmente per gran parte della notte. Di certo a oggi c’è che dopo il 6 gennaio non arriveranno le aperture e la maggiore libertà auspicate in primis da Toti, ma un nuovo periodo di divieti e limitazioni che dovrebbe proseguire almeno sino al 15 gennaio.

A oggi l’ipotesi più probabile è che il 7 e l’8 gennaio saranno gli unici giorni di zona gialla, seguiti da un fine settimana arancione e, da lunedì 11 gennaio, dal ritorno alle zone “colorate” a seconda del rischio. E la Liguria rischia di finire in zona rossa.  

«Potremmo finire in fascia di massimo rischio se il Governo decidesse di dare una stretta decisa sui parametri di valutazione - ha detto Toti - ma parlando di scuola, credo che sarebbe insensato mandare a scuola i ragazzi giovedì e venerdì per poi richiudere le scuole a partire da lunedì, perché i cambiati parametri del governo inciderebbero sulle valutazioni di rischio della Liguria. Occorre dare alle scuole una prospettiva che sia sufficientemente lunga».

Il nodo da sciogliere riguarda, a oggi, gli studenti delle scuole superiori: il premier Giuseppe Conte aveva annunciato domenica che avrebbero riaperto il 7 gennaio, ma « il ministro Speranza ci ha poi convocato per dire che non sappiamo come apriremo e in che regioni, se saremo rossi o arancioni», ha spiegato Toti, sottolineando che «rispetteremo le decisioni del governo» ma «mi auguro che il governo si prenda la responsabilità altrimenti farò un'ordinanza, come hanno già fatto altri governatori».

Anche il sindaco di Genova, Marco Bucci, è intervenuto sul tema scuole confermando che «il piano trasporti c’è ed è pronto, ma ha poco senso andare a scuola il 7 e l’8 se non si sa cosa succederà l’11».

Toti ha ribadito la richiesta, già avanzata dalla Regione Liguria, di rivedere i  criteri per la valutazione delle zone di rischio,  «altrimenti si rischia di avere delle classificazioni regionali ingiuste e penalizzanti, o addirittura assurde, che puniscono chi fa più tamponi molecolari. Non va valutato solo l’Rt - ha concluso Toti - ma bisogna modificare gli altri parametri, partendo dalla valorizzazione dei tamponi antigienici rapidi».

«Se è indispensabile emettere un’ordinanza lo farò - ha concluso Toti tornando a parlare delle scuole e di un’apertura di soli due giorni - ma mi auguro che non lo sia, e che il Consiglio dei Ministri ci dia risposte già lunedì sera. L’incrocio di variabili sta diventando un calcolo davvero molto complesso. Se arrivassimo nell'incertezza più totale, la prima esigenza sarebbe non aprire le scuole superiori giovedì e venerdì prima di sapere il quadro di sistema».

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