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Città dei bambini, Sansa denuncia: «Contratto risolto». Bucci smentisce: «Polemiche strumentali»

Il sindaco interviene sulle indiscrezioni di una chiusura dello spazio dedicato all’infanzia al Porto Antico, che segue quelle su una riduzione di quelli della biblioteca De Amicis

Opposizioni all’attacco del sindaco Marco Bucci sul destino degli spazi dedicati a bambini e ragazzi al Porto Antico.

Dopo la protesta legata alla decisione di destinare il quarto modulo dei Magazzini del Cotone - quello che ospita la Sala Luzzati e circa 6.000 libri - a uffici di una società di shipping, l’ex candidato alla presidenza della Regione, oggi consigliere di opposizione, Ferruccio Sansa, attacca sulla Città dei Bambini.

«Da fonti della Porto Antico ci risulta che la società pubblica ha inviato nei giorni scorsi una lettera che non lascia dubbi - è la denuncia di Sansa - Il contratto con il Festival della Scienza (i cui soci sono in parte pubblici), che gestisce la Città dei Bambini nel Porto Antico, sarà risolto tra quattro mesi. Che succede? Il contratto doveva scadere tra circa un anno. Qualcosa di improvviso è successo. Ora le ipotesi sono due: o la struttura chiuderà oppure sarà affidata a un nuovo gestore».

Sansa prosegue sottolineando che «in Liguria, la regione più vecchia d'Italia, i più giovani già adesso non hanno spazi. Fisici e non solo. La loro voce non è ascoltata. Anche se i liguri di domani sono loro. Se Genova perdesse la sua Città dei Bambini vorrebbe proprio dire che… non è più una città per bambini».

Sulla questione è intervenuto lunedì sera il sindaco Marco Bucci, parlando anche della biblioteca De Amicis, su cui aveva già dato rassicurazione l’assessore alla Cultura, Barbara Grosso, spiegando che i libri sarebbero stati ricollocati.

«La Città dei Bambini e la DeA non verranno ridimensionate - ha detto Bucci - Ancora nessun accordo è stato preso per la biblioteca, tantomeno per la Città dei Bambini, e le superfici rimarranno uguali o aumenteranno. Consideriamo che stiamo facendo tre nuovi musei in città, quello dell’emigrazione, sulla Città di Genova e la Casa dei Cantautori, estensioni che superano i 5mila metri quadrati totali dedicate alle cultura».

Il sindaco ha quindi definito «polemiche strumentali» le osservazioni delle opposizioni, aggiungendo che «quella sulla Città dei Bambini non ne parlo neppure, è una cosa importante e un orgoglio che vogliamo mantenere e rinforzare. Sarebbe bene spendere tempo su questioni come la lotta al covid e gli aiuti per la nostra economia».

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