Le pubbliche assistenze liguri: «Continueremo a sanificare i nostri mezzi anche se la Regione non erogherà più il rimborso»

«Questa missione non è mai stata abbandonata e non potrà mai esserlo, a maggior ragione nel corso di un’emergenza sanitaria globale senza precedenti. Ciò, prescindendo da considerazioni di ordine economico, che pure richiedono alle organizzazioni di volontariato uno sforzo immane»

Da lunedì 18 maggio in Liguria niente più servizio specifico delle ambulanze dedicate al coronavirus, decisione assunta dal dipartimento 118 di Alisa. E a prescindere dalla presenza di specifiche ambulanze dedicate in via prioritaria al servizio Covid-19, le pubbliche assistenze Anpas e Cipas e i comitati della Croce Rossa della Liguria specificano in una nota stampa che «continueranno ad utilizzare, per il soccorso e il trasporto di pazienti Covid-19 (positivi o sospetti) ambulanze idoneamente allestite con isolamento del vano sanitario dal vano guida, i cui equipaggi, debitamente formati, indosseranno la dotazione di DPI  “rinforzata” già prevista ed eseguiranno ciascun intervento secondo i protocolli operativi del Servizio 118 Liguria Soccorso».

Dopo ciascun intervento, ogni ambulanza continuerà ad essere sottoposta a procedure di sanificazione profonda, con attrezzature e prodotti certificati, sia presso gli ospedali che presso le sedi operative di ciascuna pubblica assistenza Anpas e Cipas e di ogni Comitato Cri «come peraltro è sempre accaduto e sempre accade, anche in situazioni di normale operatività».

«Pur consapevoli della decisione dell’Amministrazione Regionale di non erogare più la quota di rimborso specifico per “ambulanze Covid-19” (pari a 95,00/giorno per ciascuna sede attiva con mezzi dedicati)» le Pubbliche Assistenze Anpas e Cipas e i Comitati CRI della Liguria dichiarano che continueranno a sostenere «anche senza certezza di ulteriori contribuzioni pubbliche, ogni spesa necessaria ad assicurare gli elevati standard di servizio mantenuti sino ad oggi, nell’interesse dei pazienti assistiti e della loro salute».

«Non esporremmo mai coscientemente i nostri pazienti e i nostri operatori a rischi per noi inaccettabili - dichiara Risso, presidente Anpas - Non importa se i rimborsi ad oggi ricevuti non coprono i costi sostenuti, né importa se i dpi ed i presidi consegnati dal Sistema Sanitario Regionale non coprono il fabbisogno: continueremo ad acquistarli e ad utilizzarli secondo quanto previsto dai protocolli».

Per quanto riguarda la determina adottata dall’Asl5 Spezzino invece, questa riguarda un solo operatore commerciale privato, legato all’Azienda Sanitaria da un contratto di appalto, che eroga servizi di trasporto ordinario in ambulanza.

«Senza entrare nel merito del provvedimento, la determina in questione evidenzia chiaramente i costi di reperimento sul mercato privato dei servizi necessari per la gestione di una emergenza epidemica come quella che stiamo vivendo» dicono le pubbliche assistenze liguri.

«Il soccorso agli ammalati e la tutela della salute - continua Risso - rappresentano la missione volontaria e l’assoluta priorità delle Pubbliche Assistenze Anpas e Cipas e della Croce Rossa Italiana, oggi come ieri. Questa missione non è mai stata abbandonata e non potrà mai esserlo, a maggior ragione nel corso di un’emergenza sanitaria globale senza precedenti. Ciò, prescindendo del tutto da considerazioni di ordine economico, che pure richiedono alle Organizzazioni di Volontariato uno sforzo immane, sostenuto dalla generosità e dall’affetto della popolazione».

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Sulla polemica interviene l'assessore alla Sanità di Regione Liguria Sonia Viale: «Nell’ambito del Dipartimento interaziendale regionale dell’Emergenza-urgenza, i responsabili dei Servizi 118 vista l’oggettiva diminuzione degli interventi di soccorso per pazienti con patologia infettiva e la notevole esperienza acquisita dai soccorritori nella loro gestione, hanno concordato che tutte le ambulanze potranno trasportare pazienti covid in totale sicurezza, non più esclusivamente le 31 ambulanze precedentemente indicate. Inoltre, la stessa tariffa riconosciuta per i trasporti urgenti verrà estesa ai trasporti non urgenti Covid. Ricordo inoltre che l’indagine sierologica sarà estesa a tutto il personale delle pubbliche assistenze coinvolto nei soccorsi che sarà equiparato al personale sanitario». Il commissario di Alisa Walter Locatelli prosegue: «Progressivamente la distinzione tra ambulanze ‘Covid dedicate’ e ‘no Covid’ non ci sarà più. Il sistema Emergenza-urgenza ha saputo riorganizzarsi per far fronte alla pandemia da nuovo coronavirus; oggi la pressione si è allentata e anche la disponibilità di DPI, critica nella prima fase dell’emergenza, ci ha permesso di dotare progressivamente tutte le ambulanze di dispositivi e personale formato per il trasporto Covid».

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