Coronavirus e distribuzione dei fondi europei, raggiunto l'accordo

Quattro milioni per il patto del turismo, 1,8 per mense e pulizie scolastiche e 6 per le aree di crisi non complessa

Il parlamento europeo

Chiuso l'accordo con le segreterie regionali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil per la riprogrammazione dei fondi europei per far fronte all'emergenza covid per quanto riguarda il confronto avviato sulle tematiche di interesse delle parti sindacali. Il confronto avviato sulla riprogrammazione dei fondi strutturali Fesr e Fse si è concentrato nello specifico sull'attivazione delle seguenti risorse:

per quanto riguarda l’FSE, Fondo sociale europeo:

  • 4 milioni di euro per il rifinanziamento del patto per il turismo;
  • 1,8 milioni per la misura di formazione e indennità di partecipazione destinate ai lavoratori delle mense e delle pulizie scolastiche;

per quanto riguarda il FESR, Fondo europeo di sviluppo regionale:

  • 6 milioni di euro per le aree di crisi non complessa della Liguria (che si aggiungono ai 12,5 già programmati e ai 5 delle economie del decreto Genova, questi ultimi destinati in particolare alla Valpolcevera).

«Esprimiamo soddisfazione per il lavoro fatto sulla riprogrammazione dei Fondi Europei - dichiarano Federico Vesigna Luca Maestripieri e Mario Ghini Segretari Generali di Cgil Cisl Uil Liguria -. Avevamo chiesto alla Regione di cogliere questa opportunità per investire nell’emergenza covid, individuando 2 ordini di priorità: sostenere le politiche di sviluppo per tornare a crescere e creare posti di lavoro e aiutare chi è rimasto indietro e ha più sofferto gli effetti del lockdown. I 23,5 milioni di euro per investimenti nelle aree di crisi non complessa delle provincie di Imperia, La Spezia e Genova devono rappresentare l’occasione per rilanciare l’economia della regione scommettendo su innovazione ambiente e occupazione di qualità - e concludono - Le misure per gli stagionali del turismo e l’accordo fatto per i lavoratori della ristorazione scolastica rappresentano un primo importante segnale di attenzione verso chi è in grande difficoltà, nella speranza che si possa tornare al più presto alla normalità. I Fondi europei sono una potente leva di sviluppo, ma per essere utilizzati in modo efficace bisogna evitare le logiche clientelari della distribuzione a pioggia e individuare le priorità di intervento».

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