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Scavi e cantieri, nuovo regolamento approvato a Tursi: «Chi rompe l’asfalto paga»

I grandi utenti che chiederanno di fare lavori dovranno presentare una fideiussione o un deposito cauzionale restituiti al termine

Chi rompe paga: è un po’ questo il “motto” del nuovo regolamento approvato dalla giunta del Comune di Genova, che dopo anni di asfalto bucherellato e rabberciato, tubi rotti e altri danni ha deciso di rendere più stringenti le norme per chi commissiona i lavori.

Il nuovo regolamento di rottura suolo prevede due novità principali. La prima è che i grandi utenti che chiederanno di fare scavi dovranno presentare una fideiussione o un deposito cauzionale al Comune, proprio come accade per chi affitta casa, somme che verranno restituite al termine dei lavori dopo la verifica del risultato e il ripristino delle strade a regola d’arte.

La seconda innovazione riguarda gli scavi effettuati per comprovate ragioni di urgenza su strade asfaltate da meno di un anno. In questi casi, oltre alla fideiussione o al deposito, l’azienda avrà l’obbligo di asfaltare tutta la strada.

«Due misure molto concrete e molto importanti - ha detto l’assessore ai Lavori Pubblici e vicesindaco Pietro Piciocchi - che forse non piaceranno ad alcuni grandi utenti, per mettere ordine in una giungla che dobbiamo assolutamente superare».

Delle condizioni delle strade genovesi si parla ormai da tempo, con interrogazioni presentate anche in consiglio comunale: è il caso di corso Aurelio Saffi, dove a fine novembre, ad appena tre mesi dalla conclusione dei lavori di riasfaltatura, è comparso un nuovo cantiere. Ai tempi Piciocchi aveva assicurato che avrebbe pagato Ireti sia il ripristino sia la nuova asfaltatura.

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