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Il gruppo 'No alle piste ciclabili a Genova' a Bucci: «Porre fine all'attuale situazione di corso Italia»

«Chi amministra e governa le città dovrebbe farlo nel nome di tutti i cittadini (la maggioranza dei quali sono automobilisti e motociclisti)». Così Giacomo Puppo, l’amministratore ed ideatore del gruppo Facebook 'No alle piste ciclabili d'intralcio alla viabilità ordinaria'

I due gruppi Facebook sono nati a poco più di un mese di distanza e uno ha 9.156 membri e l'altro 5.189. Stiamo parlando di #genovaciclabile, creato il 23 aprile 2020, quello più numeroso, e 'No alle piste ciclabili a Genova d'intralcio alla viabilità ordinaria' (in realtà scritto tutto maiuscolo...), creato l'11 giugno 2020.

Siamo partiti dai numeri per dare una dimensione del seguito dei due gruppi. Oggi in redazione è arrivata una comunicazione da parte dei contrari alle ciclabili, in cui si parla del tragitto più contestato, ovvero quello di corso Italia, dove, secondo il progetto del Comune, verrà creata una pista ciclabile in sede propria, ovvero suddivisa dal traffico veicolare.

«Accogliamo con favore quello che dovrebbe essere il progetto definitivo di corso Italia - si legge -, che riporterebbe la corsia a monte totalmente alla normalità, salvando quella a mare fino a via Piave (pur mantenendo qualche perplessità per gli effetti sulla viabilità e nelle ore serali di punta); chiediamo al sindaco Bucci nuovamente e con urgenza di porre fine all'attuale pista provvisoria, per eliminare i fortissimi ed evidenti disagi creati». Lo afferma Giacomo Puppo, l’amministratore ed ideatore del gruppo Facebook 'No alle piste ciclabili d'intralcio alla viabilità ordinaria' arrivato nel frattempo a oltre 5mila iscritti, alla luce di quanto emerso dal Consiglio del Municipio Medio-Levante di mercoledì scorso in cui sono intervenuti il sindaco Marco Bucci e l'assessore alla viabilità Matteo Campora.

«Abbiamo apprezzato il concetto espresso dal sindaco - prosegue Puppo -, che ha intenzione di cambiare le cose 'in funzione del parere di tutti' contemplando la possibilità di poter ancora modificare l'ultimo progetto. A tale scopo chiediamo al sindaco di dimostrarlo, di ascoltare le nostre esigenze, valutare le nostre proposte considerando finalmente i principali utilizzatori e contribuenti delle strade e della viabilità. È indubbio che fino ad oggi sia stata messa in piedi solo una frettolosa e prematura rivoluzione copernicana, che secondo i dati forniti in Consiglio municipale, sta favorendo soltanto una media di 57 biciclette al giorno a scapito di migliaia di utenti tradizionali».

«Fino ad oggi abbiamo assistito ad una vera e propria demonizzazione (percepita anche durante il consiglio municipale) nei confronti di chi usa i mezzi privati - aggiunge Puppo -: chi amministra e governa le città dovrebbe farlo nel nome di tutti i cittadini (la maggioranza dei quali sono automobilisti e motociclisti) e affermare che gli utenti privati dovrebbero pagare come nelle altre città per circolare è un insulto a chi già versa nelle casse dello Stato migliaia di euro in bollo, assicurazione, parcheggi, accise sul carburante e revisioni. Inoltre mi domando per quale motivo sia stata abbandonata la promessa, fatta in campagna elettorale dal Sindaco, di consentire l’uso delle corsie degli autobus alle moto: ricordo che Genova è in percentuale la città italiana col più alto numero di moto e scooter, mezzi efficientissimi, poco inquinanti che la stragrande maggioranza dei genovesi preferiscono alle auto. Perchè allora, prima di lanciarsi su un progetto incerto di viabilità "dolce" non si è cercato di favorire le due ruote già presenti generando probabili benefici?».

«Infine, oltre ad essere stupiti dell'affermazione del sindaco secondo il quale corso Italia 'non sarebbe una via di transito' (è invece un'arteria fondamentale per collegare levante e ponente tramite sopraelevata) pregherei lo stesso sindaco Bucci di evitare di accostare Genova alle città della California mettendosi alla stregua dei seguaci della ciclabile che l'hanno paragonata a Parigi: Genova ha una conformazione unica e complicata. Bisogna migliorare la viabilità partendo da quella già esistente: noi ci offriamo come responsabili interlocutori, propositivi ed aperti alla ricerca della soluzione migliore», conclude Puppo.

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