Allarme Cna Genova su covid-19: «Tempistiche di erogazione dei sostegni non adatte all'urgenza delle aziende»

Il presidente Noli: "Troppe criticità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Il Decreto Liquidità (D.L. 8 aprile 2020, n. 23) all’art.13 lettera m) ha previsto una nuova modalità operativa per il Fondo Centrale di Garanzia PMI. Sono ammessi alla garanzia del Fondo nuovi finanziamenti fino a 25.000 euro (che rappresentino non più del 25% dei ricavi del soggetto richiedente) con copertura al 100% a favore di piccole medie imprese e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, la cui attività è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19.

“Pur accogliendo positivamente qualsiasi misura di sostegno alla liquidità delle imprese in questo difficilissimo momento – commenta Paola Noli, presidente CNA Genova -, non possiamo che rilevare le criticità riscontrate nel ricorrere a questa formula da parte delle imprese”. “Le tempistiche di erogazione non sono adatte all’urgenza che le aziende riportano e – aggiunge Barbara Banchero segretario di CNA Genova - ogni singola banca richiede della documentazione aggiuntiva che complica e allunga la richiesta delle PMI. La discrezionalità delle singole banche rispetto all’automatismo previsto dal Decreto governativo andrebbe verificata attentamente così come dovrebbe essere controllato che la liquidità aggiuntiva vada effettivamente all’impresa e non venga poi usata dalla banca per la copertura di operazioni già in essere. Le banche, anche per importi inferiori ai 25 mila euro procedono alla valutazione del merito creditizio e valutano le condizioni e la durata dell’operazione. Entro i 25 mila è, dunque, automatica solo la garanzia pubblica. In relazione al tasso d’interesse, nella normativa non è chiaro se si tratti di un fisso o variabile ed in sei anni la questione potrebbe non risultare indifferente”.

“Per tutti gli strumenti previsti dal Decreto – conclude Paola Noli - le risorse complessive di 1,7 miliardi sono attualmente insufficienti e auspichiamo che il previsto nuovo Decreto di fine aprile preveda un deciso incremento delle risorse a disposizione per le imprese e che le banche snelliscano le proprie verifiche istruttorie ai soli aspetti formali previsti dalla norma”.

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