Coronavirus: in Liguria 3.772 positivi e 595 morti. Scendono i ricoveri in terapia intensiva

I casi di coronavirus in Liguria salgono a 3.772, con un aumento di 41 persone rispetto a domenica, uno dei dati più bassi dall'inizio dell'emergenza. Continuano a salire anche i deceduti

Crescono ancora i casi di coronavirus in Liguria, ma dopo giorni il numero di positivi in più si ferma sotto le 50 unità: rispetto a domenica il numero dei positivi totali al covid-19 è di 3.772, ovvero 41 in più diagnosticati nelle ultime 24 ore.

Tornano, purtroppo, a salire i deceduti, che con un aumento di 39 persone nelle ultime 24 ore da inizio emergenza diventano 595. I tamponi processati tra domenica e lunedì sono stati 486, per un totale di 15.533 dall'inizio dell'emergenza, e le persone ricoverate in ospedale sono 1.303, una dozzina in più rispetto a domenica.

Le persone che si stanno curando a domicilio sono 1.812 persone (12 più di domenica), quelle guarite, ormai senza sintomi, che restano però positive e dunque in isolamento sono 657. Aumentano i guariti "totali", con due test consecutivi negativi, che diventano 180.

​«I dati confermano che stiamo scendendo sulla curva - ha detto il governatore ligure Giovanni Toti - Gli ospedalizzati tornano a crescere, ma nel novero delle unità, e le curve dello stress del sistema di terapia intensiva e di media intensità di cura stanno rispettando la parabola che ci aspettavamo. I posti letto negli ospedali ci sono, così come le terapie intensive»

I numeri degli ospedali

Delle 1.303 persone ricoverate negli ospedali liguri, 162 sono in terapia intensiva, 3 in meno rispetto a domenica, e sono così suddivisi:

• Asl 1 – 215 (di cui 24 in terapia intensiva)

• Asl 2 – 170 (di cui 29 in terapia intensiva)

• San Martino– 320 (di cui 41 in terapia intensiva)

• Evangelico – 61 (di cui 6 in terapia intensiva)

• Ospedale Galliera – 144 (di cui 13 in terapia intensiva)

• Gaslini – 3

• Asl 3 Villa Scassi – 192 (di cui 23 in terapia intensiva)

• Asl 3 Gallino Pontedecimo – 6

• Asl 3 Micone - 3

• Asl 4 – 70 (di cui 9 in terapia intensiva)

• Asl 5 – 119 (di cui 17 in terapia intensiva)

Al San Martino, hub regionale per la gestione dei pazienti covid-19 positivi, le rianimazioni del Monoblocco hanno gestito dall'inizio dell'emergenza 90 pazienti intubati. Di questi, 22 sono stati dimessi, 40 sono ancora i ricoverati, 8 sono pronti per la dimissione. Venti, invece, quelli deceduti.

Le persone in sorveglianza attiva sono 3147, così suddivise:

• Asl 1 – 794

• Asl 2 – 628

• Asl 3 – 900

• Asl 4 – 405

• Asl 5 – 420

Pasqua e Pasquetta, Toti avvisa: «Muoversi dal proprio domicilio è illegale, niente pranzi o cene di famiglia e seconde case chiuse»

«Si apre una settimana complessa per il territorio ligure - ha detto Toti - la gente deve sapere che restano in vigore per tutta questa e per parte della prossima le normative vigenti circa gli spostamenti. Quindi è fatto assoluto divieto di abbandonare la propria residenza per andare in seconde case: ogni tentativo in tal senso, se fosse venuto in mente a qualche sconsiderato, è totalmente illegale, non ci si può muovere dal proprio domicilio sia per venire in Liguria sia per spostarsi nei confini della regione. Le seconde case devono rimanere chiuse, no a pranzi o cene di famiglia o picnic, ogni nucleo familiare deve stare al proprio domicilio, e ancora più a Pasqua e Pasquetta non ci sarà necessità di spostarsi, visto che non ci sono motivazioni di uscire a fare spese e acquisti»

Mascherine, allo studio le modalità di distribuzione

A oggi ancora non sono state stabilite le modalità di distribuzione dei 2 milioni di mascherine che la Regione è pronta a consegnare ai cittadini.

«Nessuno sa come verrano distribuite le mascherine a parte il gruppo di lavoro che deve decidere come farlo - ha detto il governatore ligure Giovanni Toti - un’ipotesi è la distribuzione a casa di tutti, ma per le forze in campo necessarie e la tutela delle persone necessiterebbe di un periodo lungo, superiore ai 10 giorni. La seconda è di distribuirle attraverso numerosi punti, che siano edicole, tabacchi o farmacie, ma occorre ovviamente responsabilità da parte di tutti. Su quantità e modalità di distribuzione ancora nulla è stato deciso, anche perché si tratta di una distribuzione a lungo termine, e non una tantum».

Anche il governatore ligure, Giacomo Giampedrone, ha confermato che da venerdì dovrebbe partire la distribuzione delle mascherine, confezioni da due mascherine marchiate protezione civile: «Abbiamo bisogno di qualche giorno, la distribuzione inizierà venerdì e proseguirà sabato e la settimana dopo - ha detto Giampedrone - Immetteremo sul territorio le mascherine in due fasi, 500mila entro Pasqua, altri 500mila post Pasquetta in modo da distribuirle capillarmente ed evitare assembramenti. Avere una mascherina oggi non vuol dire fare quello che si vuole, ed è molto importante dirlo: chi usa la mascherina non può pensare di essere coperto, nel rispetto delle regole in vigore sino al 13 a mezzanotte».

«Stiamo iniziando a ragionare su norme di profilassi per la fase 2, quando un pezzo di Liguria tornerà al lavoro, ma non ragioneremo sull’ipotesi di obbligare all’uso di mascherine sinché non avremo terminato la distribuzione in maniera capillare. Prima ragione per cui stiamo aspettando a prendere provvedimenti in questo senso, come accaduto in Lombardia. Inoltre alcune prassi rispetto all’uso delle mascherine sono già ampiamente codificate da ordinanze di sanità»

Alla Fiera i primi tamponi in auto

Sono intanto partiti oggi anche in Liguria i cosiddetti “tamponi drive-through”, tamponi che vengono effettuati direttamente in auto, un servizio svolto da Asl 3.

Già sperimentati in regioni come il Lazio e il Veneto, sono sfruttati per ottimizzare le risorse sanitarie e consentire al sistema sanitario di sottoporre al test del tampone (l’unico, al momento, in grado di ufficializzare la diagnosi di coronavirus) persone che attualmente si trovano in sorveglianza attiva, in attesa di diagnosi, o persone che sono state accertate come positive ma sono ormai senza sintomi. Il tutto senza effettuare visite a domicilio

Toti: «Non sfidiamo le persone in divisa»

«Quella che si apre è una settimana molto delicata - ha commentato il presidente della Regione Toti: dal comportamento di tutti noi dipendono quei piccoli risultati positivi che vi abbiamo dato stasera e soprattutto dipende la possibilità per il nostro personale sanitario che sta combattendo in prima linea di continuare a curare con efficacia le persone che ne hanno bisogno. Non si deve giocare a guardie e ladri: sfidare la polizia municipale e tutte le persone in divisa che si stanno facendo in quattro per tenere le nostre città al sicuro è inaccettabile. Serve il massimo rigore: chi pensa di essere furbo a sfidare le regole in realtà è uno sciocco, che mette a rischio se stesso e tutti noi».

Ospedali, altre 134 assunzioni 

Aumentano intanto le assunzioni destinate a potenziare la risposta del sistema sanitario ligure. La scorsa settimana sono stati infatti assunti altri 134 professionisti, per un totale di 381 unità, di cui 130 medici e 129 infermieri oltre a oss, tecnici di laboratorio e altre figure indispensabili per coprire il crescente fabbisogno. 

Calano i pazienti in terapia intensiva

«I dati di oggi - ha aggiunto il presidente Toti - confermano una minore pressione su tutti i nostri ospedali: è una buona notizia che dipende dalla capacità di tutti noi di rispettare le regole di distanza sociale. Calano soprattutto i pazienti in terapia intensiva, quattro in meno di ieri: da questo dipende la capacità di risposta appropriata ai casi più gravi e quindi possiamo continuare con orgoglio a dire che nessuno in Liguria è rimasto senza la terapia intensiva nel caso in cui ne avesse bisogno». Per quanto riguarda le vittime, «il bilancio è pesante, ma un po’ meno rispetto ai giorni scorsi, anche se rimane insopportabile dal punto di vista umano»., afferma Toti.

Al via i tamponi "drive through"

Lunedì 6 aprile 2020 iniziano, a partire dalla Asl 3 e poi anche in tutte le altre i test "drive through". «Sono rivolti - ha spiegato ancora Toti - a pazienti che hanno avuto il coronavirus ma oggi sono guariti, asintomatici e che aspettano doppio tampone negativo per concludere la fase di isolamento obbligatorio e tornare alla loro vita normale. Questi cittadini verranno convocati in determinati luoghi che raggiungeranno in auto per essere tamponati rimanendo seduti nella vettura per poi tornare immediatamente al domicilio, dove rimarranno in isolamento fino all’esito dell’esame. Saranno le Asl a convocare questi pazienti: non ci si può auto presentare né si può effettuare questo test a richiesta del singolo cittadino».

I test sul personale sanitario

«Proseguono i test sierologici sul personale sanitario: a oggi - ha spiegato il presidente Toti - ne sono stati effettuati 3mila e continueranno la prossima settimana in modo da sottoporre a questo esame tutto il campione che abbiamo individuato. La percentuale di contagio riscontrato è ad ora inferiore al 5% e quindi nei nostri ospedali e aziende sanitarie l’attenzione e la profilassi è molto elevata. Proseguono anche i test a tappeto nelle Residenze sanitarie assistenziali: ne abbiamo effettuato 4mila e entro i dieci giorni che ci siamo prefissi saranno esaminati tutti i 12mila ospiti e 8mila circa dipendenti di queste strutture».

Mascherine e dispositivi di protezione individuale

«Venerdì sera - ha ricordato Toti - abbiamo distribuito 800mila mascherine chirurgiche alle associazioni di categoria del mondo del lavoro e produttivo: se ognuno ha fatto la propria parte, domani mattina chi andrà al lavoro potrà avere la sua mascherina dal proprio datore di lavoro. Inoltre stiamo organizzando la distribuzione di 2 milioni di mascherine ai cittadini: i dettagli della distribuzione li comunicheremo entro pochi giorni in modo da poter consegnare gratuitamente la prima tranche prima di Pasqua».

L'assessore alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone ha aggiunto: «Questa settimana sono arrivate in Liguria 3 milioni di mascherine chirurgiche e 150mila ffp2 che Regione ha acquistato all’estero. Stiamo organizzando la distribuzione di circa 2 milioni di pezzi che entro la prossima settimana inizieremo a distribuire a tutti i cittadini.  Intanto arriveranno nei prossimi giorni altri 3 milioni di chirurgiche per complessivi 5 milioni di pezzi acquistati da Regione Liguria. Attendiamo anche un ulteriore milione di mascherine ffp2 per chi lavora a stretto contatto con i pazienti covid. Questo dovrebbe mantenere a galla il nostro sistema sanitario, consentendoci anche di dotare i Comuni e i servizi essenziali delle mascherine di cui hanno bisogno».

Obbligatorietà mascherine

«Credo che l’uso delle mascherine possa essere reso obbligatorio in alcune situazioni specifiche - ha aggiunto il governatore - in particolare in ambienti che impediscono di poter mantenere le corrette distanze di sicurezza. Quando tutti i liguri ne avranno la disponibilità, allora ragioneremo se e dove procedere in questa direzione, secondo indicazioni scientifiche e non secondo un impulso emotivo. L’importante è che la mascherina non diventi uno strumento assolutorio per cui le persone che la indossano si comportano in modo sbagliato. Dobbiamo seguire la scienza».

Medici e infermieri

L'assessore alla Sanità Sonia Viale ha invece parlato dei nuovi rinforzi arrivati: «Oggi abbiamo accolto i 10 infermieri, tutti volontari, che, in accordo con la Protezione civile nazionale, sono stati destinati alla Liguria e lavoreranno nelle nostre strutture pubbliche. Li ringraziamo per la loro generosità. Attraverso la Protezione civile abbiamo richiesto rinforzi anche per le Rsa, che sono di natura privata: dalla nostra ricognizione è emerso che avremmo bisogno di 30 medici, 100 infermieri e 120 operatori socio sanitari. Sono già in atto in queste strutture i test sierologici a tappeto che concluderemo nei tempi che ci siamo prefissi e sono stati adottati i protocolli diffusi da Alisa alle direzioni sanitarie delle strutture, recependo le indicazioni date a livello nazionale il 3 aprile scorso, non innovative rispetto al sistema che era già vigente in Liguria. In merito a chi sottoporre al tampone o al test sierologico o alla necessità di isolare chi manifesti sintomi riconducibili al covid, la Liguria aveva già adottato, prima della circolare ministeriale, una linea di azione precisa, nell’ottica della massima prudenza e tutela possibile di ospiti e lavoratori».

L’assessore alla protezione civile Giacomo Giampedrone ha poi spiegato che «i dieci infermieri arrivati oggi, tutti volontari, sono già stati accompagnati sui territori dove presteranno il loro servizio. Da questa sera saranno alloggiati nelle strutture individuate e messe a disposizione del personale sanitario che ne ha fatto richiesta».

«Lunedì, come previsto dal protocollo nazionale siglato dal governo - ha concluso la vicepresidente Viale - attiveremo il tavolo regionale con il comparto sanitario per tracciare il percorso che porterà ad un riconoscimento economico da attribuire a chi effettivamente ha prestato con abnegazione il proprio servizio nelle nostre strutture durante questa emergenza, sulla base di criteri precisi, trasparenti e giusti».

La situazione sulle navi da crociera

«Non abbiamo registrato aggravamenti di situazioni né sulla Msc Opera né sulla Msc Spendida, entrambe in porto a Genova - ha detto Giampedrone - . Per quanto riguarda la Spendida, proseguono gli sbarchi protetti che non si sono mai interrotti: domenica sono partiti cittadini sia comunitari che extracomunitari, di cui nei frattempo si è avuto l’esito dei tamponi effettuati dalla sanità marittima. Ad ora ci sono 500 membri dell’equipaggio a bordo: eravamo partiti da 1170 persone. Siamo in attesa, con l’aiuto della Farnesina, di avere il via libera dall’India per far partire altri 220 marittimi. A bordo ci sono alcuni casi positivi, tutti in isolamento: sono asintomatici o comunque con una sintomatologia lieve che non desta preoccupazione. Sulla Opera sono a bordo 150 marittimi, con casi positivi di covid, anche loro in isolamento. L’obiettivo è arrivare allo svuotamento quasi totale della Spendida e a gestire l’isolamento dei marittimi positivi al coronavirus che rimarranno a bordo delle due navi».

L'Iniziativa per la domenica di Pasqua nella Cattedrale San Lorenzo

Ilaria Cavo, assessore alla cultura, ha invece presentato un'iniziativa nella domenica di Pasqua: «Abbiamo pensato a un evento per trascorrere insieme, seppur distanti, questa Pasqua e per questo abbiamo chiesto al nostro tenore ligure Francesco Meli di sviluppare l’idea dell’amministrazione regionale ligure. Meli ha generosamente voluto coinvolgere i suoi colleghi cantanti Elena Belfiore, Matteo Lippi, Iván Ayón Rivas e Serena Gamberoni, che saranno accompagnati dalla pianista Maria Letizia Poltini. L’iniziativa si svolerà nella domenica di Pasqua, alle 12.30, dopo la Santa Messa e la benedizione del Pontefice. Sarà un’ora di musica sacra, intervallata da alcuni brani del Vangelo e con le considerazioni finali affidate al nostro Cardinale Bagnasco, che ringraziamo per la disponibilità e sensibilità dimostrate anche in questa occasione. Tutti i cittadini potranno seguire da casa l’iniziativa che sarà trasmessa in televisione grazie alla Diocesi, oltre che attraverso i canali social di Regione e lo streaming del Teatro Carlo Felice».

«Quando l’assessore Cavo mi ha chiamato per ideare questo incontro - ha aggiunto Melis - ho accettato con gioia. Ho ritenuto fosse più bello coinvolgere anche altri artisti genovesi e liguri che hanno abbracciato l’idea con entusiasmo. Grazie alla Curia per averci messo a disposizione la Cattedrale, le strutture e l’attrezzatura. Sarà l’occasione per un grande abbraccio virtuale, un momento culturale di riflessione e raccoglimento virtuale nella domenica di Pasqua, in un momento così particolare e doloroso come quello che stiamo attraversando».

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