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Commenda, in coda dalle 3 di notte per il test covid. I residenti: «Ripensate la sede»

Aumentano le persone che arrivano a Prè per sottoporsi al tampone antigenico. E se la risposta all’iniziativa è importantissima, per chi abita e lavora in zona sarebbe opportuno cercare nuovi locali

Aumentano le persone che arrivano a Prè per sottoporsi al tampone antigenico. E se la risposta all’iniziativa è importantissima, fondamentale per tracciare il virus e tenere sotto controllo il cluster della città vecchia, per chi abita e lavora in zona sarebbe opportuno ripensare gli spazi in cui è stato allestito l’ambulatorio, anche alla luce delle lunghissime code che da giorni ormai si formano in zona Pré.

«Il lavoro della Asl 3 è fondamentale e il personale sta lavorando benissimo - spiega Marzia, residente in via Pré e titolare di una struttura ricettiva di via Gramsci - Ma noi residenti di una zona già critica dobbiamo fare i conti ogni giorno e ormai ogni notte con persone potenzialmente positive che si mettono in coda arrivando sino in via Prè, strada stretta e a rischio vista anche l’ordinanza. Anche gli ospiti che arrivano nella mia struttura ricettiva si fanno domande, mi chiedono se è sicuro».

La questione è nota anche alla Asl: la risposta all’iniziativa di screening è stata molto positiva, e ha consentito di testare centinaia di persone, con un ritmo iniziale di 150 al giorno salito a circa 300. Il laboratorio è ad accesso libero e gratuito, e non si prendono prenotazioni: chi arriva prima riceve un ticket con una fascia oraria in cui presentarsi per fare il test (che dura circa 8 minuti), ma la maggior parte delle persone resta in coda in attesa. Per assicurarsi un posto, inoltre, già dalla nottata c’è chi si mette in coda per essere pronto all’apertura.

«Troviamo un controsenso fare un ambulatorio per testare le persone e poi provocare indirettamente assembramenti - continua Marzia - questa è una zona già fragilissima, con il bar e la farmacia tentiamo di fornire dei presidi virtuosi, ma di giorno siamo circondati da persone potenzialmente positive, di notte siamo in balia dello spaccio».

Asl 3, interpellata qualche giorno fa sull’affluenza al laboratorio della Commenda, ha chiarito che tutte le code restano ordinate e non si creano assembramenti, dichiarazione confermata dalle foto quotidiane. In alcune strade, però, è inevitabile che chi si ritrova a passare per arrivare ad abitazioni o esercizi commerciali debba passare molto vicino a chi è in coda, come accade per esempio in via Pré.

Dai residenti arriva dunque l’appello a ripensare gli spazi, anche alla luce del fatto che non è chiaro per quanto tempo l’ambulatorio resterà attivo: «Ci vorrebbero piazza aperte, come per esempio piazza della Vittoria», riflette Marzia, che non riesce a trattenere una stoccata amareggiata: «Alcune zone del centro storico, come Prè, sono sempre meno tutelate rispetto ad altre. Se una situazione simile si verificasse in altri quartieri della città, siamo certi che ci sarebbero proteste».

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