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Frana sul Turchino a Campo Ligure, strada riaperta entro aprile (con una nuova edicola votiva)

La collina aveva ceduto a ottobre 2019, causando anche la distruzione della cappelletta di Nostra Signora della Misericordia

La SS456 del Turchino tornerà percorribile in entrambi i sensi entro la metà di aprile, periodo in cui Anas dovrebbe terminare i lavori di messa in sicurezza della frana che lo scorso ottobre ha interrotto la strada causando anche il crollo della cappelletta di Nostra Signora della Misericordia, all’altezza di Campo Ligure.

L’intervento, avviato a dicembre 2020, sarà concluso entro la metà di aprile con un investimento di circa 330mila euro. Nel muro di contenimento sarà realizzata anche un’edicola votiva, in cui troveranno spazio la campana e la statua della Madonna della Cappelletta, miracolosamente recuperate dopo la frana. Una volta terminato l’intervento, Anas procederà con ulteriori cantieri sia per la messa in sicurezza di un’altra frana verso il capoluogo ligure sia per il rifacimento del manto stradale, per circa 1 milione di euro complessivi.

«Dopo la frana nell’ottobre 2019 - ha detto l’assessore regionale alla Protezione civile e Difesa del Suolo Giacomo Giampedrone, che in mattinata ha fatto un sopralluogo - è iniziata una lunga trafila con i privati proprietari del terreno da cui era avvenuto il crollo. Anas ha faticosamente lavorato insieme al Comune di Campo Ligure, che ringrazio, per la condivisione del progetto di messa in sicurezza definitiva che ha visto l’apertura del cantiere il 14 dicembre 2020. Questi lavori finiranno entro metà aprile, quando la strada sarà riaperta in sicurezza. Durante i lavori la strada rimarrà percorribile con il senso unico alternato istituito 5 giorni dopo il crollo».

Al sopralluogo ha partecipato anche Fabrizio Cardone, responsabile gestione rete Liguria di Anas: «I lavori sono partiti a dicembre 2020 a causa di una serie di problematiche che abbiamo dovuto affrontare, dialogando con i privati proprietari del terreno, con la Curia proprietaria della cappelletta e anche con la Sovrintendenza per i beni archeologici che ha dovuto effettuare una serie di verifiche - ha spiegato - Siamo fiduciosi che i tempi saranno rispettati. Negli anni scorsi abbiamo investito in questo territorio poco più di 1 milione di euro a cui oggi si aggiungono i 330mila euro per la messa in sicurezza della frana della cappelletta e, da aprile, ulteriori interventi sulla strada del Turchino per 1 milione di euro».

Soddisfatto il sindaco di Campo Ligure Giovanni Oliveri: «A eccezione dei 5 giorni immediatamente successivi al crollo - ha ricordato il primo cittadino - non abbiamo mai avuto l’interruzione del traffico, regolato all’altezza della frana con il senso unico alternato. Certamente la situazione non era semplice, c’erano tanti attori coinvolti ma una volta sbrogliata la matassa l’intervento è stato veloce, grazie alla collaborazione con Anas e con Regione. Rimangono i forti disagi dovuti all’interruzione della strada sul versante piemontese a causa della frana in località Gnocchetto, dove la statale è di competenza della provincia e non di Anas come sul versante ligure».

Proprio sulla frana del Gnocchetto, l’assessore Giampedrone ha ricordato di aver chiesto, oltre un mese fa, l’intervento del Mit e al concessionario autostradale per la gratuità della tratta tra Ovada e Masone, unica alternativa per i pendolari a fronte dell’interruzione della statale in territorio piemontese: «La gratuità della tratta o, almeno, una riduzione del pedaggio è necessaria come accaduto in altre situazioni, è un segnale di attenzione che va dato a questo territorio - ha detto Giampedrone - C’è stata un’apertura del Mit in una riunione ufficiale 25 giorni fa in un tavolo con la Regione e auspico che il Mit voglia dare seguito all’impegno preso, sgravando questa tratta da Ovada a Genova Voltri almeno fino a quando anche l’intervento del Gnocchetto in provincia di Alessandria non sarà completamente ripristinato».

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