Coronavirus

Bassetti: «42 cittadini liguri hanno ricevuto gli anticorpi monoclonali»

Il più giovane è stato un ragazzo di 30 anni, il più anziano un signore di 86 anni. I dati sono stati forniti dal direttore della Clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino

Venerdì sera, durante il consueto punto stampa sull'andamento dell'emergenza da coronavirus in Liguria, è intervenuto anche Matteo Bassetti, direttore della Clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino, che ha parlato di anticorpi monoclonali e dei farmaci che si sono dimostrati inefficaci nella cura del covid.

«È stata una settimana un pochino più impegnativa - ha spiegato Bassetti -, ma comunque alla Clinica di Malattie Infettive chiudiamo con alcuni posti liberi. In questa terza ondata i posti letto hanno girato più rapidamente rispetto alle ondate precedenti: abbiamo una degenza media dei pazienti che è quasi il 50% più bassa di quella che avevamo durante la seconda e la prima ondata. Questo aiuta molto, poiché avendo una degenza media più breve, ci sono posti letto disponibili per altre persone. Anche noi abbiamo avuto un alleggerimento importante della mortalità, che già era ridotta nella seconda ondata».

«A oggi - prosegue Bassetti - abbiamo, a Genova, 27 persone trattate con gli anticorpi monoclonali; sono 15 le persone trattate da parte della Asl1. Quindi abbiamo 42 cittadini liguri che hanno ricevuto gli anticorpi monoclonali. Il più giovane è stato un ragazzo di 30 anni, il più anziano un signore di 86 anni. Questa è un’opportunità importante, che mi auguro venga colta dagli Medici di Medicina Generale, con cui è in essere una collaborazione che dura, nella provincia di Genova, ormai da parecchi mesi. Ricordo che gli anticorpi monoclonali sono farmaci disponibili per tutti, sono gratuiti, e vengono offerti a tutti i cittadini purché rientrino nei criteri di inclusione (avere più di 65 anni o una seconda comorbidità, oppure avere altre comorbidità come l’obesità, la cardiopatia o malattie respiratorie)».

«L'ultimo punto - conclude l'infettivilogo del San Martino - è quello relativo alle cure, in particolare all’appropriatezza dell’uso dei farmaci: mi risulta vi siano dei protocolli non autorizzati e non condivisi, in cui si continuano ad utilizzare farmaci che hanno dimostrato di non funzionare. L’idrossiclorochina non funziona nel trattamento del covid, è contro l’evidenza scientifica, così come anche l’utilizzo del cortisone troppo precocemente. Lancio dunque un appello ad utilizzare il cortisone dopo almeno 7 giorni dall’esordio dei sintomi o comunque quando ci sia una grave desaturazione».

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