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Bonus baby sitter e badanti, la Regione stanzia 5 milioni: come richiederli

Le domande possono essere presentate a partire da lunedì 15 marzo e fino al 30 settembre attraverso il sito di Filse

Arrivano oltre 5 milioni di euro per il finanziamento del bonus badanti e baby sitter.

La giunta regionale li ha stanziato sabato su proposta dell’assessore alle politiche sociali, Ilaria Cavo, e prevede lo stanziamento di 5,16 milioni di euro derivanti dal fondo sociale europeo (FSE) di cui 3,2 milioni dedicati al bonus badanti e 1,9 milioni al bonus baby – sitter.

Le domande possono essere presentate a partire da lunedì 15 marzo e fino al 30 settembre attraverso il sito di Filse ([www.filse.it]www.filse.it), fino ad esaurimento delle risorse disponibili. Le famiglie richiedenti, al momento della presentazione delle domande, dovranno essere residenti in Liguria, avere un Isee fino a 35.000 euro e un contratto di assunzione regolare di badanti o baby sitter.

Per il bonus baby sitter potranno presentare la domanda i genitori di bambini e ragazzi fino a 14 anni o fino ai 18, se disabili. Il bonus badanti è rivolto a persone adulte e anziane disabili o non autosufficienti che provvedono alle proprie necessità avvalendosi dell’assistenza di un badante assunto dagli stessi, da un parente o affine, entro il terzo grado o da un amministratore di sostegno.

«Si tratta di una misura importante per chi si trova a dover accudire persone non autosufficienti, anziani o diversamente abili o minori fino ai 14 anni in un momento di difficoltà dovuta all’emergenza pandemica ed economica - hanno spiegato il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti e l’assessore regionale alle politiche sociali Ilaria Cavo - Un momento particolarmente difficile di fronte al quale abbiamo deciso di reiterare, rafforzandole, alcune misure già decise in passato da questa giunta, in modo da garantire alle persone non autosufficienti di poter aver assistenza personale al domicilio, e alla chi si trova ad accudirle una maggiore qualità della vita. Una misura che, ci auguriamo, possa venire incontro soprattutto alla conciliazione vita lavoro delle donne, le più colpite a livello occupazionale dagli effetti della pandemia».

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