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Coronavirus, anche a Genova l'iniziativa solidale: mascherine cucite a mano gratis per l'emergenza

Alcune sartorie si sono rese disponibili a confezionare gratuitamente mascherine con i ritagli di stoffa

Le mascherine sono molto difficili da trovare: lo sono sempre state fin dall'inizio dell'emergenza coronavirus (anche sul web), e lo sono a maggior ragione ora, con l'ordinanza di Regione Liguria che impone alle farmacie di dirottare agli ospedali quelle delle scorte.

E proprio in questo momento scatta la solidarietà di alcune sartorie genovesi che si mettono a disposizione per creare mascherine fai-da-te con i ritagli di stoffa, da distribuire gratuitamente a chi ne ha bisogno. 

Certo, non un rimedio "a prova di virus", ma d'altro canto nemmeno le semplici mascherine chirurgiche sono efficaci come i respiratori con i filtri e servono a non infettare il prossimo, ma non a proteggersi. E d'altronde anche il governatore della Liguria Giovanni toti ha ribadito che Rispetto all’utilizzo di queste ultime da parte dei cittadini, il presidente Toti ha evidenziato che «queste mascherine non devono essere coperte di Linus. L’unico modo efficace per proteggersi è rispettare le regole». Anche se, come dicono coloro che si danno al fai-da-te, meglio che niente (mettendo però al primo posto le norme ufficiali anti-contagio). E allora nascono mascherine colorate, con doppia tasca per poter inserire carta da forno, e quant'altro: un messaggio di speranza che nasce dalla generosità e dall'ingegno.

È il caso del laboratorio artigiano "L'altrodesign": «Vista la penuria protettiva che c'è, e che in alcuni ospedali le stanno confezionando con vecchie federe e lenzuola e che noi di stoffa ne abbiamo molta - scrivono i titolari su Facebook - abbiamo deciso di cucirne un po' anche noi e di metterle a disposizione di chi non è riuscito a trovare nulla per proteggersi. Come ben potete immaginare non sono dispositivi medici e non hanno alcun tipo di certificazione. È un po' come avere un fazzoletto sul viso, ma abbiamo pensato che potevano essere sempre megliodi niente». Le mascherine fino ad ora confezionate - con tanto di hashtag #andratuttobene, #sempremegliodiniente e #iorestoacasa sulle confezion -  si possono trovare appese alle vetrine del chiosco "I fiori di Simonetta", all'incrocio tra via Sturla, via Lagustena e via Puggia.

Anche Laura Di Chiara, che gestisce un negozio di cucito a Cornigliano, affida il suo messaggio ai social: «Stiamo cucendo mascherine da donare a chi ne avesse bisogno. Sappiamo benissimo che non sono quelle FFP2 o FFP3, ma meglio di niente. Sono doppie con una tasca interna volendo per inserire un pezzetto di carta da forno tra i due strati. Il pezzetto di carta da forno si cambia e le mascherine si possono lavare. Vediamo ancora tanti senza mascherina, anche anziani che vanno a fare la spesa senza e tanti non le trovano nemmeno nelle farmacie. Chi ne avesse bisogno mi scriva, il negozio è situato al primo piano di un palazzo e le passeremo dalla finestra».

Anche il vicepresidente di Regione Liguria, Sonia Viale, segnala un'iniziativa di solidarietà: si tratta di una storica veleria di Sanremo che con il tessuto delle vele per le barche ha confezionato mascherine chirurgiche.

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